Emilia Romagna, Campania, Molise: l’affare rifiuti unisce l’Italia

01/mar/2011 11.30.10 R.E.B.A. onlus Contatta l'autore

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A Nola le discariche non le vogliono, in Campania nessuno più vuole discariche anzi, i cittadini, pretendono siano bonificate tutte quelle buche usate per decenni come magazzini per il percolato. È sempre bene specificare che per discariche non si intendono oasi dove il rifiuto viene conferito secondo norma e secondo tipologia, ma discariche intese come cave dove il camion che arriva, alza il rimorchio e scarica. Cesaro chiede maggiori poteri per poter aprire buche dove meglio crede, poi, dopo un paio d'ore, ritratta. Sembra stanco, spossato, non sa come fare per imporre le nuove buche da usare come discariche di tal quale. Poi ci sono quelle snervanti inchieste, carte giuridiche, interviste e audizioni da fare alla commissione bicamerale sul traffico rifiuti in Campania. Ci sono gli impegni istituzionali da onorare e quelli ''privati'', con gli amici che hanno società da far lavorare. Per non parlare delle richieste avanzate dal Gruppo Impregilo, il quale contesta l'autorizzazione ad affittare l'inceneritore di Acerra ad un canone di 2,5 milioni di euro mensili: rischiano di perdere il denaro derivante dalla vendita di energia elettrica ottenuta dall'incenerimento di talquale. Anche la Fibe, costola di Impregilo, fa ricorso al Tar. Impregilo e Fibe sono la mamma e il papà dell'impianto di Acerra e di tutti i guai della regione Campania ed invece di aspettare silenzi il verdetto, cacciano gli artigli a pretendere ulteriori favori dallo Stato. Così si scagliano contro il loro stesso compagno di giochi, la Protezione Civile: da incriminati si trasformano in creditori pretendendo 2 miliardi e 400 mila euro dei quali, la metà, richiesti come risarcimento danni di immagine. Il danno di immagine dovuto alle tante inchieste, accuse e prove raccolte in anni e anni di gestione sfociati in uno spaurito processo che vede Impregilo alla sbarra nell'aula bunker di Poggioreale. A Terzigno si continua a presidiare la Rotonda, a fare riunioni, assemblee con le amministrazioni locali, a chiedere d'esser ricevuti, ottenendo tante promesse, tante illusioni. Nulla è cambiato. Quei famosi sette impianti di compostaggio commissionati nel 2002, terminati e mai ritirati, continuano ad essere un mistero. Perchè non li vogliono questi impianti di compostaggio? A metà gennaio, da Tufino, Salerno, partivano due lotti di rifiuti per il processo di fermentazione e diretti a Napoli. Il processo di fermentazione dura 21 giorni, ma, per motivi logistici, una parte della razione organica stabilizzata (Fos) pronta per essere usata come materiale di copertura nella discarica Tre Monti ( Abruzzo )è stata inviata a quella di Ravenna, un sito sempre gestito dal gruppo Hera. Il Gruppo Hera, nato nel 2002 dall'unione di undici aziende di servizi pubblici dell'Emilia Romagna, ha continuato negli anni successivi la propria crescita territoriale, acquisendo nel 2004 Agea di Ferrara e concludendo nel 2005 con Meta la prima fusione italiana tra multiutility quotate in Borsa. A riunire l'Italia non è il patriottismo della nostra classe politica e , in questo caso, nemmeno la nazionale di calcio, ma, le industrie, i big dell'economia. Bisogna capire come il Gruppo Hera entra in Campania, per mano di chi.
Delle cinquemila tonnellate previste dall’accordo tra le Regioni Campania ed Emilia-Romagna, a Imola ne sono già arrivate 3.300. Lo scoop di Striscia la Notizia. Laghi di percolato non lontano dalle campagne e dai pascoli. Le telecamere della trasmissione hanno immortalato le grosse pozze nerastre in tre zone del casertano: Lo Uttaro, Foro Boario, Masseria Monti. Lo Uttaro è stato utilizzato a lungo come sversatoio, in parte sequestrato dalla magistratura, in attesa di una bonifica che difficilmente giungerà. Masseria Monti è la più velenosa discarica della Campania, anch’essa sequestrata da alcuni anni. Foro Boario è ancora pieno di immondizia. Queste tre enormi buche sono fuori controllo e gestione, abbandonate, libere di inquinare e contaminare. a Campania, non ha una sola discarica in attività con un suo sistema di disinquinamento del percolato. I siti di stoccaggio provvisorio, che in realtà ospitano i rifiuti da anni, nemmeno ne sono provvisti. La discarica di Chiaiano che produce 100 metri cubi al giorno di percolato non è dotata di alcuno strumento di disinquinamento da percolato. Quando il governo o i tecnici dell'Arpa o le amministrazioni locali dicono il contrario, mentono, se si ravvisano strumenti nelle discariche o non funzionano o funzionano male. La sostanza non cambia. Ci pensano le autobotti a caricare il percolato, per portarlo da Especo di Quarto, alla Progest di Gricignano, alla Cgs di Avellino e di Salerno. Nel luglio 2010, una di queste ditte, cioè, la Progest di Gricignano, veniva raggiunta da uno scandalo con relativi arresti eccellenti tra funzionari della ditta e dello Stato. A conclusione di complesse e articolate indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stato possibile accertare un imponente traffico illecito di rifiuti effettuato in varie parti del territorio nazionale a partire dal 2008 sino ai giorni nostri.

