Comunicato LAV. COLLARI ELETTRICI ANTIABBAIO, CASSAZIONE: E' MALTRATTAMENTO. LAV: SENTENZA IMPORTANTE, NECESSARIA LEGGE DI DIVIETO.

Con lastessa sentenza la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo -ordinato dal Gip del Tribunale di Vicenza - del cane meticcio della signoraG.S. di Carrè (Vicenza), indagata in relazione ai reati di cui all'art.544-ter del Codice penale (maltrattamento di animali, punito con la reclusionefino a un anno o con multa fino a 15.000 euro) perché maltrattava il propriocane meticcio abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaioapposto sul collo dell'animale.

23/apr/2007 16.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

 

Comunicato stampa LAV 23 aprile 2007

 


COLLARI ELETTRICI ANTIABBAIO, PER LA CORTE DICASSAZIONE E’ MALTRATTAMENTO.

LA LAV: “SENTENZA DESTINATA A FAREGIURISPRUDENZA. NECESSARIA UNA LEGGE DI DIVIETO.”

 

Con una importante sentenza (n.15061, sezione terza penale,Presidente De Maio), la Corte di Cassazione afferma che l’utilizzo dicollari elettrici antiabbaio costituisce maltrattamento di animali. Con lastessa sentenza la Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo -ordinato dal Gip del Tribunale di Vicenza - del cane meticcio della signoraG.S. di Carrè (Vicenza), indagata in relazione ai reati di cui all’art.544-ter del Codice penale (maltrattamento di animali, punito con la reclusionefino a un anno o con multa fino a 15.000 euro) perché maltrattava il propriocane meticcio abusando del collare coercitivo di tipo elettrico antiabbaioapposto sul collo dell'animale. La Suprema Corte ha rigettato i due motivi delricorso della Signora condannandola al pagamento delle spese processuali.

Nella sentenza si legge che: L'uso del collare antiabbaio, a prescindere dallaspecifica Ordinanza mínisteriale e dalla sua efficacia,(il riferimento è all’ordinanza del5 luglio 2005 con la quale il Ministero della Salute aveva previsto che l'usodel collare elettrico e di analogo strumento che provocasse effetti di doloresui cani rientrasse nella disciplina sanzionatoria prevista dall'articolo 727del Codice penale) rientra nella previsione del Codice penale che vietail maltrattamento degli animali e nel caso in esame il referto medico delveterinario richiamato nella richiesta di sequestro preventivo attestava lostato di sofferenza dell'animale. In proposito questa Corte ha precisato checostituisce incrudelimento senza necessità nei confronti di animali,suscettibile di dare luogo quanto meno al reato di cui all'articolo 727 Cp ognicomportamento produttivo nell'animale di sofferenze che non trovinogiustificazione nell'insuperabile esigenza di tutela non altrimentirealizzabile di valori giuridicamente apprezzabili, ancorchè non limitati aquelli primari cui si riferisce l'articolo 54 Cp(statodi necessità), rimanendo quindi esclusa detta giustificazione quando si tratti soltantodella convenienza ed opportunità di reprimere comportamenti eventualmentemolesti dell'animale che possano trovare adeguata correzione in trattamentieducativi etologicamente informati e quindi privi di ogni forma di violenza oaccanimento (v. per tutte Cassazione, Sezione terza, sentenza 43230/02).”


Inoltre la sentenza ha confermato la legittimità del sequestro preventivo delcane: “(…)La ricorrente è stata originariamente indagata in ordine al delitto dimaltrattamento di animali (articolo 544-ter del Codice penale) che, ai sensidell'articolo 544 sexies del Codice penale, prevede la confisca obbligatoriadell'animale in caso di condanna. Peraltro, anche se il Tribunale per ilriesame, nella parte motiva, ha richiamato soltanto l'articolo 727 del Codicepenale, ipotesi contravvenzionale, ha comunque ritenuto che il collare inquestione, di tipo elettrico, è un congegno che causa al cane un'inutile esadica sofferenza, rendendolo aggressivo nei confronti di chiunque ed haconfermato il provvedimento del Gip. Pertanto, pur dovendo demandarsi alsuccessivo giudizio di merito la definitiva qualificazione giuridica del fatto,deve comunque ritenersi legittimo il sequestro preventivo avente loscopo di evitare il protrarsi di una situazione di inutile sofferenzadell'animale costituente reato.”

“Premessoche ogni comportamento produttivodi sofferenze nell'animale, arigor di logica e di diritto, dovrebbe essere punito ai sensi del reato dimaltrattamento di animali che, dopo le modifiche della legge 189/04, èprevisto, dall’art. 544-ter del Codice penale, sull’utilizzo dicollari elettrici per cani vi sono alcuni procedimenti penali in corso, neiquali la LAV è parte lesa - dichiara CiroTroiano, responsabile nazionale LAV settore SOS maltrattamenti - Direcente è stata anche emessa una importante ordinanza di sequestro, su tutto ilterritorio nazionale, del collare elettronico utilizzato da addestratori ecacciatori per abituare i cani ad obbedire agli ordini, emessa dal pubblicoministero Giuditta Silvestrini e controfirmata dal Gip Dario De Luca, presso laProcura della Repubblica di Mantova. La LAV sollecita l’emanazione di unadisciplina normativa organica e non provvisoria che vieti l’uso, ladetenzione, la vendita o l’uso di collari elettrici o similari, bastonicon punte elettriche e altri congegni atti a determinare scosse o impulsielettrici sui cani.”

 

Per un fatto analogo, per il quale la LAV auspica una condannaesemplare anche alla luce degli importanti pronunciamenti sopra citati, proprioquesta settimana si svolgerà a Bologna il processo a carico di E.M., 44enneoriginario di Bari ma residente a Bologna, rinviato a giudizio per aver usatocollari elettrici nell’addestramento di cani (art. 544-ter del Codicepenale): la vicenda ha avuto origine da alcune immagini realizzate contelecamera nascosta e trasmesse l’11 aprile 2005 da “Striscia lanotizia” (Canale 5). Le immagini mostrano chiaramente la sofferenza deicani che, ad ogni scossa ricevuta, guaivano intensamente.

La diffusione di questicollari è, purtroppo, capillare in Italia: sono utilizzati non solo perl’addestramento e per la caccia, ma anche come discutibile sistemaantiabbaio nonostante recenti sentenze riconoscano l’abbaiare come undiritto esistenziale del cane e i collari antiabbaio uno strumento lesivo dei dirittidell’animale.
I cittadini possono segnalare l’utilizzo di collari elettrici per animalial numero LAV “SOS Maltrattamenti” 848.588.544
(attivo il lunedì, mercoledì evenerdì dalle ore 10 alle ore 17), istituitodalla LAV per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenirecontro i soprusi a danno degli altri animali, diffondere la conoscenza dellalegge sulla protezione degli animali (L.189/04), aiutare coloro che intendonopresentare una denuncia o un esposto alle Autorità per fatti riguardanti ilmaltrattamento di animali e selezionare i casi più delicati per la costituzionedi parte lesa e di parte civile della LAV.

 

 

23 aprile2007

UfficioStampa LAV - tel. 06.4461325 - 339.1742586  www.lav.it

 

 

 

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl