Animali & Criminalità - Rapporto Zoomafia 2006: il "caso Sicilia"

29/gen/2007 11.50.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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       Comunicato Stampa LAV Sicilia:                               

                  

 

                                Animali & Criminalità

                                                                                            presentazione del

            Rapporto Zoomafia 2006: il “caso Sicilia”

 

 

2006: "ANNUS HORRIBILIS" DEI CAVALLI. LA ZOOMAFIA IN SICILIA TRA COMBATTIMENTI FRA CANI,"CUPOLA DEL BESTIAME",MERCATI DI FAUNA SELVATICA E "MALANDRINAGGIO DI MARE"

 

 

Catania, 26 gennaio 2006 -Stamani presso l’ex Monastero dei Benedettini di Catania il Coordinamento regionale Sicilia della LAV - in  collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia ed il L.E.I.F.  Laboratorio di Etica e Informazione Filosofica dell'Università di Catania - ha presentato il Rapporto Zoomafia 2006: il “caso Sicilia”. L'iniziativa ha affrontato il tema dei rapporti tra criminalità e sfruttamento  degli animali nella nostra Regione. Dopo le comunicazioni pervenute dal Presidente della Camera on. Bertinotti, dal Presidente del Senato sen. Marini, dal Preseidente dell'Ars. on. Miccichè, dal Sottosegretario alla Giustizia on. Li Gotti, dal Comandante interregionale dei Carabinieri Gen. Barraco, dal Procuratore Generale alla Corte d’Appello di Catania dott. Tenebra, e dai parlamentari on. Battaglia, sen. Bianco, on. Caputo, on. Orlando, on. Raiti e on. Samperi, alla presenza di una folta rappresentanza delle Forze dell’Ordine e dei sindacati di polizia, della Direzione Investigativa Antimafia, della Magistratura e dell’on. Licandro, membro della Commissione Antimafia, il prof. Giuseppe Pezzino, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università di Catania, ha salutato gli intervenuti con un breve intervendo introducendo i lavori moderati dal giornalista Gabriele Fallica, direttore del quotidiano on-line Assud.it.

 

LA ZOOMAFIA IN SICILIA

In Sicilia la notoria e storica presenza della criminalità organizzata si riscontra con forza anche in tutti i filoni della zoomafia: i combattimenti fra cani, le corse clandestine di cavalli, l’abigeato ed traffico animali, ecc. Le corse clandestine e le infiltrazioni criminali in tutta la “filiera cavallo” (macellazione, ippica ufficiale, ecc.) si confermano campi in cui le organizzazioni malavitose siciliane sono notevolmente presenti ed esercitano un controllo capillare” dichiara Ciro Troiano, responsabile autore del Rapporto e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV. Cavalli costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore - prosegue Troiano -; il doping non è una pratica circoscritta alle sole corse clandestine, ma interessa anche corse ufficiali e, fenomeno sempre più in crescita, i palii e le corse associate a feste padronali che in Sicilia attirano anche interessi malavitosi legati al business delle scommesse”.


2006: “ANNUS HORRIBILIS” DEI CAVALLI

Le corse calndestine - ed in generale il binomio “mafia & cavalli” - sono l’attuale emergenza zoomafiosa in Sicilia, ed il 2006 è stato un “annus horribilis” per i cavalli. Nell’anno appena trascorso si sono registrate 7 operazioni di polizia contro le gare clandestine; ben 168 persone denunciate per maltrattamento, corse abusive ed altri reati connessi e oltre 110 segnalate perchè “spettatori” e scommettitori delle corse; 10 i cavalli sequestrati nei blitz durante le gare e altri 18 cavalli sequestrati solo nella città di Catania perché allevati abusivamente probabilmente proprio per le corse. I PALII - Ennio Bonfanti, della LAV regionale, sottolinea l’allarmante contesto delle corse autorizzate in occasione di feste paesane: “Con decisioni coraggiose, i Prefetti di Trapani, Agrigento e Siracusa hanno vietato tre palii fortemente compromessi dalle infiltrazioni criminali. Ma il bilancio è ancora terribile: 3 i cavalli morti nei palii di Belpasso (CT), Piazza Armerina (EN) e Floridia (SR), più un altro trovato morto abbandonato in campagna dopo 3 giorni dalle corse a Floridia; 7 cavalli dopati accertati (uno al palio di Belpasso, tragicamente morto durante la manifestazione, e ben 6 in quello di Floridia) e 10 denunce a fantini e allevatori per uso di doping (9 al Palio di Floridia e 1 a Belpasso). I palii paesani - inopinatamente autorizzati dagli amministratori locali - costituiscono una grande opportunità per rendere visibile il potere di controllo sul territorio da parte delle organizzazioni mafiose”.

