L’amianto in città e l’esposizione quotidiana dei cittadini

L'amianto in città e l'esposizione quotidiana dei cittadini LA CITTÀ Località Golfarolo, comune di Oricola Via L'Aquila; 67063 Oricola (AQ) Adiacenze di Carsoli, Pereto, Oricola e Piana del Cavaliere L'ESPOSIZIONE QUOTIDIANA DEI CITTADINI La severa e continuata esposizione all'amianto corrotto e disperso nell'aria, presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola, costituisce da oltre un ventennio grave e permanente pericolo per la salute di chi risiede, lavora o transita nelle aree suddette.

Luoghi Roma, Abruzzo, Teramo, Avezzano, Carsoli, Oricola, Pereto, Sulmona, Pescara, provincia di L'Aquila, Region d'Arta
Organizzazioni Avezzano Ministero dell'Ambiente, Avezzano Corte di Appello, Ministero dell'Interno, Corte d'Appello, AIEA, Italia Nostra, Guardia di Finanza, Ministero della Sanità, LAV, Nucleo Operativo Ecologico
Argomenti diritto, diritto penale, diritto civile

17/gen/2012 17.32.01 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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L’amianto in città
e l’esposizione quotidiana dei cittadini

LA CITTÀ
Località Golfarolo, comune di Oricola
Via L'Aquila; 67063 Oricola (AQ)
Adiacenze di Carsoli, Pereto, Oricola e Piana del Cavaliere

L’ESPOSIZIONE QUOTIDIANA DEI CITTADINI
La severa e continuata esposizione all’amianto corrotto e disperso nell’aria, presso il sito ex fornace Corvaia di Oricola, costituisce da oltre un ventennio grave e permanente pericolo per la salute di chi risiede, lavora o transita nelle aree suddette.
Il termine severa è giustificato dalle dimensioni e dalla tipologia dell’amianto; la sola fatiscente copertura del sito ammonta a diecimila metri quadri; la denominazione usata da ARTA a seguito degli esami compiuti è quella di amianto crisotilo o asbesto bianco e crocidolite o asbesto blu; in altre parole finissime polveri di eternit che, se inalate, si legge nel rapporto dell’Agenzia per l’ambiente della Regione Abruzzo, possono rivelarsi letali e cancerogene anche a notevoli distanze.
Il termine continuata è motivato dai tempi di esposizione trascorsi che sono dell’ordine del ventennio e dal continuo e incessante rilascio delle microfibre amiantifere nell'ambiente abitato.

Ad oggi, gennaio 2012, nessuna messa in sicurezza, nessuna rimozione, segregazione o inertizzazione dei materiali e dei rifiuti pericolosi presenti nel sito, nessuna bonifica del territorio: i residenti, ignorati nelle loro istanze e legittime preoccupazioni, trascurati e lasciati senza informazioni su accadimenti, sviluppi e/o eventuali ipotesi di soluzione, si ritrovano soli, ad aspettare passivamente, azzardando e ipotecando ogni giorno la propria salute. Essi vogliono però ancora reclamare e pretendere con fermezza e determinazione quanto
- esaminato, certificato e disposto da ARTA Abruzzo e ASL di Avezzano-Sulmona,
- scritto nelle Ordinanze di Oricola che pure aveva annunciato interventi in via sostitutiva,
- sollecitato da Protezione Civile di Roma, Regione Abruzzo, Provincia e Prefettura dell’Aquila,
- denunciato da AIEA, Contramianto, Italia Nostra, LAV, Verdi Lugo, Wilderness …,
- sostenuto da politici, giornalisti, esperti ambientalisti, …
- presentato in Parlamento sotto forma di interrogazione scritta ai Ministri dell’Ambiente, della Sanità e dell’Interno
- esposto in Regione sotto forma di interpellanza all'Assessore regionale competente

Si consideri peraltro che la sentenza di condanna emessa nel settembre 2009 dalla Procura della Repubblica di Avezzano nei riguardi della persona fisica proprietaria del sito, è stata impugnata ed il procedimento penale, esperito appunto il primo grado di giudizio, ora pende innanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila (sono passati due anni e non è dato di sapere nulla del procedimento, calendario delle udienze, ecc.). Poiché il nostro ordinamento prevede tre gradi di giudizio e siccome tali procedimenti non sono sempre celeri, si comprende che per la conclusione dell’intero iter giudiziario occorrerà verosimilmente attendere ben oltre i già trascorsi vent’anni.

