Comunicato LAV. GREEN HILL, RIVELAZIONE DAL DISPOSITIVO DEL TRIBUNALE DEL RIESAME. TRE NUOVI VETERINARI COINVOLTI NELLA DIFESA DELL'ALLEVAMENTO SOTTO INCHIESTA. UNO E' IL PRESIDENTE DELL'ANMVI. LAV: VENGA RIMOSSO DA SUOI ASSOCIATI, I CLIENTI SAPPIANO..

04/ago/2012 12.15.29 LAV Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

 

Comunicato stampa LAV –Lega Anti Vivisezione

sabato 4 agosto 2012

 

GREEN HILL, RIVELAZIONE DAL DISPOSITIVO DEL TRIBUNALE DEL RIESAME.

TRE NUOVI VETERINARI COINVOLTI NELLA DIFESA DELL’ALLEVAMENTO SOTTO INCHIESTA. UNO E’ IL PRESIDENTE DELL’ANMVI.

LAV: VENGA RIMOSSO DA SUOI ASSOCIATI, I CLIENTI SAPPIANO CHE SI E’ SCHIERATO A FAVORE DELL’ALLEVAMENTO PER LA VIVISEZIONE

 

In questi giorni decine e decine di medici veterinari stanno aiutando la LAV – Lega Anti Vivisezione (www.lav.it) e le altre associazioni a verificare lo stato di salute dei cani usciti da Green Hill grazie al sequestro probatorio della Procura di Brescia, confermato ieri dal Tribunale del Riesame. Un’attività che nobilita la professione medico veterinaria anche nell’applicazione dell’articolo 1 del proprio Codice Deontologico che li vincola ad operare per il rispetto degli animali in quanto esseri senzienti.

In questi giorni, grazie agli affidamenti dei beagle, centinaia di medici veterinari in Italia hanno acquisito nuovo lavoro grazie alle famiglie affidatarie.

 

Ma altri veterinari, invece, oltre a quello che operava a Green Hill, un ventiseienne iscritto all’Ordine di Pescara, e di un’Asl veterinaria che, come minimo, in questi giorni non ha collaborato alla puntuale esecuzione della decisione della Procura delle Repubblica, hanno deciso di schierarsi formalmente dall’altra parte, quella dell’allevamento per la vivisezione.

 

Nel dispositivo del Tribunale del Riesame diffuso ieri, infatti, viene scritto che Green Hill ha presentato la scorsa settimana anche un’istanza per la revoca dell’affidamento dei beagle ai custodi giudiziari LAV e Legambiente poiché ciò, fra l’altro, non avrebbe più potuto fargli visitare i cani paventando non meglio precisati rischi sanitari e chiedeva di farli visitare da propri consulenti, consci questi ultimi di farlo a favore di chi è indagato per il reato di maltrattamento di animali.

Questi consulenti non sono veterinari qualsiasi ma sono Marco Melosi, presidente dei veterinari Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), con studio a Cecina (Livorno) e presidente dell’Ordine dei Veterinari di Livorno; Massenzio Fornasier, dipendente di Siena Biotech partner dell’industria farmaceutica Roche, iscritto all’Ordine di Milano e presidente dei veterinari di laboratorio di sperimentazione Sival-Anmvi; Gianni Dal Negro, dipendente dell’industria farmaceutica GlaxoSmithKline, presidente dell’Aisal-Associazione scienza animali da laboratorio, dichiarato medico veterinario ma non iscritto ad alcun Ordine e, quindi, non esercitante legalmente la professione.

 

A parte Dal Negro, per il quale abbiamo affidato al nostro Ufficio Legale il compito di valutare gli estremi per la presentazione di una denuncia per esercizio abusivo della professione veterinaria, chiediamo ai veterinari iscritti all’Anmvi di proporre la decadenza del proprio presidente Marco Melosi nonché alla Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari di rimuovere Melosi dalla presidenza dell’Ordine provinciale di Livorno. Per quest’ultimo, inoltre, l’unico dei tre ad avere un ambulatorio privato, chiediamo a tutti i suoi clienti e ai cittadini di Cecina e della provincia di Livorno di preferire altri veterinari che non forniscono disponibilità a collaborare con strutture di sofferenza e per la morte degli animali.

 

L’Anmvi, insieme a Sival (Società italiana veterinari animali da laboratorio) e Aisal (Associazione scienza animali da laboratorio), si era peraltro già distinta negli ultimi mesi per il ruolo attivo contro l’approvazione definitiva in Senato dell’articolo 14 della Legge Comunitaria che contiene, fra l’altro, la previsione del divieto di allevare cani, gatti e primati non umani per la vivisezione.  Un appiattimento, una compartecipazione, un apripista per le posizioni più retrograde del mondo che lucra sulla pelle degli animali e che ha sempre usato la medicina veterinaria come paravento a pagamento.

 

4 agosto 2012

Ufficio Stampa LAV - Lega Anti Vivisezione tel. 064461325 – 339 1742586 www.lav.it

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl