Comunicato LAV. VIVISEZIONE, LA LAV RENDE PUBBLICA IN ITALIA UNA VIDEO-INVESTIGAZIONE SULLE CONDIZIONI DI DETENZIONE DI SCIMMIE NELLE STRUTTURE DI SMISTAMENTO PRIMA DEI LUNGHI VIAGGI VERSO I LABORATORI DI EUROPA E AMERICA...

16/mar/2012 14.26.09 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 16 marzo 2012

VIVISEZIONE, LA LAV RENDE PUBBLICA IN ITALIA UNA VIDEO-INVESTIGAZIONE SULLE CONDIZIONI DI DETENZIONE DI SCIMMIE NELLE STRUTTURE DI SMISTAMENTO PRIMA DEI LUNGHI VIAGGI VERSO I LABORATORI DI EUROPA E AMERICA

NEI WEEK-END DEL 17-18 E 24-25 MARZO AL VIA IN CENTINAIA DI PIAZZE ITALIANE LA PETIZIONE LAV (www.lav.it) PER CHIEDERE A GOVERNO E PARLAMENTO UN RECEPIMENTO RIGOROSO DELLA DIRETTIVA UE

Gravi sofferenze e perfino la morte, precedono le dolorosissime sperimentazioni cui sono sottoposti i primati destinati ai laboratori di ricerca. Lo rivela la LAV (www.lav.it) rendendo pubblica una recente video-investigazione condotta da BUAV (la più importante associazione antivivisezionista della Gran Bretagna che insieme alla LAV fa parte della Coalizione ECEAE), alla vigilia della raccolta-firme organizzata dalla Lega Anti Vivisezione nei week end del 17-18 e 24-25 marzo, in centinaia di piazze d'Italia, per chiedere a Governo e Parlamento un recepimento rigoroso della Direttiva UE 2010/63 in materia di sperimentazione animale.

 

La video-investigazione mostra centinaia di primati, in particolare macachi, detenuti  nelle gabbie di una struttura di smistamento situata nel Laos (Sud Est asiatico), dove gli animali vengono fatti stazionare prima di essere destinati ai laboratori di sperimentazione di Europa e America. Viene documentato il ritrovamento di primati morti nelle gabbie, altri sofferenti a causa di lesioni e con evidenti perdite di pelo.

 

Spesso si ignora che paura, malattie e stress - causati da cattura, prigionia, cattività, lunghi viaggi - precedono gli esperimenti invasivi e poi la morte cui sono sottoposti i primati destinati alla ricerca. Immagini forti, che spiegano in maniera inequivocabile le sofferenze inflitte a questi animali, molto spesso provenienti da catture in natura, prima ancora di arrivare nei laboratori come la Harlan, in Brianza, che da giorni è nuovamente al centro di una ferma protesta da parte della LAV e di altre associazioni a causa dell'importazione di centinaia di primati "da sperimentazione" (104 scimmie, parte di un maxicarico di più di 900 primati) provenienti dalla Cina.

 

La ditta Harlan, attiva da più 70 anni, alleva animali transgenici e "da laboratorio" ed effettua "servizi di vivisezione" per conto terzi in un capannone alla periferia di Correzzana, in provincia di Monza. La LAV e altre associazioni sono in attesa che il presidente della multinazionale, David Broker, mantenga l'impegno preso con l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, di non fare arrivare altri primati e di cercare una soluzione per quelli in stallo già presenti presso lo stabilimento.

 

Intanto l’iniziativa di protesta avviata dalla LAV contro Air China, per chiedere alla compagnia aerea di non essere più complice di questo ignobile traffico di animali, in pochi giorni ha già raccolto più di 2000 adesioni, ribadendo come l’opinione pubblica sia contraria alla vivisezione e non voglia più vedere il proprio Paese che sovvenziona e supporta questo tipo di ricerca crudele e inutile. Per partecipare alla protesta clicca qui: http://www.lav.it/index.php?id=690

 

Entro il 10 novembre, Governo e Parlamento nazionali sono chiamati ad apportare modifiche sostanziali alla normativa che consente la sperimentazione in vivo, recependo la Direttiva UE 2010/63; la LAV chiede loro - attraverso la petizione che tutti i cittadini sono chiamati a firmare a partire dal 17-18 marzo nelle principali città della penisola - di sostenere gli emendamenti proposti dall'associazione, con particolare riferimento alla concreta incentivazione dei metodi alternativi; al divieto di allevamento di cani, gatti e primati in Italia; una rigida regolamentazione per gli organismi geneticamente modificati; il divieto di utilizzo di animali vivi per esercitazioni didattiche ed esperimenti bellici; la creazione di una banca dati telematica per evitare ripetizioni di esperimenti e sperpero di fondi; ispezioni e sanzioni appropriate e dissuasive per le violazioni.

Tali punti cardinali, se approvati, influenzeranno la sorte dei milioni di animali vittime della sperimentazione e porteranno alla chiusura immediata di prigioni come Green Hill e Harlan. Mercoledì prossimo al Senato sarà votato il fondamentale articolo 14 della Legge comunitaria - sostenuto da tempo da più realtà del mondo animalista, che uniranno le forze in un presidio - e osteggiato da chi vuole una ricerca poco trasparente e obsoleta, basata su principi come gli interessi economici, di carriera e il totale libero arbitrio nella manipolazione degli animali.

"Parlare di benessere per questi animali da laboratorio è scorretto e fuorviante perché dalla cattura in natura, alla detenzione nelle gabbie e infine all’esperimento nei laboratori, l’animale è costantemente sottoposto a violenze fisiche e psicologiche che lo privano delle basilari necessità della specie evolutasi, in questo caso, per vivere in contesti sociali complessi e in un habitat esteso - afferma la biologa Michela Kuan, responsabile LAV del settore Vivisezione - Non esiste una buona sperimentazione animale, i primati destinati alla vivisezione sono trasportati e catalogati come merce deperibile, trattati come oggetti vivono la loro breve esistenza nel terrore tra sofferenza e agonia: vendere queste atrocità come evoluzione della ricerca è immorale e totalmente ingannevole. L'Italia non deve perdere questa occasione per dare una svolta importante sul piano scientifico ed etico alla ricerca, a tutto vantaggio della salute davvero di tutti".

16 marzo 2012

Per approfondimenti:

- Scheda "Vivisezione, LAV: le ragioni del no"

- Scheda LAV "Cosmetici non testati su animali"

Ufficio stampa LAV tel. 06 4461325 - 339 1742586 - 329 0398535 www.lav.it 

 

 

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