Questo iter amministrativo-giudiziario sommariamente menzionato e tuttora in corso misura un’estensione temporale che va dall’anno 2006 ai giorni nostri; ma si consideri che, a detta dei residenti di più lunga memoria, esposti e denunce antecedenti lo scorso quinquennio condussero già allora a pratiche interminabili, oziose e “archiviate”.
Si profila allora uno scenario francamente inaccettabile ma, ci auguriamo, non più “archiviabile” per chi vive in quest’area; perciò si ritiene che, indipendentemente dai tempi e dalle risultanze dei futuri passaggi giudiziari, si debba intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone al fine di porre in essere le misure di sicurezza ambientali, gli interventi di rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.   
 
I PERICOLI PER LA SALUTE
Le fibre di amianto libere nell’aria finiscono nei polmoni, causando il mesotelioma, un tumore che ha anche 30 anni di latenza o attesa.
Per troppo tempo il rischio di esposizione a fibre di amianto è stato considerato importante esclusivamente per i lavoratori a diretto contatto con la sostanza e soltanto recentemente l’attenzione si è spostata sulle esposizioni non professionali: le esposizioni di cittadini che abitano, transitano, lavorano, o soggiornano temporaneamente presso i siti severamente e continuativamente contaminati come quello dell’ex fornace Corvaia del Comune di Oricola in località Golfarolo non sono affatto da sottovalutare perchè per il rischio neoplastico (tumorale) non vi sono teoricamente valori di soglia, perchè le fibre inalate nel tempo si accumulano nell’organismo e accrescono progressivamente il rischio di provocare danni, perchè tra la popolazione esposta sono compresi anche i bambini in quanto essi hanno una lunga aspettativa di vita ed hanno perciò più possibilità di sviluppare il tumore, perchè l’esposizione civile è una esposizione vera e propria, poichè i residenti di una zona urbana dove sono presenti coperture in amianto, non portano mezzi di protezione delle vie respiratorie, a differenza dei professionalmente esposti.                         
 
LA BONIFICA
Chiediamo di intervenire con somma urgenza per la protezione delle persone ponendo in essere tutte le misure di sicurezza ambientali necessarie, la rimozione delle sostanze nocive, il loro corretto smaltimento e le opere di bonifica del territorio.  
L’appello ed il sollecito sono, ancora una volta, rivolti a gran voce a tutte le istituzioni e, particolarmente, al Comune di Oricola, alla Provincia dell’Aquila ed alla Regione Abruzzo perché orientino la soluzione di questo caso verso l’unica praticabile e cioè quella che passa per l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Pubblica Amministrazione.
Le istituzioni competenti coinvolte e le persone che ne dirigono gli uffici vogliano, tutto ciò detto e premesso ed indipendentemente dalle strade che si vorranno scegliere, procedere celermente verso la soluzione auspicata in ossequio alla legge vigente, ai principi di rispetto ambientale/sanitario in cui si riconosce la nostra società civile e in virtù del fatto che l’osservanza dei principi medesimi significa sempre un risparmio di vite e oneri sociali.
Le sempre apprezzate risposte degli enti ed uffici coinvolti assumano finalmente carattere di intervento operativo piuttosto che quello meramente interlocutorio di sollecito e monito.
 
ENTI COINVOLTI
Comune di Oricola - (AQ)   
Provincia di l’Aquila - Settore Politiche Ambientali
Regione Abruzzo - Direzione Parchi, Territorio, Ambiente ed Energia
Prefettura di l’Aquila - Ufficio territoriale del Governo
Procura della Repubblica di Avezzano
Corte di Appello di L'Aquila
ARTA Abruzzo - Dipartimento Provinciale di l’Aquila
ARTA Teramo
ASL n° 1 Avezzano - Sulmona - Dipartimento di Prevenzione
Dipartimento della Protezione Civile di Roma
Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente (NOE di Pescara)
Guardia di Finanza di Avezzano
Ministero dell’Ambiente
Ministero della Salute       

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