Comunicato LAV. FIERACAVALLI (VR): TRAGICA MORTE DEL PUROSANGUE HICKSTEAD. LAV: "Richiesti accertamenti sul corpo. Ora basta con queste corse all'inferno"

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07/nov/2011 18.01.10 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 7 novembre 2011

VERONA, FIERACAVALLI: TRAGICA MORTE DEL PUROSANGUE HICKSTEAD

LAV: “Richiesti accertamenti sul corpo. Ora basta con queste corse all’inferno”

 

“Al momento non è stata resa nota la causa della morte, anche se alcune voci già ieri sera parlavano di aneurisma: sarà ovviamente l’esame necroscopico a dare una risposta a questa domanda, e a tal fine abbiamo inoltrato una richiesta di accertamenti agli enti competenti”. Nadia Zurlo, responsabile nazionale LAV Settore Equidi, commenta così la morte del purosangue olandese Hickstead, avvenuta ieri durante la tappa italiana della FEI Rolex World Cup a FieraCavalli (Verona), mentre il cavallo stava lasciando la pista, dopo aver terminato il suo percorso di salto ad ostacoli.

In Italia migliaia di cavalli come Hickstead sono impiegati nell’ippica e negli sport equestri. Le fiere, come quella di Verona, richiamano molti appassionati di equitazione, o più genericamente di cavalli, attratti dalle gare e dalla vasta area espositiva, oltre alle molteplici esibizioni delle scuole equestri e dimostrazioni di doma.

 

“La nostra posizione in merito a qualsiasi competizione equestre è di assoluta contrarietà, in quanto ai cavalli sono richieste altissime prestazioni fisiche, che incidono negativamente sulla loro salute e sul loro benessere – prosegue Nadia Zurlo - Dietro ai mantelli lucidi di questi cavalli, a nastri e criniere intrecciate, c’è una vita al servizio dell’uomo, l’agonismo imposto e l’esposizione – diretta o indiretta - a molti rischi. Tutto questo fa di loro semplici macchine da corsa o da performance atletiche, ammirati e osannati finché sono campioni, ma quando si spengono i riflettori e giunge la cosiddetta fine carriera, spesso li attende un triste futuro.”

Non a caso, e proprio a sottolineare la problematica connessa all’utilizzo generale dei cavalli, tanto la LAV quanto altre associazioni a tutela degli equidi, si trovano quotidianamente ad affrontare l’emergenza della ricollocazione di cavalli che hanno un trascorso agonistico, o che sono stati scartati dalle piste, o ancora ritirati dalle competizioni per traumi incompatibili con l’attività sportiva.

 

“E’ molto triste pensare che la vita di un cavallo abbia valore solo quando può offrire qualcosa, in termini di lavoro e di guadagno, agli esseri umani – conclude Nadia Zurlo - La morte di Hickstead dovrebbe indurci a riflettere sul nostro comportamento nei confronti di questi meravigliosi animali”.

 

 

Maria Falvo
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