la raccolta differenziata e l''azzeramento dei rifiuti

10/giu/2012 17.29.50 AISPPD FONDAZIONE ONLUS Contatta l'autore

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ECOLOGIA

di novitainlibreria

 

S.O.S. RIFIUTI – IL MONDO INTERO E’ SOFFOCATO DA DISCARICHE URBANE E MARINE DI IMMONDIZIE DI OGNI GENERE. URGE DARE UNA RISOLUZIONE IMMEDIATA AL PROBLEMA, SI DEVE PERSEVERARE NELLA STRATEGIA DEI “RIFIUTI ZERO” PER RISANARE LA TERRA, PREVENIRE L’INQUINAMENTO E FAVORIRE UN FUTURO SOSTENIBILE.

 

 

Il nostro intero pianeta, ovunque si guardi, è soffocato dai rifiuti. Un immondezzaio a cielo aperto, eppure non sempre visibile a occhio nudo, caratterizza purtroppo tanto il territorio nazionale, qui in Italia, quanto altrove, nel resto del mondo. Dai siti naturali a quelli archeologici, dai mari ai monti, dai fiumi agli oceani, alcun ambiente è escluso da quello che è il risultato di un inadeguato utilizzo dei beni e delle risorse naturali, e di un incremento dei prodotti sintetici, da parte dell’uomo, in altre parole l’inquinamento.

Solo la specie umana consuma più del dovuto e spreca come mai accade in natura. Lo sperpero causato da un eccessivo, innaturale consumo, sviluppa problematiche tali da essere drammatiche tanto per il tempo presente, quanto, e soprattutto, per il futuro se non s’interviene. Una situazione tragica, per la risoluzione della quale occorre agire tempestivamente, al fine di arrecare benefici a vantaggio della nostra stessa vita e della sopravvivenza della Terra, mediante strategie d’azione mirate ed efficaci, idonee a salvare l’umana specie da un inevitabile “suicidio” cui va irrimediabilmente incontro se non si adegua.

 

Senza dover entrare nel dettaglio, poche righe di un articolo giornalistico non lo consentirebbero, si tenta qui di fare una panoramica, la più approfondita possibile, la più toccante, tracciando un percorso, o una mappa lungo i “luoghi dei rifiuti” sparsi nel mondo.

 

Detto questo, cominciamo il nostro tragitto partendo da quella che è una delle più gravi minacce per la salute dell’intero ecosistema, ossia dall’inquinamento delle acque. Sappiamo, perché la Storia ci racconta, che tutte le maggiori civiltà sono fiorite e si sono sviluppate sui corsi d’acqua, sui fiumi e sui mari, dall’Indo al Nilo, al Tevere, dal Tigri e l’Eufrate, al Mediterraneo… eppure, oggi, proprio gli ambienti acquatici sono quelli più malsani, e proprio a causa dei rifiuti e dei veleni che vi si depositano.

 

Il “Great Pacific Garbage Patch” è il maggiore immondezzaio del pianeta, sito al largo di quell’immensa, infinita distesa d’acqua che è l’oceano Pacifico. A seguire l’“Indian Ocean Garbage Patch”, scoperto nel 2010, al centro dell’oceano Indiano, dove si trovano le Maldive e le Laccadive, “mete turistiche da favola” tanto per capirci. Arriviamo quindi al Nord Atlantico le cui centinaia di chilometri di scarti vari, ammassati sulle acque, raggiungono, pure l’America centrale. Dopo di che il Mar Mediterraneo, in particolare sulle coste della Spagna, della Francia e dell’Italia, e scusate se è poco, la sporcizia non risparmia proprio nessuno.

 

Qui, spirali di plastica, fanghi chimici, detriti, densi e di grandi dimensioni, fibre sintetiche e polistirolo, prodotti ospedalieri consunti e milioni di “nurdles”, quelle microsfere, o palline sintetiche utilizzate anche nella cosmesi, per creare “creme di bellezza”, si ammucchiano e restano sospesi sulle colonne d’acqua, dove le esalazioni che emanano con la putrefazione, intasano le vie respiratorie dell’ottanta % degli ambienti marini*, luoghi importantissimi per la salute dell’intero ecosistema.

 

Considerando gli ambienti acquatici tanto minacciati, non possiamo non dirigere lo sguardo, ancora più critico, su quella che è la fonte del loro inquinamento, ossia le navi da crociera che vi transitano con migliaia di persone a bordo e gettano in mare gli avanzi, e, ovviamente le innumerevoli discariche che si trovano invece sulla terra ferma, a ridosso delle coste, la cui spazzatura raggiunge le acque marine spinta dalle correnti, dando adito alla drammatica mappatura.

