Comunicato LAV. LA LAV (www.lav.it) SALVA UNA FAMIGLIA DI SCIMMIE DALLA VIVISEZIONE: PER LORO E' INIZIATA UNA NUOVA VITA NEL GIARDINO FAUNISTICO DELL'ABATINO (RIETI)

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30/mag/2011 12.37.46 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV – 30 maggio 2011

LA LAV (www.lav.it) SALVA UNA FAMIGLIA DI SCIMMIE DALLA VIVISEZIONE: PER LORO E’ INIZIATA  UNA NUOVA VITA NEL GIARDINO FAUNISTICO DELL’ABATINO (RIETI)

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La LAV ha messo in salvo dall'incubo della sperimentazione una famiglia di scimmie Callithrix jacchus, meglio note come scimmie uistitì  (http://www.lav.it/index.php?id=1768), sottraendole alla soppressione e assicurando loro una nuova vita, nell’ambito del progetto per il recupero di animali “da laboratorio”.

Le quattro piccole scimmie, la madre Estella, il padre Josè, e i due figli Consuelo ed Esteban, sono state trasportate poche settimane fa nella loro nuova casa: il Giardino Faunistico dell’Abatino (www.parcoabatino.org), centro di recupero di animali in difficoltà, in provincia di Rieti. Qui sono giunte chiuse in una scatola, catalogate come “merce deperibile”: il loro arrivo è stato ripreso in un filmato della LAV che mostra le piccole uistitì ora bene ambientate nella nuova sistemazione.

Scosse dalla loro dolorosa esperienza, dal lungo viaggio, terrorizzate al momento dell'arrivo, Estella, José, Consuelo ed Esteban, conducono finalmente un'esistenza serena.

Originarie delle foreste tropicali del Brasile, queste scimmie sono fra le specie di primati più utilizzate nei laboratori di sperimentazione perché di piccole dimensioni e molto prolifiche anche in cattività. Non possono essere reimmesse in natura perché non potrebbero sopravvivere, ma godono di buona salute e si sono adattate velocemente alla nuova vita.

Tutti possono contribuire al recupero di questi animali scegliendo la loro adozione a distanza (tutte le informazioni sono sul sito www.lav.it), garantendo a questo piccolo nucleo familiare le cure necessarie per un'esistenza serena e dignitosa. Sostenere questo progetto permetterà alla LAV di salvare altri animali dai laboratori.

Nel Centro Abatino che ospita Estella, José e i loro figli, sono presenti numerosi altri animali scampati ai laboratori, per lo più altre scimmie che ancora oggi riportano il segno tangibile del loro triste passato: il numero con cui erano catalogate per le sperimentazioni tatuato sul petto. Il Centro Abatino si prende cura di loro giorno dopo giorno, nel rispetto di tutte le loro esigenze e garantendo un futuro anche a questi esseri viventi altrimenti condannati a morte certa.

In Italia sono quasi 900mila gli animali che ogni anno vengono usati per la ricerca. Sono sottoposti a dolori inqualificabili, alla fine delle procedure devono essere soppressi e solo meno dello 0,1% riesce a essere recuperato. I dati più aggiornati sono agghiaccianti: in tutta Europa sono 12 milioni gli animali che soffrono e muoiono per fini “scientifici”, e si assiste ad un aumento significativo proprio dell'uso dei primati.

 

“Anche in Italia risulta in aumento il ricorso alle scimmie nei laboratori (sia ceboidea che cercopothecoidea), specie regolamentate dal Decreto 116/92 in modo fortemente restrittivo: questi significa che il loro uso a scopo sperimentale dovrebbe rappresentare una deroga eccezionale, e invece così non è afferma Michela Kuan, responsabile LAV Vivisezione - Su questi animali vengono effettuati numerosi test scientifici (farmacologici, tossicologici, indagini neurologiche, modelli per rigenerazioni del midollo spinale, studi sui cicli ormonali): sperimentazioni invasive, crudeli e assolutamente non predittive perché nessun animale può essere un modello sperimentale per altre specie, uomo compreso. In vista del recepimento della nuova direttiva 2010/63UE l’Italia non deve perdere l’occasione di dare alla ricerca una svolta rigorosa sul piano scientifico ed etico, incentivando lo sviluppo dei metodi alternativi e ponendo dei reali vincoli nel ricorso al modello animale”.

 

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