Comunicato LAV. GALLINE OVAIOLE, APPELLO DELLA LAV AL MINISTRO CATANIA: DIFENDERE IL BANDO UE IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012 PER IL BENESSERE DI MILIONI DI GALLINE E PER LA LEGALITA', NON REITERARE l'EMENDAMENTO INGANNA-CONSUMATORI SULL'ETICHETTAURA DEL

GALLINE OVAIOLE, APPELLO DELLA LAV AL MINISTRO CATANIA: DIFENDERE IL BANDO UE IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012 PER IL BENESSERE DI MILIONI DI GALLINE E PER LA LEGALITÀ, NON REITERARE l'EMENDAMENTO INGANNA-CONSUMATORI SULL'ETICHETTAURA DEL.

Persone Maria Falvo Responsabile, Roberto Bennati, Forestali, Mario Catania
Luoghi Roma, Italia, Regina Margherita
Organizzazioni Unione Europea, Ministero dell'agricoltura e delle foreste, LAV, commissione UE
Argomenti diritto, legislazione

Allegati

22/dic/2011 15.24.04 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 22 dicembre 2011

 

GALLINE OVAIOLE, APPELLO DELLA LAV AL MINISTRO CATANIA: DIFENDERE IL BANDO UE IN VIGORE DAL 1° GENNAIO 2012 PER IL BENESSERE DI MILIONI DI GALLINE E PER LA LEGALITA’, NON REITERARE l’EMENDAMENTO INGANNA-CONSUMATORI SULL’ETICHETTAURA DELLE UOVA.  STOP AI POTERI FORTI CHE PER 13 ANNI NON HANNO MESSO IN REGOLA GLI ALLEVAMENTI

 

La LAV ha scritto al Ministro Politiche Agricole e Forestali Mario Catania chiedendogli l’impegno a respingere ogni eventuale nuovo tentativo di “forzare” la normativa europea in tema di allevamento delle galline ovaiole che prevede, a partire dal 1 gennaio 2012, il divieto di allevamento delle galline ovaiole nelle gabbie di batteria convenzionali e saranno consentiti esclusivamente allevamenti con sistemi alternativi alle gabbie e l’allevamento nelle gabbie modificate o cosiddette “arricchite”.

 

A preoccupare la LAV è il recente emendamento presentato dal Governo in materia di commercializzazione delle uova: un emendamento alla Legge Comunitaria 2011 per modificare in maniera gravemente peggiorativa alcune disposizione relative alla commercializzazione di uova. L’effetto di tale modifica, se fosse stato approvato, avrebbe determinato:

-         la non sanzionabilità di molte fattispecie di violazioni relative alla produzione, commercializzazione  e all’immissione sul mercato di uova non conformi al Regolamento 598/2008;

-         la cancellazione dell’aggravante per i soggetti che reiterano la violazione alla produzione e commercializzazione delle uova non conformi ai requisiti del Regolamento 598/2008;

-         una regolarizzazione di diciture facoltative relative all’etichettatura delle uova non previste dal Regolamento e apertamente in contrasto con tali disposizioni.

“Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Mario Catania, un fermo impegno a evitare eventuali atti legislativi di tale contenuto nel prossimo decreto mille proroghe o in ogni altro atto legislativo futuro, assumendo invece un chiaro impegno in favore dell’applicazione della norma comunitaria tramite un atto normativo che renda le sanzioni alle violazioni sulle modalità di allevamento maggiormente efficaci e dissuasive - afferma Roberto Bennati, vicepresidente LAV - Non è tollerabile che dopo 13 anni di inerzia e noncuranza degli allevatori italiani si possa regolarizzare uova illegali e sistemi d’allevamento vietati in tutta l’Unione Europea.”

 

L’Italia è uno dei paesi UE con il maggior ritardo nell’adeguamento delle gabbie per le galline ovaiole, nonostante i 13 anni trascorsi per tale adeguamento e, secondo dati recenti della DG agri della Commissione Europea, oltre il 50% degli allevamenti italiani sarà non conforme alla data di entrata in vigore del divieto (1 gennaio 2012) comunitario determinando una filiera produttiva con gravi illegalità riferite al sistema delle gabbie e alle densità per gli animali. 

Il sistema sanzionatorio è fortemente inefficace a dissuadere gli allevatori disonesti ad evitare non conformità, adeguare i propri impianti e rispettare le disposizioni relative al benessere degli animali durante l’allevamento così come entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2012. L’effetto di tale situazione sarà la possibile immissione sul mercato di uova provenienti da un sistema illegale e, inoltre, tali uova non saranno “riconoscibili” e “differenziabili” dalle uova etichettate con il codice 3 previsto per le uova da galline allevate nelle gabbie modificate.

 

“Tutto questo rappresenterebbe un grave pregiudizio per la concorrenza tra allevatori e per i consumatori che saranno convinti di acquistare un tipo di uova dichiarato in luogo di uova illegali - continua Roberto Bennati – La normativa europea in materia, frutto di una lunga battaglia che ha visto la LAV in prima linea, deve essere rispettata per permettere a milioni di galline di compiere un passo in avanti in tema di benessere e per garantire il rispetto della legalità”.

 

22 dicembre 2011

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it

 

 

Maria Falvo
Responsabile Ufficio Stampa LAV
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