Comunicato LAV. Paura al Circo Orfei (Frosinone): elefante si ribella e tenta di mordere il domatore. La LAV: tragedia annunciata, urgente una nuova legge per la riconversione dei circhi

Comunicato stampa LAV 3 marzo 2011 Paura al Circo Orfei (Frosinone): elefante si ribella e tenta di mordere il domatore.

03/mar/2011 15.53.07 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 3 marzo 2011

 

Paura al Circo Orfei (Frosinone): elefante si ribella e tenta di mordere il domatore.

La LAV: tragedia annunciata, urgente una nuova legge per la riconversione dei circhi

Tragedia sfiorata al Circo Rinaldo Orfei, attendato a Ceccano (Frosinone): pochi giorni fa, durante il numero degli elefanti, uno dei due pachidermi dell'esibizione ha volutamente urtato con forza il suo domatore, lo ha gettato a terra e ha poi cercato di portarlo alla bocca con la proboscide. Solo l'intervento di vari inservienti, che hanno iniziato a picchiare l'animale, ha impedito che il gesto esasperato dell'elefante potesse avere conseguenze drammatiche. L'incidente, ennesima dimostrazione dello stress cui sono sottoposti gli animali nei circhi, si è verificato durante uno spettacolo pomeridiano, tra lo sconcerto e il terrore degli spettatori, fuggiti a gambe levate fuori dal tendone.

Una tragedia annunciata? Si direbbe di sì: gli elefanti di questo grave episodio hanno un nome, Bambi e Kana del domatore Mario D’Amico, e la LAV ne aveva già denunciato il maltrattamento a Bari, documentato fra l'altro dalla trasmissione Striscia la Notizia, perché occultati all'interno di un tendone e legati costantemente a una catena cortissima che impediva loro qualsiasi movimento.

Un trattamento del genere non poteva che portare a conseguenze di totale esasperazione, tanto da far ritenere che, nonostante la denuncia della LAV nel 2010, gli elefanti abbiano continuato ad essere perennemente incatenati.

Non è questo un caso isolato perché sempre più spesso vengono riportate notizie di animali che, umiliati e stressati da una vita intollerabile passata nel circo, attaccano improvvisamente i loro domatori o tentano di fuggire dal circo.

E' accaduto lo scorso mese ad un elefante del circo Karoli in tournée in provincia di Ancona.

E' accaduto di recente al circo di Moira Orfei, dove c'erano già stati incidenti addirittura con morti e feriti a causa dei numeri con le tigri, con il grave ferimento del figlio della nota circense, Stefano Nones.

Agli animali che scappano, agli animali che si ribellano ai propri aguzzini, fanno eco le rituali dichiarazioni-fotocopia di parte circense: “è incredibile, è un animale docilissimo che non aveva mai dato problemi” o ancora “ è un animale docilissimo, forse è stato turbato da qualcosa”.

Come quell’animale sia diventato “docilissimo” ormai sono in molti a chiederselo, se ad un certo punto, quando non ne può più, reagisce con violenza nei confronti di quello che dovrebbe essere, a detta dei circensi, il suo migliore amico: il suo domatore.

Troppo spesso purtroppo questi gravi episodi sono stati minimizzati, e al contempo si è cercato di offrire giustificazioni improbabili che non hanno minimamente toccato quello che è il vero problema e cioè che le strutture circensi non sono in grado di offrire il minimo benessere agli animali che detengono.

E non lo dicono solo le associazioni animaliste: lo ha confermato la Commissione Scientifica CITES quando, con i criteri generali promossi nell’aprile del 1998, ha dichiarato le strutture circensi di tutt’Italia come non rispondenti ai requisiti per garantire il benessere e la corretta sopravvivenza degli animali esotici.

Ciononostante l'Italia continua a essere uno dei Paesi con il maggior numero di animali nei circhi, in controtendenza con lo spirito di accresciuta sensibilità da parte dei cittadini di tutti Paesi ai quali viene chiesto di esprimersi in merito alla presenza degli animali nei circhi.  Gli stessi cittadini italiani, dai recenti dati pubblicati dall’ Eurispes, si dichiarano contrari alla presenza degli animali nei circhi per quasi il 90% degli intervistati.

Resta perciò da chiedersi il motivo per cui esseri destinati a vivere liberi, che naturalmente rifuggono la presenza dell'uomo, siano ancora costretti a sopportare di essere resi dei burattini. Dei burattini che, esasperati , a volte si ribellano.

La LAV, che si batte da sempre per un circo senza animali, chiede agli organi di Governo una legge di civiltà che preveda la dismissione degli animali dai circhi e l'istituzione di centri di recupero che ne garantiscano una adeguata sistemazione.

 

3 marzo 2011

Ufficio stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it



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