  • smaltendo rifiuti speciali e pericolosi, con modalità illegali ed inidonee e neutralizzare la potenzialità inquinante degli stessi, chi li conferiva otteneva il vantaggio di pagare un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello che avrebbe dovuto corrispondere a fronte di un corretto smaltimento e/o recupero;

  • chi li riceveva, a sua volta, incrementava il volume di affari della sua impresa, non più limitato alla ricezione dei soli rifiuti autorizzati.

L'illecito modus operandi si fondava:

  • su una sistematica manipolazione dei rifiuti, mediante improprie "declassificazioni" (da pericoloso viene trasformato, documentalmente, in non pericoloso con falsificazione dei documenti di trasporto - CER (codici identificativi dei rifiuti) - al fine di nascondere la reale tipologia dei rifiuti conferiti e oggetto dell'illecita miscelazione;

  • sull'assegnazione di un codice non corrispondente alla reale natura del materiale trattato, ma che fittiziamente serviva a rendere il rifiuto stesso compatibile con l'atto autorizzativo dell'impianto di destinazione;

  • sul conferimento a terzi (consapevoli) del rifiuto "mascherato", mediante triturazione e miscelazione di diverse tipologie di materiale da smaltire, con un'attività fittizia di trattamento e/o recupero, allo scopo di occultare l'originaria natura di quanto miscelato e per poterlo smaltire in maniera solo formalmente regolare, dopo aver creato degli apparenti passaggi intermedi, al fine di far apparire come compiute sul rifiuto attività di trattamento tali da renderlo idoneo per gli impianti di destinazione finale.

Gli elementi a carico sono stati acquisiti mediante:

  • intercettazioni di conversazioni telefoniche;

  • riprese di immagini di quanto accadeva, attraverso un impianto di video sorveglianza collocato sul luogo di interesse investigativo;

  • servizi di o.c.p. (osservazione - controllo - pedinamento) effettuati dalla PG procedente (NOE CC di Roma)

  • riscontri documentali;

  • sopralluoghi

Ma se ad oggi il percolato viene ritirato anche dalla Progest, significa forse, che tale, complessa, articolata indagine, non ha determinato la chiusura immediata della stessa ditta? Dalle ditte del nord alla Campania, fino al Molise: «Quali azioni intenda mettere in atto il ministro dell'Interno al fine di fare piena luce sulla presenza di traffici di rifiuti e sversamenti abusivi in terreni e acque del Molise, tenuto conto che dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Larino emergono contatti con aziende campane a rischio più volte attenzionate per i loro rapporti con la criminalità organizzata». Lo chiede la deputata del PD Pina Picierno, parlamentare campana, in un’interrogazione a risposta scritta rivolta al ministro dell’Interno, al titolare del dicastero della Salute e al Ministro Prestigiacomo con delega all’Ambiente. L’interrogazione è stata presentata lo scorso 16 febbraio. Io, nel frattempo, ricevo una testimonianza, con preghiera resti anonima: - 3/4 giorni la settimana mi reco in Molise x lavoro e non vi dico quanti camion di monnezza partono dalla Campania per il Molise!! Soprattutto camion della Edil Ambiente Pagnozzi che trattano rifiuti speciali. -

L'amministratore unico della ditta Edil Ambiente è il sig. Italo Pagnozzi, che è anche vicepresidente della CCS, Consorzio Campale Stabile. Cosa fa e cosa ha fatto il Consorzio?

