[Comunivato LAV Sicilia] PESCA: AUTORIZZATA DEROGA NOVELLAME. LAV: UN ALTRO ANNO DI SACCHEGGIO DELLE POPOLAZIONI ITTICHE

07/feb/2007 16.20.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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Comunicato Stampa LAV Sicilia del 7 febbraio 2007:

 

SICILIA, PESCA: AUTORIZZATA DALL’ASSESSORE BENINATI L’ENNESIMA DEROGA PER IL NOVELLAME

 

 

LAV: “Un altro anno di saccheggio delle popolazioni ittiche, oramai si va a pesca solo di deroghe, proroghe e scappatoie. Forse l’on. Beninati immagina i mari siciliani come un pozzo senza fondo da depredare fino all’ultimo pesce”

 

 

 

Ieri, con un decreto-fotocopia identico a quello degli anni precedenti, l’Assessore regionale alla “deregulation” della Pesca on. Nino Beninati, ha autorizzato anche per il 2007 la pesca al novellame di sardina (c.d. “bianchetti”). Come negli anni scorsi, anche stavolta la Regione Siciliana ha approfittato di un’autorizzazione concessa in maniera inopinata e sconsiderata dal Ministro delle Politiche Agricole on. Paolo De Castro, che ha ottenuto in sede UE  la solita deroga di tipo lobbistico invocata da alcune categorie interessate.

 

Ennio Bonfanti, della LAV Sicilia, denuncia che “di proroga in proroga, la pesca al novellame, nata come deroga sperimentale, sta diventando una norma perpetua. Una pesca antieconomica, a livello di programmazione a lungo termine, ma gradita e fortemente richiesta da chi vuole monetizzare nell’immediato l’annientamento delle popolazioni ittiche costiere, alla faccia del destino della pesca delle future generazioni”. La LAV ricorda che questa forma di pesca sconvolge gli equilibri esistenti facendo scomparire quel primo anello della catena alimentare marittima costituita dal bianchetto. Infatti il novellame - composto da sarde, alici e alaccie - da sempre ha costituito la base della catena biologica. Il numero crescente di imbarcazioni, gli strumenti sempre più sofisticati che localizzano esattamente i banchi di c.d. “minutaglia” più consistenti, le maglie delle reti al di sotto dei 5 mm. consentiti dalla legge, i bassi fondali su cui le imbarcazioni operano, consentono lo sfruttamento sistematico di questo fondamentale bene biologico marino.

 

Il decreto dell’Assessore Beninati è una “furbata” che avalla, di fatto, la pratica della pesca a strascico entro le tre miglia di costa, una pratica vietatissima dai Regolamenti CE e comunque rovinosa per l’ambiente e la conservazione della fauna ittica. La pesca in Sicilia e nel resto d’Italia - prosegue Bonfanti - necessita di un serio approccio ecologico per ridurre lo sforzo di pesca favorendo il ripristino degli stock sovrasfruttati. La politica perseguita dall’on. Beninati e dai suoi predecessori che hanno retto l’Assessorato on. Cimino e on. Lo Monte, invece, è irrazionale ed improvvida perché basa ogni decisione, anche tecnica, su giudizi prettamente politici, di ricerca di consenso, schivando accuratamente le scelte coraggiose ed impopolari. Con queste scelte gravissime e di disprezzo verso la conservazione dell’equilibrio ecologico si determinano conseguenze micidiali agli ecosistemi marini. Evidentemente l’on. Beninati immagina i mari siciliani come un pozzo senza fondo da depredare. Fino all’ultimo pesce.

 

Questa forma distruttiva di pesca avrebbero dovuto terminare il 31 maggio del 1997 ma - senza giustificate motivazioni - sia a livello nazionale sia a livello regionale si è deciso di prorogare e ampliare il regime derogatorio a tutt'oggi, nonostante la netta contrarietà anche di numerosi esperti di gestione degli stocks ittici e di parte dello stesso mondo della pesca marittima più avveduto. Si continua a sottoporre gran parte delle coste siciliane ad uno sforzo di pesca intollerabile e sovradimensionato rispetto alle normali possibilità di autorigenerazione.

 

 

 

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