Comunicato LAV: ALLARME BRACCONAGGIO A PALERMO: AIRONI IN MIGRAZIONE SUL FIUME ORETO UCCISI DALLE FUCILATE

Comunicato LAV: ALLARME BRACCONAGGIO A PALERMO: AIRONI IN MIGRAZIONE SUL FIUME ORETO UCCISI DALLE FUCILATE Comunicato Stampa LAV Sicilia: ALLARME BRACCONAGGIO A PALERMO: AIRONI IN MIGRAZIONE SUL FIUME ORETO UCCISI DALLE FUCILATE LA LAV: CACCIA ORMAI FUORI CONTROLLO, SI SPARA ALLE SPECIE PROTETTE DAI BALCONI DELLE CASE.

12/set/2006 14.49.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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Comunicato Stampa LAV Sicilia:

 

ALLARME BRACCONAGGIO A PALERMO: AIRONI IN

MIGRAZIONE SUL FIUME ORETO UCCISI DALLE FUCILATE

 

LA LAV: CACCIA ORMAI FUORI CONTROLLO, SI SPARA ALLE SPECIE PROTETTE

DAI BALCONI DELLE CASE. CHIESTO L’INTERVENTO DEL PREFETTO

 

 

Erano all’incirca le 18.30 di ieri. Alle prime avvisaglie del temporale che stava per abbattersi su Palermo, un gruppo di ben otto aironi cinerini (specie protetta dalla legge) cerca un punto di sosta nel tratto del fiume Oreto nei pressi della circonvallazione cittadina. Subito inizia la sparatoria: prima tre colpi di fucile che abbattano un primo airone mentre un altro, anch’esso ferito ma ancora in grado di volare, viene “inseguito” da almeno sette fucilate. Mentre gli uccelli venivano così costretti a riprendere il loro volo, un gruppo di cacciatori di frodo provenienti da una casa di Villagrazia, iniziavano a percorrere i ripidi pendii che portano al letto del fiume. Il primo airone ferito viene così malamente afferrato a finito con un colpo ravvicinato di fucile.

 

Questo il resoconto del far west svoltosi ieri pomeriggio nel tratto urbano del fiume Oreto a Palermo. In tutto almeno una decina di colpi di fucile sparati tra le case. Un airone sicuramente ucciso ed un altro ferito.

 

Appena avvisati di quanto stava accadendo, abbiamo chiamato subito i Carabinieri e ci siamo diretti  in zona - ha dichiarato Giovanni Guadagna della LAV Sicilia - Ancora era in corso la ricerca, da parte dei cacciatori, del primo airone ferito ma la cosa più grave doveva ancora capitare. All’arrivo dei Carabinieri, infatti, molte delle persone che ci avevano chiamato sono scappate. Gli stessi che ci avevano raccontato in maniera concitata la mattanza dei bracconieri e dei pallini da caccia che piovono sulle case, hanno preferito allontanarsi per non avere problemi con i vicini cacciatori. In questa maniera chi evidentemente ritiene normale partecipare a questo vero e proprio far west urbano, è come se fosse legittimato dalla paura di chi non vuole denunciare… Ad ogni modo alcuni testimoni hanno scelto di non scappare - ha aggiunto Guadagna -; contando sulla loro testimonianza oggi presenteremo una denuncia alla magistratura indicando pure le probabili abitazioni di provenienza dei bracconieri”.

 

Quanto successo a Villagrazia - ha dichiarato Guadagna - richiede ormai un intervento deciso sia  del Comune, tramite l’imposizione del divieto di caccia su tutto il territorio (i bracconieri approfittano, in periodo di caccia aperta, della sicura copertura loro offerta dalla confusione creata  dall’attività legale di centinaia di cacciatori), ma anche del Prefetto. I cacciatori, infatti, sono liberi di sparare tra i residuali giardini della piana di Palermo orami frammisti alle abitazioni. Si tratta pertanto anche di un problema di sicurezza pubblica: poco tempo addietro alcuni cacciatori furono bloccati nella spiaggia cittadina di Acqua dei Corsari, mentre altri erano appostati negli agrumeti ormai circondati dai palazzi di Bonagia. Nel territorio comunale di Palermo non esistono più aree veramente libere da adibire alla nefasta attività venatoria e considerato il livello di drammatica ‘tranquillità’ con cui alcune persone si sono permesse ieri di sparare a otto bellissimi aironi tra le case di Villagrazia, tale decisione deve essere presa con assoluta urgenza”.

 

12 settembre 2006 

 

 

Info: LAV  06.4461325  - LAV Sicilia 178.2256188 - www.lavpalermo.it - www.lav.it

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