 

Spostandoci sulla terra ferma, l’Everest, comincia a fare impressione per il rischio inquinamento cui sta andando incontro a causa dei mucchi di robaccia che qua e là vanno ad accantonarsi lungo le sue pareti siderali e rocciose. Questa possente catena montuosa, un tempo meta selvaggia riservata a pochi, è oggi presa d’assalto da un turismo sfrenato e negligente.

Così come pure fanno impressione quelle vere e proprie “montagne” di rifiuti, che si alzano un po’ dappertutto nei centri urbani, fra un continente e l’altro, dall’Asia al Sudamerica, dal Nord America all’Europa, fino al Sudafrica, dove ogni nazione produce enormi quantitativi del materiale incriminato. Rimasugli e rimanenze di ogni genere e sorta. Merci in disuso, prodotti scaduti, materiale velenoso e tossico, fibre sintetiche non biodegradabili, eccessi dovuti a una esagerata produzione industriale, elementi solidi e liquidi, resti della lavorazione di prodotti animali e vegetali, domestici e ospedalieri, infetti o no…importa a qualcuno? Vanno a segnare indelebilmente luoghi, a volte anche fra i più belli della terra, come enormi pattumiere maleodoranti.

 

Ci basti, senza andare altrove, in Italia, tanto per fare un esempio fra i più incisivi, l’esperienza di un’Irpinia divenuta per antonomasia “immondezzaio della Campania”. L’Irpinia, sappiate, è una terra importantissima per la salute del Sud dell’Italia. Da qui, infatti, sgorga il 35% delle acque del Meridione, che tocca ben tre regioni: Puglia, Basilicata e ovviamente la stessa Campania. Come si può lasciare che una zona così vitale per il nostro Paese, ricca di risorse naturali, sia ridotta a luogo per la raccolta degli scarti? Eppure l’Europa, e in particolare la Germania, è intervenuta con 500 milioni di Euro per favorire un rilancio del territorio e per salvare la nostra regione dagli ammassi di rifiuti…

 

Evidentemente il problema non si risolve a suon di Euro ma ognuno deve fare, umanamente, la propria parte, al fine di disgregare anche tutte quelle organizzazioni criminali che sfruttano i disagi ecologici alimentando il malaffare.

 

Purtroppo, l’equazione rifiuti=discariche è quella sulla quale tutti, indistintamente, dobbiamo fare i conti. Governi, Istituzioni, società civile. E ognuno deve agire correttamente per la tutela dell’ecosistema la cui protezione ci appartiene e per la cui salvezza siamo tutti chiamati a intervenire e a portare il migliore dei contributi.

 

Favorire un uso efficiente dei materiali e dell’energia, escludere le sostanze pericolose e abbassare le emissioni di gas tossici, creare ciò che consente poi un riciclo del prodotto, attuare programmi di forniture di ritorno, usando materiali organici al posto dei pesticidi e altri veleni, migliorare il sistema turistico rendendolo sempre più ecologico, anche, ad esempio, mediante la costruzione di “alberghi verdi” e mediante campagne di sensibilizzazione.

 

Migliorare le prestazioni ambientali significa altresì rafforzare le economie locali.

Attuare la strategia dei “rifiuti zero” vuol dire supportare la sostenibilità sia economica, perché incrementa l’efficienza e abbassa i costi, e sia ambientale, proprio perché riducendo gli scarti naturali, diminuisce la richiesta di quelle risorse che altrimenti vanno a depauperare la natura. E’ nei rifiuti zero che è racchiusa la chiave del nostro futuro grazie alla produzione di materie prime rinnovabili, biodegradabili e compostabili per applicazioni industriali ecologiche.

 

Oggi, a distanza di anni e nonostante una serie di accordi e convenzioni che gli le Nazioni di tutto il mondo hanno stipulato per favorire una migliore politica ambientale e contro ogni inquinamento, (dalla Convenzione di Londra del 1972, e delle Nazioni Unite per il controllo dell’inquinamento marino, a quella di Barcellona per il Mediterraneo, le direttive dell’UE e la convenzione internazionale MARPOL 73/78, la convenzione del Trattato Internazionale OSPAR (72-74), quella che negli Stati Uniti, dopo l’Act Dwmping Ocean è divenuta in seguito Environmental Protection Agency), il quadro continua a essere davvero preoccupante.

