Comunicato LAV. Rischia il licenziamento per aver denunciato il suo titolare bracconiere (Treviso). LAV: il dipendente sia esempio di comportamento civile e responsabile

Rischia il licenziamento per aver denunciato il suo titolare bracconiere (Treviso).

Persone Massimo Vitturi
Luoghi Treviso, Follina, provincia di Treviso
Organizzazioni Carabinieri, LAV
Argomenti diritto, caccia

11/mag/2012 12.45.40 LAV Contatta l'autore

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Rischia il licenziamento per aver denunciato il suo titolare bracconiere (Treviso)

LAV: il dipendente sia esempio di comportamento civile e responsabile

 

 

Un imprenditore proprietario di un allevamento ittico a Follina (TV), infastidito dalla presenza di un Airone intrappolato nella rete posta a protezione delle vasche, non ha esitato un istante e, imbracciato il fucile da caccia ha sparato all’uccello protetto dalla legge nazionale e regionale, finendolo con un colpo alla testa esploso a pochi centimetri di distanza.

 

Il fatto, come tanti altri atti di bracconaggio, sarebbe probabilmente passato sotto silenzio se in quell’allevamento non fosse stato presente un lavoratore neoassunto, che non ha esitato a chiedere l’intervento dei Carabinieri.

 

Ora l’imprenditore si trova ad essere denunciato per esplosioni pericolose, esercizio di caccia in periodo vietato, abbattimento di fauna protetta ed esercizio della caccia all'interno della pertinenza dell'abitazione, mentre i Carabinieri intervenuti hanno sequestrato ben tre fucili da caccia.

 

La LAV plaude all’esemplare comportamento del dipendente che, consapevole di rischiare il posto di lavoro, non ha esitato a denunciare il suo titolare.

 

“Aldilà dell’attività della ditta di itticoltura, luogo di allevamento di animali per ucciderli commenta Massimo Vitturi responsabile del settore caccia e fauna selvatica della LAVil lavoratore denunciante l’illegalità contro un altro animale è un esempio di responsabilità civica e per tutte quelle persone che ad ogni stagione venatoria subiscono l’invadenza dei cacciatori ma non hanno il coraggio di denunciarli”.

 

Il clima di impunità che circonda il mondo della caccia, troppo spesso favorisce atti illeciti in violazione delle norme poste a tutela degli animali e della sicurezza dei cittadini. La LAV, impegnata da sempre per l’abolizione della caccia, fornisce anche supporto e consulenza ai cittadini vessati dal comportamento dei cacciatori, per questo auspichiamo che il dipendente protagonista della vicenda accaduta ieri in provincia di Treviso, si metta in contatto con noi tramite il nostro sito www.lav.it oppure al numero telefonico 06.4461325.

 

11 maggio 2012

Ufficio Stampa LAV  06 4461325 - 339 1742586 www.lav.it

 

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