AIUTI GONFIATI AL TERZO MONDO: SERGIO MARELLI (ONG ITALIANE) A ECORADIO/UNOSAT

come l'Italia per garantire un po' di vita dignitosa a tutti gli abitanti di

04/apr/2006 08.00.16 Ecoradio Contatta l'autore

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I governi occidentali, i governi del nord del mondo, lo sapevamo, sono un po' cinici perché investono poco, non sapevamo che fossero anche "bari". «Quel poco che c'è, ed è veramente poco, infatti siamo a un settimo di quanto le nazioni unite  richiederebbe ad un paese industrializzato come l'Italia per garantire un po' di vita dignitosa a tutti gli abitanti di questo pianeta, è anche falsificato in qualche modo e gonfiato da cifre che nulla hanno a che vedere con gli aiuti per i paesi poveri alla cooperazione         internazionale. Due esempi per tutti: viene calcolato come cooperazione internazionale la cancellazione del debito dei paesi più poveri e vengono calcolati anche i costi delle missioni militari all'estero. Sono delle politiche completamente distinte che non possono essere spacciate come cooperazione internazionale». A parlare è Sergio Marelli presidente dell'associazione delle Ong Italiane ai microfoni di Ecoradio Unosat a proposito degli aiuti "gonfiati" al terzo mondo fatto denunciato dalle Ong. Ma anche sullo 0,1 del Pil, che relega l'Italia all'ultimo posto della graduatoria tra i paesi occidentali, , si riesce , a suo giudizio a "barare"?. «Si riesce a barare nel senso che quando, una statistica di questo tipo, vede all'interno per il 60% appunto la cifra che riviene dalla cancellazione del debito dei paesi poveri, io penso che si tratti quantomeno di una falsificazione scientificamente condotta per innalzare, ma senza poi ottenere grandi risultati, il pochissimo che il nostro paese fa nei confronti dei paesi poveri. Aggiungiamo un' altro dato, il nostro paese non sta nemmeno pagando il contributo al fondo globale per  la lotta contro l'Aids, è un fatto gravissimo, il nostro paese deve ancora 150 milioni di euro per questo 2006,  per lottare contro quella che sappiamo essere una delle grandi pandemie, soprattutto è una delle grandi cause del mal sviluppo ed del sottosviluppo       in particolare dei paesi africani. Penso che  il recente  taglio dei contributi per le agenzie delle nazioni unite rovesci la medaglia, mostri anche l'altro lato della questione che è quello della qualità: destinare queste risorse per finanziare infrastrutture a scapito del contributo ad organizzazioni come la Fao, che lotta contro la fame, l'Unicef che si batte per i bambini, l'Oms per la sanità; penso che sia una scelta di qualità assolutamente non condivisibile e che ancora una volta caratterizza pesantemente l'idea di cooperazione internazionale che il governo di questi ultimi cinque anni ha portato avanti, un'idea filantropica, un'idea di cooperazione subordinata e strumentale al raggiungimento di obiettivi altri che la lotta alla povertà e quella dei diritti umani».

 

 

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