Comunicato LAV. GALLINE LIBERE: UOVA PIU' BUONE MA NON PER UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI CHE TEME LA DEFINITIVA SCOMPARSA (PER LEGGE DAL GENNAIO 2012) DELLE GABBIE DI BATTERIA CONVENZIONALI. LAV: NO A POSIZIONI PRECONCETTE...

Comunicato LAV. GALLINE LIBERE: UOVA PIÙ BUONE MA NON PER UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI CHE TEME LA DEFINITIVA SCOMPARSA (PER LEGGE DAL GENNAIO 2012) DELLE GABBIE DI BATTERIA CONVENZIONALI.

Persone Maria Falvo Responsabile, Joe Dalli, Massimiliano Dona, Roberto Bennati
Luoghi Roma, Italia, Germania, Bruxelles, Regina Margherita
Organizzazioni Unione Europea, LAV, commissione UE
Argomenti diritto, politica, zootecnia, commercio

Allegati

09/nov/2011 15.59.03 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 9 novembre 2011

 

GALLINE LIBERE: UOVA PIU’ BUONE MA NON PER UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI CHE TEME LA DEFINITIVA SCOMPARSA (PER LEGGE DAL GENNAIO 2012) DELLE GABBIE DI BATTERIA CONVENZIONALI

LAV: NO A POSIZIONI PRECONCETTE DI PARTE. ALLEVATORI SI ADEGUINO ALLA PIU’ IMPORTANTE DECISIONE LEGISLATIVA A TUTELA DI ANIMALI D’ALLEVAMENTO O CONSUMATORI POTREBBERO ESSERE INGANNATI DA UOVA ‘ILLEGALI’

 

A poche settimane dalla definitiva scomparsa delle gabbie di batteria per l’allevamento delle galline ovaiole, prevista per il 1° gennaio 2012, l’Unione Nazionale dei Consumatori si preoccupa di questa importante scadenza avanzando timori per la sicurezza dei cittadini, per il consumo di uova che non verranno più da gabbie di batteria convenzionali, come stabilito dalla direttiva europea  n.74 del lontano 1999.

 

“Questa direttiva europea è senza dubbio la più importante decisione legislativa in merito alla tutela degli animali d’allevamento, ma in quanto determinerà un cambiamento per alcune decine di milioni di animali, trova ostacoli e resistenze da parte di tanti allevatori e di alcune organizzazioni di categoria che del rispetto di tale scadenza non vogliono sentire parlare”, afferma Roberto Bennati, vicepresidente della LAV. 

 

Le parole espresse in un comunicato stampa (8 novembre 2011) dal Segretario dell’Unione Nazionale dei Consumatori, Massimiliano Dona, sono davvero sorprendenti: Dona si preoccupa oggi di una scadenza prevista da ben 13 anni e alla quale i patri allevatori si sono colpevolmente opposti, fiduciosi in una revisione che cancellasse questa decisione dell’Unione Europea. Nessuna revisione da parte di Bruxelles, nonostante le pressioni e le reiterate forti insofferenze manifestate verso questa direttiva da una parte degli allevatori italiani; esattamente il contrario è accaduto nella stragrande maggioranza dei 27 Paesi della UE, pronti per l’applicazione dei nuovi standard di allevamento delle galline ovaiole già da molti mesi, in alcuni casi da anni come la Germania che ha abolito le gabbie di batteria fin dal 2009 anticipando, volontariamente, la scadenza del 2012 di ben tre anni e senza mandare in rovina il proprio sistema zootecnico! 

 

Troviamo grottesche le parole di Dona rispetto alla preoccupazione sulla sicurezza delle uova non derivanti da gabbie di batteria perché già oggi il 40% delle uova in Italia deriva da sistemi alternativi non in gabbia e, negli ultimi 5 anni, queste uova sono cresciute nel consumo dei cittadini con percentuali che arrivano alle tre cifre; al contempo si è fatta strada la scelta consapevole dei consumatori di non acquistare più uova da galline in gabbie di batteria a causa delle gravi condizioni di detenzione di questi animali, determinando una flessione di questo prodotto di oltre il 20% annuo. 

 

La LAV si chiede: secondo quale logica ci si preoccupa della sicurezza delle uova non di batteria convenzionale quando questi sistemi già oggi immettono sul mercato italiano più del 40% delle uova prodotte e consumate dai cittadini e oltre il 70% circa di quelle comunitarie secondo i dati della Commissione Europea? Com’è possibile che il Segretario dell’Unione Nazionale dei Consumatori non citi neanche lontanamente i problemi gravi, documentati scientificamente, delle gabbie di batteria, riportati dalla Commissione Europea nelle relazioni ufficiali e da una interminabile bibliografia scientifica, che hanno determinato la decisione di bandire tali gabbie fin dal 1999? Forse l’Unione Nazionale dei Consumatori non si è accorta che nei supermercati le uova da sistemi in gabbia stanno scomparendo per volontà dei consumatori e che catene come Coop Italia hanno deciso, da più di un anno, di non vendere uova da galline in gabbia, comprese le nuove gabbie arricchite, e altre come Esselunga hanno già deciso di vendere solo uova da sistemi alternativi a proprio marchio. “Forse queste catene di supermercati stanno mettendo a rischio la salute dei cittadini?”, si chiede Roberto Bennati, vicepresidente della LAV. 

 

“Ci chiediamo, inoltre, se l’Unione Nazionale dei Consumatori sia preoccupata per i loro consumatori in merito al fatto che da gennaio sugli scaffali dei supermercati si potranno trovarare in vendita uova ‘illegali’, cioè immesse sul mercato da sistemi d’allevamento vietati e non riconoscibili con alcun codice o etichetta: per i consumatori un possibile inganno davvero preoccupante - conclude BennatiConfidiamo nell’impegno delle competenti autorità di controllo italiane e del Commissario UE alla Sanità, Joe Dalli, che di recente su tale materia si è impegnato ad adottare ‘gli opportuni provvedimenti contro coloro che non si adeguano alla legislazione europea’”.

 

9 novembre 2011

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

 

 

 

Maria Falvo
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