 

L’APPELLO AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA ED AL GOVERNO

Auspichiamo che la Direzione Investigativa Antimafia promuova in Sicilia specifiche indagini ed inchieste contro gli interessi criminali nelle corse ippiche clandestine e, in generale, gli altri aspetti della zoomafia. Chiediamo che vengano favorite ed incrementate le azioni di contrasto in questo settore che nel 2006 ha dimostrato particolare diffusione ed offensività e che, dunque, non può essere sottovalutato”. Così Marcella Porpora coordinatrice regionale della LAV e Ciro Troiano dell’Osservatorio Zoomafia della LAV concludono la lettera-appello al Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, presentata stamani a Catania, con la quale si chiede al vertice dell’antimafia di aumentare l’attenzione investigativa in Sicilia verso un fenomeno i cui confini risultano sempre più ampi e che coinvolge ambiti fino a poco tempo fa considerati marginali.

Ma la zoomafia è una realtà che va affrontata con una strategia complessiva e nazionale: “Le numerose inchieste giudiziarie che riguardano reati legati allo sfruttamento degli animali evidenziano la presenza di gruppi particolarmente attivi, molto dinamici sotto il profilo economico, che ricorrono a modalità operative particolarmente sofisticate, dislocati su tutto il territorio nazionale e con collegamenti all’estero - dichiara Ciro Troiano, dell’Osservatorio Zoomafia - Gli animali sfruttati e uccisi dalla zoomafia sfuggono alla tutela dello Stato e alimentano, loro malgrado, una vasta economia sommersa nonché seri pericoli sotto il profilo sanitario, segno che Governo e Parlamento, ma anche le amministrazioni locali, devono impegnarsi subito e bene in riforme che possano salvaguardare la vita e il benessere di milioni di animali, come peraltro promesso agli Italiani a pagina 153 del programma dell’attuale coalizione di Governo”.

 

Rapporto Zoomafia LAV:

http://www.lavsicilia.it/images/rapporto_zoomafia_2006.pdf

 

LAV Sicilia: lav.sicilia(at)infolav.org - posta(at)lavsicilia.it - www.lavsicilia.it

Ufficio Stampa LAV Nazionale: 06.4461325 - www.lav.it

 

 

 

APPROFONDIMENTI SU:

COMBATTIMENTI FRA CANI - “CUPOLA DEL BESTIAME”

MERCATI DI FAUNA SELVATICA - “MALANDRINAGGIO DI MARE”

 

