Comunicato LAV Verona. CANE ABBANDONATO: TIBUNALE DI VERONA CONDANNA PROPRITARIO AL PAGAMENTO DI 2.000 EURO DI AMMENDA. IL CASO DENUNCIATO DALLA LAV: CHI ACCOGLIE UN ANIMALE HA IL DOVERE DI AVERNE CURA

CANE ABBANDONATO: TIBUNALE DI VERONA CONDANNA PROPRITARIO AL PAGAMENTO DI 2.000 EURO DI AMMENDA.

Persone Regina Margherita, Ilaria Innocenti, Emanuela Pasetto
Luoghi Verona
Argomenti anatomy, music

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14/giu/2011 18.01.14 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV Verona 14.6.11

 

 

CANE ABBANDONATO: TIBUNALE DI VERONA CONDANNA PROPRITARIO AL PAGAMENTO DI 2.000 EURO DI AMMENDA.

IL CASO DENUNCIATO DALLA LAV (www.lav.it): CHI ACCOGLIE UN ANIMALE HA IL DOVERE DI AVERNE CURA

 

 

Costretto in un recinto di neanche due metri quadrati sito dietro un capannone per il ricovero degli attrezzi e nascosto alla vista di chi lo avrebbe potuto aiutare, senza acqua nonostante il caldo torrido del giugno dello scorso anno e terrorizzato, girava ininterrottamente su se stesso mutilandosi la coda a morsi: questa la condizione in cui viveva un di pastore tedesco, a Raldon, nella campagna veronese, dentro la proprietà di un'azienda agricola che coltiva fragole.

 

Il Tribunale di Verona ha emesso decreto penale di condanna in base all'art. 727 del Codice Penale, condannando il proprietario del cane, F.S. residente a Raldon (Verona), per il reato di abbandono di animali, al pagamento di un'ammenda di euro 2000.

 

I volontari della LAV, intervenuti sul posto a seguito di una segnalazione anonima, si erano subito resi conto della gravità della situazione e avevano sporto denuncia al Corpo Forestale dello Stato che decise il sequestro dell’animale.

 

Pedro - così è stato ribattezzato il pastore - impaurito da evidenti maltrattamenti, non si lasciava avvicinare nemmeno dal suo proprietario, tanto che fu necessario ricorrere all'accalappicani munito di cerbottana e anestetico. Lo si è dovuto sottoporre ad intervento chirurgico per asportare parte della coda, che era spezzata in due tronconi a causa dei morsi violenti che, impazzito per le condizioni di detenzione, si autoinfligeva.

 

"Seppure si sia raggiunto il risultato più importante, ovvero la confisca del cane ed il suo definitivo affidamento alla LAV, mi rammarico che sia stato contestato all’imputato l’art. 727 codice penale e non anche il più grave reato previsto dall’art. 544 ter del Codice Penale (Maltrattamento di animali) in quanto ritengo che ve ne fossero tutti i presupposti - afferma l'avv. Emanuela Pasetto, legale della Sede veronese della LAV - Infatti, come correttamente evidenziato dalla Corte di Cassazione fin dagli anni 1990, chi accoglie un animale presso di sé ha un dovere di “cura continua e assistenza opportuna”. Le condizioni fisiche e psichiche del pastore tedesco così come accertate in sede di sequestro dello stesso e confermate dalla certificazione veterinaria prodotta dalla LAV, attestano che non vi furono nè cura né assistenza e che proprio a causa di tali omissioni il povero cane soffriva di gravi patologie fisiche e psichiche".

 

"Ringraziamo il Corpo Forestale dello Stato che, grazie all'intervento, ha sottratto Pedro da tanta sofferenza - dichiara Ilaria Innocenti responsabile nazionale del Settore Cani e Gatti LAV - e l'avv. Emanuela Pasetto per l'assistenza fornita che ha portato alla condanna del proprietario e alla confisca dell'animale". E conclude: "Ora Pedro, grazie all'aiuto di un volontario cui si è legato in modo particolare e che ha conquistato la sua fiducia piano piano, è un cane sereno che tuttavia non potrà mai essere affidato a una famiglia a causa dei traumi del gravissimo maltrattamento cui è stato sottoposto per anni."

                           

 

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