notizie LAV

Allegati

19/giu/2012 17.08.48 LAV Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

http://www.repubblica.it/ambiente/2012/06/19/news/inquinamento_la_lav_accusa_la_bistecca-37517631/

 

IL DOSSIER

L'inquinamento? Colpa della bistecca
La guerra della Lav al ciclo della carne

In un dossier al ministro Clini e per il vertice Onu sulla green economy, tutte le accuse della Lega antivivisezione contro la cultura alimentare delle proteine animali e l'economia che la sostiene

Lo leggo dopo

L'inquinamento? Colpa della bistecca La guerra della Lav al ciclo della carneTagli di carne sul bancone di una macelleria

ROMA - La carne a tavola è tra i maggiori responsabili dell'inquinamento del pianeta e in prospettiva rischia di assumere dimensioni non più sostenibili per l'ambiente. A sostenerlo è la Lega antivivisezione animali (Lav) in un rapporto inviato al ministro dell'Ambiente, Clini, in vista del vertice Onu "Rio+20" che da oggi discuterà di obiettivi mancati e futuro da parte dei governi in materia di cambiamenti climatici e green economy.

Secondo la Lav, il ciclo della produzione di carne sfrutta il 30% delle terre emerse del pianeta e il 70% delle terre agricole disponibili, contribuisce ad avere un impatto negativo sul clima e sull'ambiente, arreca agli animali sofferenze e morte. Il rapporto dell'associazione lancia dunque un allarme generale sull'impatto (ambientale, economico, salutare ed etico) provocato dalla cultura mondiale della bistecca, chiedendo ai Paesi riuniti alla conferenza Rio+20 di "adottare politiche di sostituzione della produzione delle proteine animali verso le proteine vegetali e l'eliminazione di sussidi lungo tutta la filiera zootecnica".

Nel rapporto "I costi reali del ciclo di produzione della carne", presentato oggi a Roma, la Lav ha riunito diversi studi internazionali sull'argomento, giungendo alla conclusione che il ciclo della carne causa acidificazione delle terre, inquinamento ed eutrofizzazione delle acque, cambiamento climatico, cancerogenicità, sfruttamento delle risorse naturali, utilizzo di energia non rinnovabile, inquinamento atmosferico.

Non solo, la filiera dell'hamburger sarebbe la terza fonte di emissioni inquinanti (co2) dopo le installazioni industriali/energetiche e i trasporti, mentre, solo per alcune sue fasi, il settore "allevamento animali" sarebbe responsabile per circa il 12,8% delle emissioni totali nell'Ue.

Per quanto ampiamente maggioritaria nella comunità scientifica, la scelta della proteina animale come base dell'alimentazione è contestata dalla Lav anche perché, accusa l'associazione, tutto quello che è a monte di un piatto di carne comporterebbea "inquinamento del suolo che si ripercuote sulle falde acquifere sotterranee", uso di fertilizzanti sintetici e chimici e un enorme utilizzo della risorsaa acqua. Per non parlare dei rischi sanitari: "La carne che si consuma oggi - arriva a sostenere la Lav - è un prodotto inquinante globalizzato, veicolo di epidemie mondiali che colpiscono gli animali e l'uomo".

"Per produrre un chilo di carne di manzo - dice Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - sono necessari 10 chili di mangimi e 15.500 Litri di acqua e comporta la produzione di tanta co2 quanto un'automobile che percorre 250 km (una distanza pari circa a quella tra Roma e Firenze), mentre due terzi dell'energia consumata dal ciclo di produzione della carne proverrebbe dalla produzione e dal trasporto dei mangimi per animali".

Contro tutto questo, la Lav lancia un documento articolato di proposte per una nuova politica alimentare 'sostenibile', che dovrebbe essere attuata subito sia dai governi che dalle singole famiglie; dunque una "profonda revisione dei modelli alimentari", visto che quelli attuali, secondo l'associazione, sono "orientati non in funzione delle esigenze alimentari e nutrizionali delle popolazioni, ma effetto di programmi di produzione industriale legate ad esigenze di crescita economica". L'obiettivo finale, per l'associazione, è sostituire "la produzione delle proteine animali" con quelle vegetali.

(19 giugno 2012)© Riproduzione riservata

 

 

Giugno 2012 16:31

RIO +20: BRAMBILLA, NON MANGIARE CARNE FA BENE AL PIANETA

Scritto da com/bat

·         Dimensione carattereRiduci grandezza carattereRiduci grandezza carattereincrementa grandezza carattereincrementa grandezza carattere

