Comunicato LAV. SGOZZAVANO ANATRE IN RISTORANTE MILANO, CONDANNATI A DUE MESI DI RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTI

10/feb/2012 14.17.55 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 10 febbraio 2012

SGOZZAVANO ANATRE IN RISTORANTE MILANO, CONDANNATI A DUE MESI DI
RECLUSIONE PER MALTRATTAMENTI

LA LAV PARTE CIVILE: SIGNIFICATIVO RICONOSCIMENTO DEL REATO AD ANIMALI
DESTINATI AL CONSUMO ALIMENTARE

Il Tribunale di Milano ha condannato, in primo grado, a due mesi di
reclusione per il reato di maltrattamento di animali (art. 544 ter cp)
i dipendenti di un ristorante cinese di Milano che, nel giugno del
2010, erano stati sorpresi a sgozzare anatre. Per questo ma anche a
causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie, il locale era stato
costretto a chiudere i battenti.

Prima di essere sgozzate, le anatre erano state legate con nastro
adesivo e trasportate all’interno del ristorante in un sacchetto di
plastica nero. Sopraggiungendo la Polizia, erano state uccise con
tagli al collo.

Gli indagati, tutti cinesi, erano stati rinviati a giudizio dalla
Procura della Repubblica di Milano per aver, in concorso tra loro,
maltrattato animali e averne causato la morte (art. 544 ter c. 3
c.p.). Ora la condanna in primo grado.

“Si tratta di una condanna significativa perché correttamente il
Giudice ha rilevato l’ipotesi delittuosa nei fatti descritti, anche se
attinenti ad animali destinati al consumo alimentare - afferma
Annalisa Gasparre, consigliere nazionale LAV - La destinazione finale
delle anatre, infatti, non fa venir meno la crudeltà e l’assenza di
necessità che sono stati rilevati dagli organi inquirenti”.

Le anatre potevano essere soppresse secondo quanto dispone il decreto
legislativo n. 333/98 in tema di macellazione di animali e non in modo
sommario e primitivo. Il decreto, infatti, dispone le specifiche
modalità con cui la macellazione e l’abbattimento devono essere
condotte “in modo tale da risparmiare agli animali eccitazioni, dolori
e sofferenze evitabili”.

Le operazioni inoltre devono essere condotte solo da persone in
possesso della preparazione teorica e pratica necessaria a svolgere
tali attività “in modo umanitario ed efficace”. Questi sono i limiti
invalicabili che l’uccisione di animali a scopo alimentare deve
osservare, limiti che, sulla base delle carte processuali, sono stati
platealmente violati dagli imputati e che la LAV, costituitasi parte
civile, ha invocato.

10 febbraio 2012
Ufficio stampa LAV 064461325 �“ 339 1742586 www.lav.it


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