Comunicato LAV. Caccia, LAV: Trentino Alto Adige nuova frontiera del far-west venatorio

Caccia, LAV: Trentino Alto Adige nuova frontiera del far-west venatorio.

Persone Durnwalder, Dellai, Massimo Vitturi
Luoghi Trentino Alto Adige, Trento, Dobbiaco, Bolzano, provincia di Bolzano
Organizzazioni LAV
Argomenti diritto, zoologia, caccia, politica, legislazione, diritto penale

24/mag/2012 13.12.35 LAV Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 24 maggio 2012

 

Caccia, LAV: Trentino Alto Adige nuova frontiera del far-west venatorio

 

Due cacciatori trentini, titolari di regolare licenza di caccia, sono stati denunciati dagli agenti del corpo forestale per bracconaggio, perché responsabili di numerose violazioni alle norme sulla tutela degli animali selvatici e sulla detenzione ed uso di armi, mentre a Dobbiaco (BZ) è organizzata una gara di tiro a segno che tra i premi non prevede coppe e medaglie, bensì l’uccisione di 9 animali: 5 Camosci e 4 Caprioli femmina.

 

“La barbarie venatoria non conosce confini commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV del settore caccia e fauna selvaticalo dimostra il “civilissimo” Trentino Alto Adige che in questi giorni mette in mostra il peggio di sé!”

 

Le politiche filo-venatorie delle province autonome di Trento e Bolzano sono oramai chiare da tempo. E’ sufficiente ricordare i recenti casi dei cacciatori trentini che hanno violato la legge sulla scelta del tipo di caccia ed ora, pur di non fargli pagare le multe, i politici loro conterranei, stanno alacremente lavorando per cambiare la legge nazionale. Non va meglio a Bolzano dove, di anno in anno, la provincia emette decine di condanne a morte per le più svariate specie di animali (Marmotte, Furetti, Volpi, ecc.) che vengono regolarmente censurate dal TAR perché illegali.

 

E’ ovvio che in questo clima di particolare tutela, i cacciatori si sentano cittadini “un po’ più uguali” degli altri davanti alla legge e si permettano quindi scorribande da far-west.

 

Dellai e Durnwalder, presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano, hanno ora l’occasione per dimostrare che il rispetto delle leggi è alla base della convivenza civile anche in Trentino Alto Adige. Non è più accettabile che gli amministratori pubblici siano così platealmente schierati a favore di una categoria, quella dei cacciatori, responsabile del massacro di milioni di animali e della continua violazione delle norme.

 

24 maggio 2012

Ufficio Stampa LAV 06 4461325 www.lav.it

 

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