Comunicato: GODRANO (PALERMO):INCIDENTE DI CACCIA,UN MORTO.LAV:TROPPI MORTI E FERITI,SUBITO MORATORIA DELLA CACCIA

Nella stagione 2005/2006 si contarono 2 morti e 5 feriti, nella stagione 2004/2005 1 morto e 6 feriti_ "E' terribile affermarlo, ma si tratta di tragedie che potevano essere evitate visto che si presentano ad ogni stagione di caccia.

02/gen/2007 15.49.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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Comunicato Stampa LAV Sicilia                                                                                           

 

 

GODRANO (PALERMO): INCIDENTE DI CACCIA, 59ENNE UCCISO DA UNA FUCILATA

 

CACCIA IN SICILIA, ANCORA UN MORTO: ORA BASTA!

 

LA LAV: “OGNI ANNO TROPPI MORTI E FERITI PER LA STAGIONE VENATORIA”. APPELLO ALL’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA LA VIA: “LA CACCIA E’ UN PROBLEMA DI PUBBLICA SICUREZZA, SUBITO MORATORIA DELLE DOPPIETTE”.

 

 

La stagione venatoria in Sicilia registra ancora una volta una tragedia, con una nuova vittima della scellerata frenesia di chi imbraccia una doppietta: lo scorso 31 dicembre è morto un cacciatore di Godrano (Palermo) colpito per errore dal nipote durante una battuta di caccia al cinghiale. In Sicilia ogni stagione venatoria è ormai un bollettino di guerra, non solo per gli animali: dall’apertura di settembre, anche stavolta la stagione di caccia registra un morto e 4 feriti, fino ad oggi. Nella stagione 2005/2006 si contarono 2 morti e 5 feriti, nella stagione 2004/2005 1 morto e 6 feriti… “E’ terribile affermarlo, ma si tratta di tragedie che potevano essere evitate visto che si presentano ad ogni stagione di caccia. - dichiara Ennio Bonfanti della LAV Sicilia - Occorre un immediato intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura, on. Giovanni La Via, che sospenda la caccia per evidenti e gravissimi rischi di pubblica e privata incolumità”.

 

La caccia al cinghiale, poi, è la forma di caccia più pericolosa in assoluto e perciò andrebbe vietata da subito. Questa caccia, infatti, prevede l’uso di carabine (fucili molto potenti dalla gittata che supera il chilometro) caricati con micidiali munizioni singole (c.d. “palla unica”) anziché i tradizionali pallini di piombo, e si svolge in ambienti boscati dove la visibilità è scarsissima. Inoltre la caccia al cinghiale - diffusissima in Toscana, Umbria ed altre aree appenniniche - in Sicilia non era mai stata praticata prima del 1997, quando inopinatamente la Regione l’ha autorizzata nonostante la totale impreparazione dei cacciatori locali. Da notare, infine, che nel giorno dell’incidente di Godrano che ha causato la morte del cacciatore il vigente calendario venatorio vieta espressamente le battute al cinghiale, che possono svolgersi solo nei giorni di lunedì o di mercoledì o di giovedì.

 

Secondo la LAV  i tanti morti e feriti che la caccia causa in Sicilia rappresentano anche la micidiale conseguenza della legge venatoria regionale n. 33 del 1997 e del decreto dell’Assessore all’agricoltura che ogni anno emana il “calendario venatorio”: norme troppo permissive che consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore può entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842 del codice civile). In Sicilia si può sparare 5 giorni a settimana da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto (addirittura un'ora dopo per il cinghiale!), quindi in condizioni di visibilità precarie. Insomma, la caccia è un problema di pubblica e privata incolumità che le norme regionali - fatte apposta per incoraggiare una caccia sfrenata, distruttiva e pericolosa - ignorano colpevolmente pur di non far mancare il consenso elettorale delle doppiette verso i politici.

 

02.01.2007

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