 

Gli uomini continuano a produrre rifiuti, noncuranti della veridicità del fatto che questi indeboliscono tutto il sistema ecologico planetario, aumentando l’inefficienza che a sua volta indebolisce il rendimento economico e sociale.

 

Perseverare in una politica contro gli sprechi, può condurre al 100% di efficienza delle risorse favorendo il rendimento migliore di quelle che abbiamo a disposizione. In effetti, l’ambiente va gestito. Dobbiamo diventare manager dell’ambiente che ci circonda, gestori delle risorse. La sostenibilità è una visione che ci porta ad allungare lo sguardo verso il futuro e verso le generazioni future che erediteranno la terra.

 

Dobbiamo condividere con la natura un modello di vita fondato sul rispetto di questa, caratterizzata da un ciclo vitale che non comprende gli sprechi. Solo partendo dal modello della natura e traendo insegnamenti da questa, si può procedere lungo un percorso di sostenibilità che conduca a sua volta, verso un futuro capace di garantire le condizioni per accogliere una società sostenibile. Non dimentichiamo che la salute del pianeta è una meta ambiziosa da raggiungere che ha come cliente finale la vita.(E.B.)

 

 

FOCUS

FRASCATI SI DIFFERENZIA – 8 GIUGNO 2012 – UN ALTRO COMUNE ITALIANO DELLA PROVINCIA DI ROMA, ESTENDE A TUTTO IL TERRITORIO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E AZZERA I RIFIUTI.

 

 

Anche il comune di Frascati nei pressi di Roma, estende a tutto il territorio, la raccolta differenziata dei rifiuti, già avviata quattro anni fa, e si allinea alla nuova strategia ecologica mondiale dell’azzeramento dei rifiuti per raggiungere la meta di un futuro sociale e ambientale sostenibile.

Alle Scuderie Aldobrandini, venerdì 8 giugno 2012, è stato ufficialmente presentato con una conferenza stampa, il nuovo assetto cittadino della nettezza urbana che, fornita di moderni contenitori per lo smistamento dei rifiuti e munita d’idonei automezzi di raccolta, procederà al loro smaltimento, consegnandoli ai rispettivi centri di lavorazione, contribuendo così a un alleggerimento delle discariche dalle immondizie, a vantaggio dell’ambiente, nel rispetto della natura.

 

Presieduto dal Sindaco Stefano Di Tommaso e dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il convegno ha visto la partecipazione dell’on. Francesco Paolo Posa, già sindaco di Frascati e consigliere presso la Provincia di Roma, dell’assessore alle politiche ambientali del comune di Frascati Roberto Mastrosanti, dell’assessore alle politiche del Territorio e alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma, Michele Civita, e da Franco Grasso direttore generale del GAIA, consorzio operativo da anni nella città tuscolana.

 

Presenti anche gli alunni delle scuole elementari “Tudisco” e “Lupacchino” di Frascati che si sono esibiti magistralmente in uno spettacolo canoro, dedicato al tema dell’integrazione, e al rispetto e alla difesa dell’ambiente. La performance musicale dei bambini fa parte di un piano didattico locale, che coinvolge anche gli studenti di altri istituti tuscolani, le scuole medie T. Buazzelli e E. Dandini, in un programma volto alla sensibilizzazione dei più piccoli e dei ragazzi verso l’ecologia.

 

Il progetto “Frascati si differenzia” che si avvale di un notevole contributo erogato dalla Provincia di Roma, un finanziamento pari a 663.624 euro, rientra in una specifica strategia di gestione del territorio, più moderna e sostenibile che punta sulla prevenzione, sulla riduzione, sul riciclo e il riutilizzo dei rifiuti.

 

E’ dal 2008 che la Provincia di Roma presieduta da Nicola Zingaretti, ha cominciato a promuovere una migliore politica ecologica per i comuni del territorio, consentendo il raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata, superiori al 60%.

I comuni finanziati dalla Provincia di Roma per il nuovo procedimento di raccolta dei rifiuti porta a porta coinvolgono una popolazione complessiva di circa 925.000 abitanti, di cui 450.000 già si avvalgono della disponibilità dei servizi. Le risorse stanziate ammontano a 27 milioni di euro cui si aggiungono altri sei milioni di euro per la realizzazione di 44 isole ecologiche, e oltre 3 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di 4 impianti di compostaggio.

Tutto questo per accrescere un’iniziativa di grande valore etico, allineata alle moderne esigenze ecologiche, che consente di guardare a un domani, capace di consegnare alle nuove generazioni una società più ricca ed efficiente, in un mondo più pulito e vivibile. (E.B)

Approfondimenti su www.comune.frascati.rm.it

 

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