comunicato LAV. CACCIATORI DI PELLICCE: VIDEO-SHOCK (USA) RIVELA LE CRUDELTA' DELLE CATTURE IN NATURA, UNA PRATICA CHE CONDANNA A MORTE 10 MLN DI ANIMALI, ANCHE PER IL MERCATO UE E ITALIANO

24/nov/2011 14.09.12 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV

 

CACCIATORI DI PELLICCE: VIDEO-SHOCK (USA) RIVELA LE CRUDELTA’ DELLE CATTURE IN NATURA, UNA PRATICA CHE CONDANNA A MORTE 10 MLN DI ANIMALI, ANCHE PER IL MERCATO UE E ITALIANO

LAV: SISTEMI DI CATTURA E UCCISIONE VIOLANO ACCORDI UE, INTERVENGA MINISTRO DEGLI ESTERI. IL 10 E 11 DICEMBRE IN CENTINAIA DI PIAZZE D’ITALIA MOBILITAZIONE ANTIPELLICCE DELLA LAV

 

Un nuovo scioccante filmato diffuso in Italia dalla LAV rivela le atrocità delle catture in natura di animali per farne pellicce: una pratica che rappresenta il 15% dell’approvvigionamento mondiale di pellicce e condanna a morte circa 10 milioni di animali all’anno. Si tratta di una recente investigazione realizzata negli Stati Uniti (la prima di questo genere in territorio americano), dall’associazione Born Free U.S.A. con la quale la LAV collabora da anni. E proprio secondo le indagini condotte dalla LAV, tra il 2006 e il 2011 (***) l’Italia avrebbe importato dagli Stati Uniti pelli di animali di cui non esistono allevamenti (es. coyote) e dunque una parte di queste pelli non possono che derivare da catture in natura.

 

Linci, lontre, procioni, opossum, coyote, donnole, topi muschiati e altri animali finiscono in micidiali trappole, vengono annegati o finiti sotto i piedi dei “cacciatori di pellicce”: una fine che sopraggiunge dopo indicibili sofferenze. La documentazione video-fotografica allegata mostra una realtà incredibilmente drammatica, che nulla ha a che fare con gli Accordi Internazionali tra Unione Europea e Stati Uniti per la regolamentazione di catture “senza crudeltà”: gli animali vengono uccisi con sfondamento del torace, colpiti ripetutamente con un bastone e annegati, oppure strangolati con lacci metallici. Il video mostra che vittime delle trappole sono anche animali “non-target”, ovvero animali protetti, come tutti gli animali “d’affezione” quali cani e gatti; ma nell’elenco delle vittime “non-target” pubblicato dall’associazione Born Free U.S.A. compaiono anche altri animali particolarmente protetti, addirittura le aquile, attirate dalle esche

 

Abbiamo documentato come nel sistema di cattura e uccisione di questi animali, praticato negli Stati Uniti, vengano gravemente lesi gli accordi intercorsi con la Comunità Europea al fine di evitare ogni inutile sofferenza agli animali - afferma Simone Pavesi, responsabile nazionale LAV campagna antipellicce - Per tale ragione nelle scorse settimane abbiamo chiesto all’allora Ministro degli Esteri Franco Frattini un suo autorevole intervento in sede comunitaria affinché le autorità preposte svolgano indagini. Inoltre, a difesa dei principi dell’Unione Europea in tema di benessere animale, chiediamo che sia subito sospesa l’importazione di pellicce tra Stati Uniti e Unione Europea, in attesa che questa deprecabile vicenda sia del tutto chiarita”.

 

Con questa denuncia la LAV preannuncia la sua mobilitazione nazionale antipellicce, in programma sabato 10 e domenica 11 dicembre in centinaia di piazze d’Italia: in questa occasione saranno divulgati nuovi documenti sconvolgenti e sarà avviata una raccolta di firme a sostegno di una proposta legislativa che metta fine a tali violenze.

 

Metodi di cattura e normative vigenti

I metodi di cattura e uccisione sono diversificati a seconda della specie e delle normative vigenti nel paese in cui vivono questi animali. Le principali finalità per cui gli animali sono catturati nell’Unione Europea sono la gestione della fauna selvatica e il contenimento delle specie “invasive”. In alcuni Paesi è possibile utilizzare la pelliccia degli animali che vengono uccisi nell’ambito di piani di contenimento, così come è possibile catturare animali semplicemente per l’utilizzo della loro pelliccia.

Nel 1991 venne approvato il Regolamento (CEE) n.3254 che vieta l'uso di tagliole nella Comunità Europea, ma anche l'introduzione nel mercato comunitario di pellicce e di prodotti manifatturati di talune specie di animali selvatici originari di paesi che utilizzano per la loro cattura tagliole o metodi non conformi alle norme concordate a livello internazionale in materia di cattura mediante trappole “senza crudeltà”.

Nel 1998 l’Unione Europea raggiunse un Accordo Internazionale in materia di standard per le catture cosiddette “senza crudeltà” (IAHTS – International Agreement on Humane Trapping Standards) con il Canada e la Federazione Russa e un Verbale Concordato con gli Stati Uniti d‘America. A seguito delle rispettive ratifiche Canada, Russia e  USA possono oggi esportare nell’Unione Europea pellicce ricavate da animali catturati in natura, in linea con il loro impegno ad implementare le disposizioni dell’Accordo.