(AGENPARL) - Roma, 19 giu - "Tutti dobbiamo impegnarci a favore del pianeta. E possiamo farlo cominciando dalle piccole cose, dalla nostra vita quotidiana. Purtroppo, é ancora troppo scarsa nel paese la consapevolezza di quale ferita creino all'ambiente gli allevamenti intensivi." - lo dice l'ex Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, commentando il dossier sui costi reali del ciclo di produzione della carne, presentato oggi a Roma dalla LAV, alla vigilia dell'apertura dei lavori del summit sull'ambiente Rio + 20. "Un lavoro importante per informare correttamente l'opinione pubblica: non mangiare carne fa bene a tutti, fa bene al pianeta". "Non tutti infatti -prosegue l'ex ministro - sono consapevoli di quanto sia crudele la sorte di bovini, polli, maiali, agnelli e i tanti animali, costretti negli allevamenti intensivi ad una vita che non è vita, per produrre migliaia di tonnellate di alimenti di cui possiamo benissimo fare a meno, creando una grave ferita all'ambiente per la quantità di emissioni che questi lager producono e per come dissipano le risorse di acqua e di produzione agricola del pianeta." È bene sottolineare che l'allevamento intensivo e la produzione di carne, dopo l'attività industriale e il settore dei trasporti, sono i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra nell'atmosfera, uno dei principlali problemi all'ordine del giorno del summit sull'ambiente di Rio. " Il più recente rapporto delle Nazioni Unite - osserva l'on. Brambilla - ci dice che nell’ultimo ventennio è andato perduto il 30 per cento della biodiversità del pianeta, che le emissioni di anidride carbonica sono aumentate del 40 per cento e che solo per 4 dei 90 principali obiettivi ambientali fissati in precedenza sono stati compiuti progressi significativi. Poco o nulla si è fatto per combattere i mutamenti climatici, la desertificazione, la siccità. Se non cambiamo il nostro stile di vita, se non scegliamo tecnologie pulite e fonti rinnovabili, rischiamo di dover affrontare irreversibili alterazioni delle funzioni vitali del pianeta."

 

 

 

 

 

http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/12_giugno_19/green-hill-ritirata-legge-regionale-su-chiusura-formigoni-dietrofront-201669029378.shtml

A DENUNCIA DEGLI ANIMALISTI

Legge anti Green Hill

dietrofront della Regione

Lav, Enpa e Oipa: «Sostituita da una norma zeppa di palliativi. Una presa in giro per chi si aspettava la chiusura del canile lager»LA DENUNCIA DEGLI ANIMALISTI

 

Legge anti Green Hill

dietrofront della Regione

 

Lav, Enpa e Oipa: «Sostituita da una norma zeppa di palliativi. Una presa in giro per chi si aspettava la chiusura del canile lager»

 

La liberazione dei beagle di Green Hill nel blitz del 28 aprile (Ansa)

«Non esiste più» la proposta di legge regionale annunciata dalla Lombardia, che avrebbe avuto come effetto la chiusura dell'allevamento Green Hill di Montichiari di cani per i laboratori di ricerca. A denunciare un «dietrofront» del presidente Roberto Formigoni e del consigliere Giorgio Puricelli sono gli attivisti della Lav. La proposta di legge «numero 145, primo firmatario il consigliere Puricelli (Pdl) - segnalano - è stata di fatto assorbita dalla successiva 167 con le stesse firme in calce, che si limita a elencare genericità, palliativi o atti a favore della sperimentazione sugli animali, come Comitati etici formati in stragrande maggioranza di favorevoli alla vivisezione».

 

LA RABBIA DEGLI ANIMALISTI -«La proposta, che rappresenta una presa in giro verso tutti coloro che chiedono la chiusura dell'allevamento di Brescia e la fine della sperimentazione - protesta la Lav - dovrebbe essere esaminata da mercoledì 20 giugno dal Consiglio regionale. E non saranno ordini del giorno, vuote declamazioni, a colmare queste responsabilità». Nella nota «Enpa, Lega anti vivisezione, Leidaa, Lega nazionale per la difesa del cane, Oipa e Chiliamacisegua condannano il dietrofront del primo firmatario, consigliere Puricelli, e del presidente della Giunta Formigoni che appena 4 mesi fa, in occasione del deposito della proposta di legge, avevano pubblicamente annunciato "la rapida chiusura di Green Hill, nella piena consapevolezza delle richieste di tanti cittadinì». «Purtroppo il testo in questione non è stato nemmeno discusso in Commissione e i firmatari si sono affrettati a cancellarlo. Le associazioni chiedono ufficialmente di conoscere le ragioni di un tale singolare comportamento, nella consapevolezza che se la Regione Lombardia avesse approvato entro il maggio scorso tale proposta di legge, data che aveva annunciato alla stampa lo stesso governatore, si sarebbe risparmiata la vita a tanti cani di Green Hill che ormai, invece, sono stati giá spediti ai laboratori di tutta Europa. Purtroppo, nonostante gli italiani si siano dichiarati all'86,3% contrari alla sperimentazione su animali e una sempre maggiore frangia della ricerca rifiuti il modello animale per la sua inattendibilitá, astuzie di questo genere sono all'ordine del giorno», lamentano gli animalisti. «Ora tutte le speranze sono riposte nell'approvazione in Senato dell'articolo 14 della Legge comunitaria, all'esame della Commissione affari europei» del Senato «dopo il sì della Camera e del Governo, che prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale per la sperimentazione e l'introduzione di numerosi vincoli e divieti».

 

Redazione Online

19 giugno 2012 | 15:42

© RIPRODUZIONE RISERVATA

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl