Comunicato Enpa e LAV. ANIMALI. IN VENETO STRAGE DI CERVI PER IMBANDIRE LE TAVOLE DEI RISTORATORI. ENPA E LAV: «BOSCO DEL CANSIGLIO SITO DI...

ENPA E LAV: «BOSCO DEL CANSIGLIO SITO DI.... COMUNICATO STAMPA ENPA E LAV ANIMALI.

Persone Andrea Zanoni
Luoghi Roma, Veneto, Treviso, provincia di Belluno
Organizzazioni Comunità economica europea, ENPA, Ministero dell'agricoltura e delle foreste, LAV, commissione UE, Italia dei Valori, Partito Democratico
Argomenti zoologia, ecologia, politica, diritto

17/apr/2012 15.36.13 LAV Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA ENPA E LAV

 

ANIMALI. IN VENETO STRAGE DI CERVI PER IMBANDIRE LE TAVOLE DEI RISTORATORI

ENPA E LAV: «BOSCO DEL CANSIGLIO SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA. NO AGLI SPARI, SI AI METODI DI CONTENIMENTO INCRUENTI»

 

 

Roma, 17 aprile 2012 – “Fermate la strage dei cervi. E’ inaccettabile e danneggerà tutta la fauna, in un Sito di Interesse Comunitario”. Questo è l’appello rivolto dall’Ente Nazionale Protezione Animali e dalla Lega Anti Vivisezione agli amministratori regionali, che, con il supporto dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e di Veneto Agricoltura, insieme alle Province di Belluno e Treviso, hanno deciso l’abbattimento - a partire dal 19 aprile - di 1.600 cervi del bosco del Cansiglio, poi destinati alle tavole dei ristoranti.

 

Un massacro che riguarderà un numero davvero elevato di animali, in particolare femmine gravideaffermano le associazioniUn’ informativa alla Commissione Europea è stata rivolta dall’eurodeputato Idv Andrea Zanoni, mentre la parlamentare Pd-Radicali Elisabetta Zamparutti ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente e al Ministro delle Politiche Agricole. Oltre all’esigenza di fare chiarezza sulla conduzione dei censimenti degli animali, accusati di essere in sovrannumero, consideriamo irrinunciabile la valutazione da parte degli organismi responsabili, ma anche da parte del Ministro dell’Ambiente, dell’impatto ambientale fortissimo che un’operazione del genere esercita, per di più in un Sito di Interesse Comunitario e nel pieno della stagione riproduttiva. E’ evidente un danno a tutti i selvatici, compresa l’avifauna”.

 

Il disturbo biologico rappresenta infatti uno dei maggiori fattori di rischio per la politica di conservazione, e la Direttiva Europea 147/2009, già 79/409 CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici, vieta gli spari nelle fasi di migrazione, di nidificazione, di riproduzione e di dipendenza dei piccoli dai genitori. Questi principi sono stati recepiti due anni fa nella legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna.

 

Chiediamo agli amministratori regionali di percorrere altre strade se davvero si profilano problemi di sovrannumero degli animali – proseguono le associazioni - fondamentale è la ricerca di metodi di contenimento numerico incruenti, che non si basino, quindi, sull’uccisione degli animali.”

 

All’estero - concludono Enpa e Lav - esistono numerosi progetti sperimentali che prevedono il controllo della fertilità degli animali tramite semplici somministrazioni farmacologiche e che hanno già dato ottimi risultati, perché nel nostro Paese si continua a ricorrere al piombo dei fucili da caccia senza neppure provare vie alternative?

 

Ufficio stampa ENPA Tel: 06.3221000

 

Ufficio stampa LAV Tel: 06. 4461325

 

 

 

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