La finalità di tali Accordi dovrebbe essere quella di assicurare un sufficiente livello di benessere degli animali catturati e ricercare nuove soluzioni per migliorarlo ulteriormente. A tale scopo sono stati determinati degli indicatori del benessere degli animali catturati relativi alla fisiologia, alle ferite e al comportamento; così, per valutare se un metodo di cattura finalizzato all’immobilizzazione rispetta le norme concordate, e se quindi la pelliccia di un animale catturato in quel modo può essere immessa sul mercato europeo, si deve valutare il benessere dell’animale sulla base degli indicatori ivi determinati.

Allo stesso modo,  per valutare se un metodo di cattura finalizzato all’uccisione dell’animale rispetta le norme concordate, si devono valutare i parametri relativi al tempo necessario affinché l’animale raggiunga uno stato di incoscienza e insensibilità al dolore. Tali regolamentazioni internazionali si applicano infine a un elenco di specie riportato negli Accordi stessi e per le quali Stati Uniti, Canada e Federazione Russia sono stati così autorizzati ad esportare in Europa le loro pellicce.

 

“In realtà, non esiste alcun sistema di cattura ‘non crudele’ e i metodi oggi vigenti prevedono un tempo massimo di 5 minuti affinché un animale diventi incosciente e quindi insensibile al dolore, e presuppongono dunque l’accettazione di un elevato livello di sofferenza. Senza considerare il fatto che spesso gli animali agonizzano per ore o giorni prima di morire o essere uccisi dal ‘trappolatore’, e che questi sistemi di cattura sono causa della morte di molti animali particolarmente tutelati, come cani, gatti, o specie in pericolo di estinzione”, sottolinea Simone Pavesi.

 

Indagine Commissione UE, Comitato scientifico boccia gli attuali sistemi di cattura

Le “catture senza crudeltà” (IAHTS) sono state oggetto di un approfondito studio da parte della Commissione Europea tra il 2006 e il 2010, i cui risultati sono racchiusi nel dossier Humane Trapping Standards” della Commissione UE (http://ec.europa.eu/environment/biodiversity/animal_welfare/hts/pdf/final_report.pdf), pubblicato ad ottobre 2011. Il Comitato scientifico incaricato di verificare lo stato dell’arte dei metodi di cattura concordati a livello internazionale, conclude bocciando gli attuali sistemi di cattura e proponendo l'adozione di nuovi standard di benessere, che rendano più rigorose le norme internazionali vigenti al fine di assicurare una reale assenza di dolore, angoscia e sofferenza per gli animali catturati.

 

Importazioni di wild-fur dagli Stati Uniti

(***)

Il U.S. Census Bureau Foreign Trade Division, rileva che dal 2010 al luglio 2011 sono state esportate dagli USA in Italia 42.954 pelli grezze di diverse specie animali appositamente catturati, quali: lontra, castoro, ermellino, martora, procione, tasso, topo muschiato, opossum, coyote, lince. Secondo i dati dell’United States Department of Agriculture (Foreign Agricultur Service) dal 2006 al 2010 sono state esportate verso l’Italia 4.316 pelli grezze di volpe e 4.322 pelli di nutria.

Inoltre secondo dati Eurostat nel triennio 2008, 2009, 2010 sono state esportate dagli USA all’Italia pelli grezze di felidi selvatici, per un ammontare di 1.703.784 euro (pari al 60,86% delle esportazioni di pelli di queste specie animali verso l’Unione Europea).

Anche dai report delle vendite registrate presso la Casa d’Asta North American Fur Auctions, dove sono acquistati i lotti di pelli di animali catturati negli Stati Uniti, vi sono evidenze dell’esistenza di questi rapporti commerciali tra Stati Uniti e Italia dato che all’asta del 9 giugno 2011 risultano acquistate pelli di coyote da compratori italiani.  Le specie animali indicate e le cui pellicce sono immesse nel mercato comunitario e specialmente italiano, sono catturate in natura. Non esistono infatti allevamenti di coyote o altri animali menzionati per la produzione di pellicce.

 

La filiera dell’industria della pellicceria prevede che le pelli di questi animali vengano cedute in lotti presso le Case d’Asta specializzate e quindi non è possibile determinare la destinazione della pelle di un singolo animale. Dunque non è possibile sapere con certezza assoluta che le singole pelli degli animali così maltrattati, come drammaticamente mostrato nella documentazione video allegata, vengano acquistate da compratori italiani. Tuttavia, questa investigazione prova che nel sistema di cattura e uccisione di questi animali negli Stati Uniti vengono gravemente lesi gli accordi intercorsi con la Comunità Europea al fine di evitare ogni inutile sofferenza agli animali.

 

Guarda la FOTOGALLERY  su www.lav.it  (catture in natura, USA) o richiedici il filmato

 

Ufficio Stampa LAV tel. 06 4461325 – 339 1742586 - 329 0398535 – 320 6770285 ufficiostampa@lav.it



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