In Parlamento si parla del territorio di Oricola

In Parlamento si parla del territorio di Oricola.

Persone Miriam Cesta, Augusto Di Stanislao
Luoghi Roma, Abruzzo, L'Aquila, Avezzano, Oricola, Sulmona, provincia di L'Aquila, Region d'Arta
Organizzazioni Ministero della Sanità, ministero dell'ambiente, Italia dei Valori
Argomenti diritto, politica, mineralogia, ministeri

06/nov/2011 16.53.53 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Interrogazione 4-13729
Presenza di amianto a Oricola (Abruzzo)

Onorevole Augusto Di Stanislao (IdV)

 

L’onorevole Di Stanislao chiede al Presidente del Consiglio e ai Ministro della Salute e dell'Ambiente quali siano i pericoli per la salute pubblica e per l'ambiente nel territorio di Oricola (L'Aquila), a causa della presenza, nel sito dell’ex fornace Corvaia, di amianto e di altri rifiuti pericolosi.

 

Il firmatario domanda, inoltre, di quali elementi disponga il Governo sulle eventuali inadempienze degli organi competenti e, infine, se intenda intervenire per “salvaguardare cittadini e ambiente”.

Miriam Cesta

03/11/2011

 

Testo dell’interrogazione:

        

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13729

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 543 del 27/10/2011

Firmatari

Primo firmatario: DI STANISLAO AUGUSTO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 27/10/2011

Destinatari

Ministero destinatario:

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

MINISTERO DELLA SALUTE

MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 27/10/2011

Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13729

presentata da

AUGUSTO DI STANISLAO
giovedì 27 ottobre 2011, seduta n.543


DI STANISLAO. -

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

- Per sapere - premesso che:

è arrivata all'interrogante la notizia di una serie di denunce inviate alle istituzioni competenti riguardanti il pericolo per la salute pubblica e l'ambiente determinato dalla severa e continuata esposizione all'amianto aerodisperso presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola (L'Aquila);

il sito in questione è un fatiscente capannone di 10.000 metri quadrati, pericoloso per presenza di amianto e altri rifiuti pericolosi. Secondo gli esami condotti da ASL di Avezzano-Sulmona e ARTA Abruzzo, nel sito sono presenti ingenti quantità di sostanze pericolose per la salute: amianto in matrice friabile del tipo crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole, polveri di eternit che, se inalate, risultano letali e cancerogene - la struttura, diroccata e aggredita dagli elementi atmosferici che da più di vent'anni ne provocano sfaldamenti e crolli appare sempre più degradata ed al limite del collasso; il cedimento della costruzione aggraverebbe, se possibile, lo stato di inquinamento in quanto accrescerebbe a dismisura il quantitativo delle microfibre amiantifere in aerodispersione - il relitto, grava su un'area sovrastante i pozzi d'acqua delle abitazioni, confina con un corso d'acqua naturale, con un depuratore, con un laghetto di pesca sportiva e con le cittadine vicine;

ad oggi, non risulta alcuna messa in sicurezza, nessuna rimozione dei materiali inquinanti, nessuna bonifica del territorio;

si resta in attesa di veder attuato quanto disposto da ARTA e ASL, ordinato dal comune di Oricola, sollecitato dalla protezione civile di Roma, dalla regione Abruzzo, dalla provincia e dalla prefettura dell'Aquila e, da ultimo, intimato dalla procura di Avezzano,

l'obiettivo principale è senza dubbio la protezione dei cittadini che vivono nelle vicinanze, la tutela della loro salute e dell'ambiente circostante -:

di quali elementi disponga il Governo in merito alla situazione descritta, alle eventuali inadempienze degli organi competenti e, qualora le condizioni lo consentissero, se intenda intervenire per quanto di competenza al fine di salvaguardare cittadini e ambiente. (4-13729)

 

Articolo originale pubblicato su      

parlamentosalute.osservatorioistituzioni.it

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