I COMBATTIMENTI FRA CANI

Nel 2006 il fenomeno sembra essere meno vistoso che in passato, ma non è affatto esaurito. Il recente ritrovamento dei due pit bull feriti a Palermo - sottolinea Troiano - ne è la prova, ed è l’ennesima conferma della pericolosità sociale dei combattimenti, che vede nella Sicilia una delle regioni in cui il fenomeno, per la sua spiccata connessione con la malavita locale, desta maggiori preoccupazioni, essendo presente in tutte le province, e in modo particolare a Palermo, Messina, Ragusa, Trapani. Tra le zone di Palermo segnalate nel corso degli anni per i combattimenti, oltre allo Zen, spiccano l’Arenella, Guadagna, Noce, Cep, e Borgo Novo”. Nel biennio 2004/2005 l’Osservatorio Zoomafia della LAV ha riscontrato anche per la Sicilia una diminuzione le segnalazioni di lotte tra cani giunte al numero LAV SOS Maltrattamenti 848.588.544. “Ciò può essere indice di una effettiva diminuzione del fenomeno, probabilmente scoraggiato dalla riforma del codice penale in materia di maltrattamenti (legge 189/04) - rileva Troiano - che dall’agosto 2004 ha introdotto tale fattispecie di reato prevedendo la reclusione fino a 3 anni e multa fino a 160.000 euro. Come conseguenza è ipotizzabile l’adozione di maggiori precauzioni da parte dei delinquenti che gestiscono le scommesse sulle lotte tra cani”.


LA “CUPOLA DEL BESTIAME”

Secondo i dati del Rapporto Zoomafia 2006, un fenomeno in preoccupante crescita anche in Sicilia è quello della “Cupola del bestiame”, che gestisce un vero e proprio mercato parallelo di carni provenienti da animali rubati o malati, macellati clandestinamente con metodi particolarmente brutali e al di fuori di ogni controllo igienico-sanitario. Il tutto con la complicità di venditori disonesti e, spesso, di soggetti sanitari pubblici demandati ai controlli. Parallelo ma contiguo al mercato clandestino di carne, il fenomeno dell’abigeato, ovvero il furto di bestiame, che interessa circa 100mila animali ogni anno in Italia. Secondo alcune stime, in tutta Italia, i “furti” di animali d’allevamento sono aumentati del 20%, la Sicilia con un aumento del 18,7% è al primo posto seguita dal Lazio con il 13,6%.


I MERCATI DI FAUNA SELVATICA

Molto fiorente per le organizzazioni criminali il traffico illecito di fauna appartenente a specie autoctone, che alimenta in maniera preoccupante il bracconaggio con un giro d’affari nazionale di circa 5 milioni di euro. Recentemente si registra una maggiore attenzione da parte degli organi inquirenti che ha portato ad attività investigative di grande spessore: nel 2006 i Carabinieri del Comando provinciale di Palermo unitamente ad esperti della LAV hanno finalizzato numerosi blitz presso il mercato di Ballarò, denunciando numerosi cardiddari e sequestrando decine di piccoli uccelli canori; anche il Corpo Forestale regionale ha eseguito alcune operazioni nel mercato di Ballarò. A Caltanissetta la locale Compagnia dei Carabinieri ha stroncato un florido racket di avifauna selvatica in collaborazione con la LAV: almeno 4 persone denunciate ed alcune di loro già condannate dal Tribunale nisseno. Ma nel resto dell’Isola il traffico di fauna non presenta cenni di crisi: tra i banchi dei popolari mercati si trovano facilmente gabbie stracolme di uccelli protetti, detenuti in condizioni pietose, trasportati in stato di esasperata cattività.


IL “MALANDRINAGGIO DI MARE”

Pure il mare è saccheggiato dalla criminalità: fiorente il traffico di datteri di mare, stelle marine, ricci diadema, posidonia, cavallucci e tartarughe marine, tursiope, tonno rosso, squalo bianco, cernia bruna, tutte specie pescate illegalmente per la vendita sottobanco ai ristoranti. Ogni anno in Italia vengono raccolte illegalmente tra le 80 e le 180 tonnellate di datteri, equivalenti a 4-9 ettari di fondali desertificati. Si calcola che per un piatto di linguine ai datteri si distrugge un quadrato di fondale di 33 centimetri di lato. Le “spadare”, reti lunghe chilometri che fanno strage di pescespada e di specie protette come delfini, tartarughe, capodogli, al bando dal 2002, sono ancora diffusamente usate nei mari siciliani nonostante gli indennizzi per la riconversione ottenuti dall’Unione Europea.

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