Comunicato LAV. DECRETO LEGISLATIVO SCONTI AI BRACCONIERI, LAV REPLICA A MINISTRO PRESTIGIACOMO: NORMATIVA SULLA CACCIA OBSOLETA, BISOGNAVA PREVEDERE APPLICAZIONE CODICE PENALE ANCHE A SPECIE PROTETTE. TRADITO LO SPIRITO E IL DETTATO DELLA DIRETTIVA UE...

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03/ago/2011 13.25.04 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 3 agosto 2011

 

DECRETO LEGISLATIVO SCONTI AI BRACCONIERI, LAV REPLICA A MINISTRO PRESTIGIACOMO: NORMATIVA SULLA CACCIA OBSOLETA, BISOGNAVA PREVEDERE APPLICAZIONE CODICE PENALE ANCHE A SPECIE PROTETTE. TRADITO LO SPIRITO E IL DETTATO DELLA DIRETTIVA EUROPEA RECEPITA

 

 

Evidentemente al Ministro Prestigiacomo e ai suoi consiglieri sfugge il fatto che nel nostro ordinamento giuridico esiste da sette anni il reato di uccisione di animali previsto dall’articolo 544bis del codice penale il quale, grazie al suo Decreto Legislativo pubblicato il 1° agosto in Gazzetta Ufficiale, rischia di non essere più applicato nei casi di uccisione di animali protetti, proprio come finora è stato fatto nei casi di bracconaggio a danno dell’orso. Ci spieghi il Ministro d’ora in poi come sarà possibile applicare ancora il delitto di uccisione di animali, visto che ha inserito un nuovo articolo che si applica specificamente agli animali protetti. Se c’è qualcosa privo di fondamento, quindi, è l’interpretazione che la Prestigiacomo dà alla norma.

 

Così la LAV replica al Ministro dell’Ambiente che ieri aveva difeso il suo Decreto affermando che non ci sono sconti per i bracconieri e che le specie protette continueranno ad esserlo con una tutela di carattere speciale.

Un tradimento dello spirito e del contenuto della direttiva europea di riferimento che chiedeva sanzioni dissuasive e quindi per l’Italia un innalzamento, non un abbassamento di quelle previste.

 

Sembra che il Ministro Prestigiacomo si sia fermata al 1992, quando erano state introdotte, anche in base al vuoto normativo del codice penale, delle blande contravvenzioni per reprimere l’uccisione di fauna protetta. Con l’art 30 Legge 157/92 chi uccide un lupo o altro animale appartenente a specie protetta, se la cava con una contravvenzione che prevede fino ad 8 mesi di arresto, o un’ammenda sino a 2000 euro, quasi un prezzo da pagare per uccidere. La sanzione amministrativa oblazionabile con € 1.500 (peraltro rateizzabili) estingue il reato, non comporta alcuna conseguenza sul certificato penale e prevede anche la restituzione del fucile al colpevole. Questa è la tutela speciale di cui parla il Ministro...

 

Considerando che la direttiva europea imponeva maggiore tutela a quelle specie già oggi vittime di abbattimenti illeciti, sarebbe stato molto più coerente prevedere l’applicazione del delitto di uccisione anche alla fauna selvatica, così come già accade per il cane la mucca ed il maiale, garantendo effettivamente alle specie protette quella tutela di carattere speciale cui fa rifermento il Ministro, e superando i limiti imposti da una legge ormai obsoleta.

 

Ma di quale incremento della protezione e salvaguardia di specie protette dalla direttiva europea si sta parlando? Il Ministro, spacciando per positivo un aumento delle specie protette quando queste già lo sono in base al codice penale, dimentica forse che la nuova norma  prevede che le sanzioni siano applicate “salvo i casi in cui l’azione riguardi una quantità trascurabile di tali esemplari e abbia un impatto trascurabile sullo stato di conservazione della specie”, rendendo di fatto impunita l’uccisione di un animale protetto, se ciò non mette in pericolo la conservazione della specie?

D’ora in poi chi uccide un animale protetto che non rientra tra le specie tutelate dalla normativa sulla caccia, oltre a non essere punito in base alla nuova normativa, perché si tratta di “una quantità trascurabile”, non è neanche più perseguibile in base all’art. 544bis del codice penale, perché la nuova norma è a carattere speciale rispetto al reato di uccisione di animale.

 

Infine, si può parlare di tutela dell’ambiente e di protezione delle specie se il nuovo Decreto punisce in modo ridicolo chi distrugge o deteriora habitat all’interno di un sito protetto con una sanzione molto meno severa rispetto a chi fa un graffito su un edificio pubblico? Sarebbe questa la maggiore e più efficace protezione dell’ambiente e della fauna?

 

3.08.2011

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Maria Falvo
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