ORRORE AL PALIO DI BELPASSO (CATANIA): UN CAVALLO CORRE TRA LA FOLLA E SI FRACASSA LA TESTA CONTRO UN'AUTOMOBILE

26/set/2006 00.49.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV:

 

ORRORE AL PALIO DI BELPASSO (CATANIA): UN CAVALLO CORRE TRA LA FOLLA E SI FRACASSA LA TESTA CONTRO UN’AUTOMOBILE. MUORE TRA ATROCI SOFFERENZE MA LE CORSE CONTINUANO!

 

LAV: L’ENNESIMA STRAGE ANNUNCIATA, IL SINDACO SI DIMETTA E IL PREFETTO DI CATANIA VIETI LE CORSE IN PROGRAMMA DOMANI

 

 

Anche il palio di Belpasso si tinge di sangue: oggi pomeriggio uno dei 16 cavalli in corsa disarciona il fantino e prosegue la corsa in mezzo la folla lungo la via Roma, trasformata in pista per il palio; prosegue oltre la linea di arrivo e si schianta contro un’automobile parcheggiata. Il cavallo si fracassa la testa e cade a terra esanime, causando anche il ferimento di alcuni spettatori travolti dall’animale in fuga.

 

Uno spettacolo vergognoso e sanguinario, un’altra morte annunciata: da tempo, infatti, la LAV aveva denunciato che il palio di Belpasso era pericolosissimo e si sarebbe trasformato in una mattanza per gli animali. La LAV aveva anche chieto al Prefetto di Catania di vietarlo per le note infiltrazioni criminali nel settore delle corse ippiche, ottenendo l’appoggio di ben 6 parlamentari bipasrtisan. Ma l’appello è rimasto incredibilmente inascoltato ed ora la morte orribile di quel cavallo è il drammatico risultato di questa scelta.

 

La LAV chiede le dimissioni del Sindaco di Belpasso, che aveva trattato con disprezzo chi chiedeva più tutela per gli animali. Al Comune, infatti, va addebitata la responsabilità politica e morale di quanto accaduto. Al Prefetto, inoltre, la LAV chiede di vietare immediatamente le altre corse di cavalli in programma domani per il terzo giorno del palio di Belpasso.

 

Infatti, è vergognoso che mentre la strada era ancora sporca del sangue del cavallo, il Sindaco abbia contentito di proseguire la manifestazione con altre gare di cavalli, come se nulla forse. Quanto accaduto, oltre ad essere gravissimo anche da un punto di vista delle responsabilità penali degli organizzatori, dimostra la totale assenza di minime garanzie di sicurezza pubblica e per gli animali che la LAV aveva già denunciato anticipatamente.

 

Nelle prossime ore la LAV si riserva altre azioni, anche legali ed ecltatanti, per fermare queste ignobili torture legalizzate e per chiedere giustizia per la morte del cavallo mandatao al macello per il divertimento umano.

 

 

23.09.2006

 

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 LAV Nazionale: 06.4461325 www.lav.it

 
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