Comunicato LAV. Allarme antibiotici, Aifa: boom di reazioni avverse. LAV: stop test su animali

Comunicato stampa LAV 16 febbraio 2011 Allarme antibiotici, Aifa: boom di reazioni avverse LAV: stop test su animali L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) lancia l'allarme per il sovraconsumo di antibiotici, con la conseguenza di un possibile pericoloso aumento di reazioni avverse da farmaco (adr).

16/feb/2011 15.43.00 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 16 febbraio 2011

 

Allarme antibiotici, Aifa: boom di reazioni avverse

LAV: stop test su animali

 

L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) lancia l'allarme per il sovraconsumo di antibiotici, con la conseguenza di un possibile pericoloso aumento di reazioni avverse da farmaco (adr). I dati diffusi dall’Aifa e dall'Istituto superiore di sanità (Iss), che con il ministero della Salute hanno avviato una campagna per l'uso 'responsabile' degli antibiotici, sono indubbiamente allarmanti: nel 2009 il numero totale di reazioni avverse agli antibiotici è stato pari a ben 1643, contro le 1303 del 2008. Nel 2009 il numero maggiore di segnalazioni si è avuto per le penicilline (637) e gli antibatterici chinolonici (317). Nel 2008 invece il numero totale di adr da antibiotici è stato di 1303 e ha costituito l'11,2% delle reazioni avverse presenti nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza dell'Aifa. Le maggiori segnalazioni le hanno raccolte, anche in questo caso, le penicilline (506), seguite da macrolidi e lincosamidi (142), cefalosporine (225) e chinoloni (291). Tra il 2002 e il 2009 sono state segnalate complessivamente 8.833 sospette reazioni avverse.

 

Secondo la LAV il problema non deve essere visto unicamente sotto l’aspetto dell’eccesso di prescrizioni e di consumo di antibiotici, con il conseguente verificarsi del fenomeno della farmaco-resistenza, ma è indispensabile affrontare la questione ‘a monte’ ovvero sul piano metodologico: un così elevato numero di reazioni avverse conferma che la sperimentazione animale (la fase preclinica della ricerca) non è un metodo scientificamente valido e dunque rischioso per malati, nonché crudele per i 12 milioni di animali uccisi ogni anno a scopo sperimentale nell’Unione Europea. Infatti, animali di specie diverse, uomo incluso, possono manifestare reazioni molto diverse a una stessa sostanza/test. Il mondo della ricerca deve impegnarsi in favore dell'uso e della validazione dei metodi alternativi (senza uso di animali), efficaci e affidabili. La validazione è il processo, spesso lungo e oneroso, che stabilisce l’affidabilità scientifica e la rilevanza del metodo: ebbene, tutti i test su animali già in uso non sono mai stati validati. Eppure sono in uso da anni. Ma anche nella fase di validazione è indispensabile abbandonare lo sterile  confronto con i risultati ottenuti, in passato, per le stesse sostanze su animali ‘da laboratorio’: può essere molto fuorviante confrontare dati riferiti a specie diverse. Il rigore scientifico, dunque, anche in fase di validazione deve imporre il confronto con i dati noti sull’uomo.

 

“I dati sulle reazioni avverse ai farmaci devono preoccupare: infatti, nonostante siano in grande espansione campi come l’epigenetica e la farmacogenetica che sottolineano l’individualità della nostra specie e del singolo organismo, la ricerca continua ad essere ancorata all’obsoleta sperimentazione preclinica su animali, coinvolti in 3 milioni di procedure all’anno, fenomeno che alimenta un colossale business dove si pretende che cavie fungano da uomini e uomini facciano da cavie”, afferma Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Vivisezione e autrice del Dossier “Sperimetazione animale e farmaci che ammalano” (2010).

 

16 febbraio 2011

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