Trasporta: Eco-balle, F.O.S. , Sovvalli e trasporto e smaltimento dei Reflui provenienti dagli STIR, siti di stoccaggio e discariche della Regione Campania, per conto di:
FIBE spa e FIBE Campania S.p.A.;
Fisia Italimpianti S.p.A.;
Commissariato di Governo;
Presidenza Del Consiglio Dei Ministri (M.I.T.O.);
Società Provinciali Regione Campania (ASIA Napoli S.p.A, EcoAmbiente Salerno S.p.A., GISEC S.p.A., Irpinia Ambiente S.p.A., Partenope Ambiente Gruppo a2a, SAMTE srl. S.A.P.NA. S.p.A.).
Trasporto e smaltimento dei reflui prodotti dagli impianti ENI S.p.A.
Trasporto e smaltimento dei Reflui provenienti dagli impianti gestiti da:
Consorzio Unico delle Province di Napoli e Caserta
Consorzio Comuni Bacino Salerno 2
Daneco Impianti Srl

Raccolta e Trasporto RR.SS.UU.
Comuni di: Salerno, Giugliano in Campania (NA), Capriglia Irpina (AV), Montemiletto (AV), Pellezzano (SA), Pietrelcina (BN)
Trasporti
ASIA Napoli S.p.A.;
ASIA Benevento S.p.A.;
IGI.CA. S.p.A.;
Leucopetra S.p.A.;
CONTARINA S.p.A.;
MOBILSERVICE s.r.l. Colleferro (RM);
Cooper Salento Maglie (LE);
GESCO scarl di Sardone (SA);
S.E.T.A. di Cava dei Tirreni (SA).

Il Consorzio Campale Stabile nasce il 09/08/2000 al fine di coordinare ed effettuare tutte le operazioni necessarie alla soluzione dei problemi ecologici di piccole, medie e grandi imprese specializzate nella gestione dei rifiuti (raccolta, trasporto, valorizzazione, smaltimento).
Il Consorzio annovera fra i propri iscritti aziende ubicate in tutte le province della Regione Campania, allo scopo di offrire non solo un servizio su tutto il territorio Regionale ma anche su quello Nazionale. Non a caso fanno parte del Consorzio imprese che operano già da anni c/o aziende di rilevanza nazionale, svolgendo raccolta e trasporto rifiuti per conto dell’AGIP spa sui cantieri in Basilicata e per conto dell’ALENIA spa e dell’ENEL spa.
Il consorzio ha anche presentato un ricorso in seguito accolto:
T.A.R. CAMPANIA, Napoli, Sez. I - 25 novembre 2010 n. 23133
Con il ricorso in esame il Consorzio Campano Stabile, premesso di aver partecipato in A.T.I. con la ditta Pronto Intervento di Butera Francesco, mandante, ad una pubblica gara indetta con bando prot. n. 95/U del 26 gennaio 2010 (CIG 0433044F32) dal Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta per l’affidamento del servizio di prelievo, trasporto e smaltimento del percolato prodotto dalle discariche e dai siti gestiti dall’articolazione territoriale di Napoli, risultandone aggiudicataria definitiva, si duole del fatto che, il Consorzio Unico di Bacino e la S.A.P.NA. Sistema Ambiente Provincia di Napoli S.p.A., non avrebbero provveduto a stipulare il contratto di cui al suddetto bando. Ricordate quando la Procura della Repubblica di Isernia apriva un fascicolo sul traffico di percolato e di scorie industriali tra Campania e il Molise? Secondo le indagini sarebbe, la Fonderghisa, il terminale dei rifiuti industriali smaltiti illegalmente. ''Negli alti forni sarebbero stati fusi i rottami ferrosi di mezzi militari che erano stati impiegati nella ex Jugoslavia e che sarebbero stati contaminati dall'uranio impoverito". Ci chiediamo, è ancora così? In Molise si smaltiscono rifiuti pericolosi per l'uomo e per l'ambiente? Di certo in Campania non è cambiato nulla e come poteva cambiare, son tutti a piede libero.





 

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