Comunicato stampa LAV, Emergenza cinghiali Lombardia, LAV: allarmismo strumentale. Adottare soluzioni incruente per il contenimento della fauna

Comunicato stampa LAV 9 giugno 2011 Emergenza-cinghiali Lombardia, LAV: allarmismo strumentale dei cacciatori, adottare soluzioni incruente per il contenimento della fauna Niente doppiette e nessuno spargimento di sangue: gestire correttamente e pacificamente la presenza dei cinghiali sul territorio è possibile.

Persone Massimo Vitturi
Luoghi Italy, Lombardy
Argomenti building industry, zoology, database

09/giu/2011 18.31.20 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 9 giugno 2011

Emergenza-cinghiali Lombardia, LAV: allarmismo strumentale dei cacciatori, adottare soluzioni incruente per il contenimento della fauna

Niente doppiette e nessuno spargimento di sangue: gestire correttamente e pacificamente la presenza dei cinghiali sul territorio è possibile. Lo ribadisce la LAV, che interviene senza dubbi nella polemica sulla presunta emergenza cinghiali scoppiata in questi giorni in alcuni Comuni della Lombardia.

Fermare i ripopolamenti che puntualmente hanno luogo in seguito alle mattanze, vietare la caccia alla volpe, unico predatore naturale dei cinghiali, adottare piani di sterilizzazione non cruenta: gli esempi di contenimento pacifico, indolore ed efficace di questi animali sono molteplici.

E’ evidente che non c'è alcuna intenzione di far diminuire il numero di cinghiali e i presunti danni a loro attribuiti adottando soluzioni non violente - afferma Massimo Vitturi, responsabile LAV Caccia e faunaL'emergenza cinghiali è spesso alimentata allo scopo di ottenere consensi e sempre meno vincoli all’attività venatoria”.

Non bisogna dimenticare infatti che le stesse persone che lamentano l'emergenza-cinghiali, spesso portatrici di interessi agricoli e venatori, tralasciano una scomoda verità, e cioè che cinghiali così prolifici sono stati inseriti nell’ambiente proprio dai cacciatori, i quali continuano ad abbattere le volpi con il benestare delle amministrazioni.

La LAV torna a ricordare che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale. Purtroppo, nonostante le previsioni di legge, in molte zone d'Italia la caccia ha impoverito a tal punto la fauna selvatica che gli stessi cacciatori hanno cominciato ad immettere nei territori depredati cinghiali importati da altri Paesi.

Andiamo alla radice del problema – prosegue Vitturi - bisogna ricordare che siamo noi ad espandere senza limiti le attività umane, senza tener conto che spesso sono assolutamente incompatibili con la natura dei territori selvatici che andiamo ad intaccare. Nessuno coltiverebbe frumento nel Sahara o al Polo Nord, tuttavia in alcune zone si continua ad espandere l'attività umana senza riflettere, pretendendo che la natura si pieghi alle nostre necessità”.

 

 

Ufficio stampa LAV 06.4461325



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