Processo ai rifiuti: 60 comuni non si costituiscono parte civile

08/apr/2011 10.33.49 R.E.B.A. onlus Contatta l'autore

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La parte civile in un processo penale è quel soggetto danneggiato dal reato per cui si è costituito il processo.

Attualmente, possono costituirsi parte civile, anche le regioni, i comuni, le provincie o le associazioni vittime del danno ambientale così come definito dall’art. 18 della l. 349/1986. Anche il soggetto privato può costituirsi, proprio in virtù della lesione del suo diritto inviolabile che trova il suo fondamento nell’art. 2 della Costituzione. Detto ciò va denunciato alla cronaca che i 60 comuni campani, le loro amministrazioni, hanno deciso di non costituirsi parte civile al processo che vede imputati, tra gli altri, l'ex governatore della Campania Antonio Bassolino e i vertici della società Impregilo, accusati di truffa, abuso d'ufficio e falso, traffico dei rifiuti e disastro ecologico. Solo i primi cittadini di Cicciano e Casamarciano hanno deciso di prendere parte al processo in corso al Tribunale di Napoli. Si è gridata, osannata, sperata la giustizia, la sola capace di ridare dignità ad una regione mortificata e invece, gli amministratori partenopei hanno scelto la vile fuga. Gli amministratori dei comuni campani avrebbero dovuto spiegare ai pm, che indagano sulla questione rifiuti, Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, cosa succedeva nei loro territori durante lo scoppio delle varie emergenze che si sono susseguite in questi 17 anni. Avrebbero dovuto portare ai pm le prove da loro raccolte, i documenti e le relazioni da loro svolte, i rapporti, le regole non scritte alle quali dovevano attenersi. Avrebbero dovuto raccontare le anomalie dentro cava Sari ad esempio. Avrebbero dovuto ricordare i camion sequestrati, diretti in discarica, perchè trasportavano materiale tossico, ad esempio. Avrebbero dovuto spiegare il perchè, in 17 anni, non si è dato vita al ciclo integrato dei rifiuti, varato nel 1997, e mai entrato in funzione. Insomma, avrebbero dovuto raccontare le verità e permettere quindi di condannare i responsabili. Hanno avuto paura? Hanno subito pressioni dai poteri forti, quegli stessi poteri che hanno imprigionato la Campania? Oppure, non possono parlar perchè rischierebbero, a loro volta, di finire sul banco degli imputati? Rischiamo di perdere la possibilità di fare, in parte, giustizia. Per ora il processo è stato aggiornato per metà aprile e inizio maggio.

Sappiatelo, cittadini impegnati sul fronte della difesa del territorio e della vostra stessa salute, i vostri amministratori, sono al di là della vostra barricata e forse lo sono sempre stati.

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