Comunicato stampa LAV - IFAW, Avorio: 72% degli italiani vuole moratoria di 20 anni. Appello LAV a Pecoraro Scanio: durante la Conferenza Cites, voti a fovore della moratoria.

In vista dell'importanteappuntamento internazionale della CITES, la Conferenza Intergovernativa dellaConvezione di Washington sulla salvaguardia delle specie in via d'estinzioneche si terrà all'Aja dal 3 al 15 giugno prossimi, un sondaggio eseguitoda Ipsos Mori, e commissionato dall'International Fund for Animal Welfare(Fondo Internazionale per la tutela degli Animali: www.ifaw.org), rivela che il 72% degli italiani intervistati sono a favoredell'introduzione di una moratoria internazionale di 20 anni sulla commercializzazionedell'avorio.

24/mag/2007 05.49.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa  LAV –IFAW del 24.05.2007

 

AVORIO, SONDAGGIO RIVELA: 72% DI ITALIANI INTERVISTATI FAVOREVOLEA UNA MORATORIA DI 20 ANNI SULLA COMMERCIALIZZAZIONE DELL’AVORIO.

APPELLO LAV AL MINISTRO PECORARO SCANIO AFFINCHE’L’ITALIA VOTI IN FAVORE DELLA MORATORIA.

 

In vista dell’importanteappuntamento internazionale della CITES, la Conferenza  Intergovernativa dellaConvezione di Washington sulla salvaguardia delle specie in via d’estinzioneche si terrà all’Aja dal 3 al 15 giugno prossimi, un sondaggio eseguitoda Ipsos Mori, e commissionato dall’International Fund for Animal Welfare(Fondo Internazionale per la tutela degli Animali: www.ifaw.org), rivela che il 72% degli italiani intervistati sono a favoredell’introduzione di una moratoria internazionale di 20 anni sulla commercializzazionedell’avorio.   

 

Sul tavolo dei negoziatidella Conferenza intergovernativa di giugno, infatti, una proposta del Kenya eMali, (sostenuta da Ghana e Togo e molti altri Stati dell’Africa centraleed orientale) mira ad adottare una moratoria internazionale di 20 anni sul commerciodi avorio: da un punto di vista scientifico questo è il tempo necessario pergarantire almeno la riproduzione di una nuova generazione di elefanti. Questaproposta, se adottata, assicurerà una protezione effettiva degli elefanti,indissolubilmente legata alla chiusura definitiva del mercato globaledell’avorio.

 

Rivolgiamo un appello al Ministro Pecoraro Scanio,affinché l’Italia, Paese il cui voto ha sempre avuto un peso rilevantenelle conferenze CITES, supporti il prolungamento della moratoria al commerciodi avorio per altri 20 anni al fine di garantire una rinnovata volontà diprotezione degli elefanti minacciati da bracconaggiodichiara Nadia Masutti responsabile nazionale LAVsettore Esoticiil sondaggio conferma inequivocabilmente la posizionedei cittadini italiani in favore della moratoria e ci aspettiamo chel’Italia possa contribuire alla salvezza di migliaia di elefanti con unvoto in favore della moratoria”.

 

Il rischio dafronteggiare, nel corso della Conferenza, è che i risultati ottenuti in quasidue decenni di protezione degli elefanti, vengano vanificati se saranno accoltele richieste – avanzate da Sud Africa, Botswana e Namibia – di ottenerel’autorizzazione a mettere in commercio 60 tonnellate di avorioattualmente depositate in magazzini. Tale autorizzazione, se ottenuta,alimenterebbe di nuovo il commercio illegale dell’avorio e quindi ilmassacro di elefanti.

 

Si stima che circa 20.000elefanti vengano sterminati ogni anno per alimentare il commercio illegaledell’avorio. La maggior parte di questo commercio ha le sue origini inAfrica, mentre lo sbocco principale è sul continente asiatico dove esiste uncospicuo mercato illecito. Nel periodo tra agosto2005 e agosto 2006, più di 23tonnellate di avorioproveniente dal bracconaggio sono state sequestrate da ufficiali doganali ealtri enti amministrativi in tutto il mondo, la maggior parte in porti asiatici.Questi sequestri rappresentano solo il 10-15%  dell’effettivo ammontaredel  commercio illegale.

 

elefanti; la CITES non riescea mantenere gli impegni associati al suo mandato per assicurare che ilcommercio in prodotti derivanti da elefanti non minacci la sopravvivenza diquesta specie a rischio.

 

L’Italia è, purtroppo, fra i Paesi destinataridel fiorente mercato del commercio clandestino di avorio, e lo dimostrano ivari sequestri anche recentemente verificatisi, in particolare negli aeroportidi Bari-Palese e Brindisi-Casale. – prosegue Nadia MasuttiE non si tratta solo di prodotti lavorati ma anche di un vero e proprio mercatoillecito di zanne destinate ad artigiani e antiquari: basti citarel’operazione del Cites-NOC del novembre scorso a Napoli che ha portato alsequestro di quattro zanne, del peso complessivo di circa 100 kg  di avoriogrezzo”.

 

Oggi gli elefanti sono di fronte ad una nuovaminaccia dovuta ai fiorenti mercati illegali  incoraggiati dalle proposte dialcuni paesi Asiatici, tra cui il Giappone, di riaprire il commerciodell’avorio”, concludeIFAW.

 

24 maggio 2007

Ufficio Stampa LAV 06.4461325- 339.1742586                                          www.lav.it

IFAW Gaia Angelinicellulare 0032-475-867832                                           www.ifaw.org

 

Note peri redattori:

 

  • CITES (Convenzione sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione): è un trattato intergovernativo delle Nazioni Unite. Il Trattato entra in vigore nel 1975 e oggi conta l’adesione di 169 Stati.
  • Le conferenze della CITES si tengono ogni due anni e mezzo circa. Nella riunione del 2002, Sud Africa, Botswana e Namibia hanno ottenuto il permesso di vendere 60 tonnellate d’avorio accatastato, a patto che certe condizioni  fossero rispettate. Il Giappone ha ricevuto l’approvazione in qualità di acquirente potenziale dal Comitato Permanente della CITES l’ottobre scorso, e le condizioni saranno riconsiderate al prossimo Comitato Permanente il 2 giugno 2007. 
  • Diciannove Stati africani hanno aderito alla Dichiarazione Accra nell’agosto 2006, che sollecitava un bando totale sull’avorio (discussa durante un meeting dei Paesi africani). Questi Stati comprendono: Kenya, Benin, Liberia, Mali, Burkina Faso, Malawi, Camerun, Repubblica Centrafricana, Niger, Ciad, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Senegal, Repubblica Democratica del Congo, Sudan Meridionale, Etiopia, Togo, Ghana e Uganda.
  • Secondo il Rapporto “African elephant status report by African Elephant Specialist Group IUCN - Blanc et al.”, attualmente in Africa sarebbero presenti tra 402.067 e 660.221 elefanti: questa cifra corrisponde a circa il 10-20% della popolazione esistente nel 1940.
  • Per ulteriori informazioni e per consultare l’impostazione completa delle domande poste ai soggetti del sondaggio, visitare www.ipsos-mori.com

 

 

Maria Falvo

Resp.le Ufficio Stampa LAV

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