Comunicato LAV. FESTA MUSSULMANA DEL SACRIFICIO (6/11), ALLARME LAV PER POSSIBILI VIOLAZIONI A LEGGI...

FESTA MUSSULMANA DEL SACRIFICIO (6/11), ALLARME LAV PER POSSIBILI VIOLAZIONI A LEGGI....

Persone Maria Falvo Responsabile, Gianluca Felicetti
Luoghi Roma, Italia del Nord, Puglia, Lazio, Piemonte, Veneto, Marche, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Umbria, Svizzera, Svezia, Emilia Romagna, Lombardia, Campania, Basilicata, Alto Adige, Bruxelles, Vessalico, Regina Margherita, provincia di Imperia
Organizzazioni Lega, Camera dei deputati, Ministero della Sanità, LAV
Argomenti politica, diritto, macellazione, religione

Allegati

02/nov/2011 12.34.48 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa 2 novembre 2011

 

DOMENICA 6 NOVEMBRE E’ LA FESTA MUSSULMANA DEL SACRIFICIO, ALLARME LAV PER POSSIBILI VIOLAZIONI A LEGGI

PERICOLO CONSUMO CARNI HALAL ANCHE PER I NON ISLAMICI

LA PROPOSTA DI LEGGE PER LO STORDIMENTO OBBLIGATORIO MAI POSTA ALL’ORDINE DEL GIORNO DEL PARLAMENTO

 

In questo fine settimana, con la data di domenica 6 novembre, il mondo mussulmano celebra la “Festa del sacrificio” e purtroppo lo fa con l’uccisione di pecore e capre, come succede nella Pasqua cristiana.

Il precetto secondo il quale il fedele maggiorenne debba sgozzare personalmente l’animale fa sì che, nonostante la legge permetta la macellazione rituale e quindi senza stordimento preventivo, più dolorosa delle altre tecniche, solo ed esclusivamente nei macelli specificatamente riconosciuti, possano ancora esserci, come negli anni passati, casi di uccisioni in case, garage o giardini. E non possono esserci deroghe di chicchessia per utilizzare palestre o altre aree improvvisate.

 

“Per questo rivolgiamo un appello alle Forze di polizia locali e nazionali, ai Prefetti, ai Sindaci e ai Veterinari delle Asl affinché siano rafforzati vigilanza e controllo, in applicazione dei Decreti Legislativi 333 del 1998 e 193 del 2007 oltre che dell’articolo 544 bis del Codice penale, si rischia infatti l’arresto da sei mesi ad un anno o l’ammenda fino a 150mila euroha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV - sono da rispettare inoltre le normative sull’acquisto degli animali, della corretta identificazione degli animali (codice individuale o di allevamento a seconda della età dell’animale), sul trasporto anche del singolo animale (solo mezzi autorizzati dalla Asl e con certificazione veterinaria di partenza e uso farmaci), visita veterinaria pre e post macellazione. Inoltre, vista la presenza nei normali circuiti distributivi, di carni “halal” o “kosher” da animali scartati dopo la macellazione, chiediamo il chiaro riconoscimento delle vendite in supermercati e macellerie”.

 

La LAV ricorda che risultano in funzione 206 impianti autorizzati per l’uccisione rituale di bovini, ovicaprini e avicoli (erano 104 nel 2003 con un aumento, quindi, di quasi il 100%) di cui 193 esclusivamente per il rito islamico, 4 solo per quello ebraico (praticamente identico a quello mussulmano), 9 quelli che praticano entrambe i riti.

 

Capofila fra le Regioni è la Lombardia (92 macelli autorizzati), poi il Piemonte (33), 22 a testa per Veneto ed Emilia Romagna. 12 quelli in Toscana, 6 nel Lazio, 4 in Trentino, Sicilia, Sardegna; 2 in Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Umbria; 1 nelle Marche e in Puglia. In Liguria è in apertura il primo impianto a Vessalico (Imperia), 305 abitanti, da parte della Comunità Montana. Non vi sono macelli rituali in Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria e Campania. In queste Regioni quindi, le macellerie islamiche devono ricevere carni da fuori territorio.

 

L’elenco completo dei macelli autorizzati per la rituale, Regione per Regione, come comunicato dal Ministero della salute, è pubblicato sul sito della LAV alla pagina http://www.lav.it/index.php?id=406

 

In ambito parlamentare e governativo, la LAV prende atto che in questi tre anni e mezzo di Legislatura non è stata posta mai all’ordine del giorno delle Commissioni della Camera la proposta di legge n.1458 Alessandri (Lega Nord) e altri 61 deputati di tutti gli schieramenti, depositata dal luglio 2008, per rendere obbligatorio lo stordimento degli animali prima di tutte le macellazioni, come hanno fatto Svizzera, Svezia e alcuni Land austriaci e che il Governo italiano non ha condotto a Bruxelles una battaglia per vietare lo sgozzamento degli animali senza stordimento nel corso dell’approvazione del Regolamento europeo 1099 del 2009 che entrerà in vigore negli Stati nazionali dal 2013. Chi grida anche strumentalmente nelle province del Nord è silente a Roma e Bruxelles. Perché?

 

La LAV auspica quindi che, a prescindere dalla fede o non fede  professata, tutti possano cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti non di origine animale, una scelta che fa bene a tutti, alla salute e all’ambiente.

 

2 novembre 2011

Ufficio stampa LAV 06 4461325 www.lav.it

 

 

 

Maria Falvo
Responsabile Ufficio Stampa LAV
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E-mail: ufficiostampa@lav.it
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