Comunicato LAV. La LAV presenta il "Rapporto Zoomafia 2007" (EMBARGO TASSATIVO FINO ALLE ORE 12 DI OGGI)

30/mag/2007 02.43.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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EMBARGO TASSATIVO FINO ALLE ORE 12 DI OGGI MERCOLEDI’ 30 MAGGIO

 

 

Comunicato stampa LAV 30 maggio 2007

 

LA LAV PRESENTA IL “RAPPORTOZOOMAFIA 2007: CRIMINI & GLI ALTRI ANIMALI”, CON LAPARTECIPAZIONE DELL’ON. FRANCESCO FORGIONE (PRESIDENTE COMMISSIONEPARLAMENTARE ANTIMAFIA): UN BUSINESS DA 3 MLD DI EURO L’ANNO. ALLARME PERCORSE CLANDESTINE DI CAVALLI, “CUPOLA DEL BESTIAME” E BRACCONAGGIO.FIORENTI IL TRAFFICO DI FAUNA ESOTICA E LA PESCA ILLEGALE.

 

Ungiro d’affari stimato dalla LAV in circa3 miliardi di euro: questa la cifra che emerge dal “Rapporto zoomafia2007”, che analizza lo sfruttamento illegale di animali adopera della criminalità organizzata nel 2006, presentato oggi dall’autoreCiro Troiano (responsabile dell’Osservatorio nazionale Zoomafia dellaLAV) presso la Camera dei Deputati, con la partecipazione del’On. Francesco Forgione (Presidente della Commissioneparlamentare antimafia) e di esponenti del mondo politico, giudiziario e delle forze dell’ordine.Per l’occasione, ilPresidente del Senato Franco Marini ha espresso il suo “apprezzamento per l’attività svoltadalla LAV nell’approfondire la conoscenza dei traffici illegali di cuigli animali sono vittime, contribuendo in tal modo a bloccare la diffusione nelnostro territorio di nuovi sistemi di guadagno delle organizzazionicriminali”.

 

Corse clandestine di cavallie infiltrazioni criminali nel settoredell’ippica si confermano i campi in cui la criminalitàorganizzata sembra concentrare sempre più il suo interesse: un“settore”, quello delle corse, che da solo produce un businessstimato in circa 1 miliardo di euro.Nel 2006 sono state bloccate dalle forze di polizia 7 corse illegali, sequestrati 143 cavalli, denunciate 273 persone e 53arrestate. Inchieste che hanno portato anche al sequestro di unippodromo, 3 maneggi e oltre 10mila confezioni di farmaci e sostanze vietateusate per dopare gli animali coinvolti, drogati e costretti a correre suimprovvisati e pericolosi circuiti stradali urbani, spesso all’imbrunireo di notte. E il doping, oltre che nelle gare clandestine, e in molte gareufficiali, si è dimostrato essere frequentemente utilizzato anche nelle corsesu circuiti cittadini, come i palii e le corse associate a feste padronali, adopera delle stesse organizzazioni malavitose che gestiscono le gareclandestine.

 

Grandepreoccupazione desta il fenomeno della cosiddetta “Cupola del bestiame” e dei reati ad essaconnessi, che vanno dalle truffe ai danni dell’Erario, dell’UE edello Stato, al traffico illegale di medicinali, dal furto di animali daallevamento, alla falsificazione di documenti sanitari, fino ai gravissimireati di procurata epidemia e diffusione dimalattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni ederivati, provenienti da animali malati. Un business con un fatturato annuo di almeno 400 milioni di euro,che in alcune regioni gestisce un vero e proprio mercato parallelo di carni,con la complicità di venditori disonesti e veterinari pubblici collusi grazieai quali la macellazione illegale può avvenire addirittura nei macelli pubblicio convenzionati. Parallelo ma contiguo al mercato clandestino di carne, ilfenomeno dell’abigeato, ilfurto di bestiame, che interessa circa 100milaanimali ogni anno. Altro settore di interesse della“Cupola” è quello delle sofisticazionialimentari. Alcuni casi emblematici: in uno stabilimento ditrasformazione alimentare della provincia di Cuneo, ad esempio, sono statesequestrate oltre 70 tonnellate, tra cotennee gelatine alimentari di origine suina, non idonee al consumo umano;mentre nel corso di un’altra inchiesta, i Carabinieri del NAS hannostroncato un traffico di micidiali cocktail di medicinali, anche guasti, vendutiin nero e somministrati senza nessun controllo o cautela ai bovini poi mandatialla macellazione. Solo per le farmacie coinvolte il giro d’affari innero era di 65 mila euro al mese. Sono stati sequestrati 20 mila confezioni difarmaci veterinari e un ingente quantitativo di sostanze anabolizzanti, per unvalore totale di 800 mila euro.

 

Assume sempre più i connotatidell’attività criminale organizzata il fenomeno del bracconaggio, che coinvolge non solo i bracconieri ma anche trafficanti di armi modificate, coloro che affittano postazioni di caccia e coloro checommerciano gli animali, siaanimali vivi (nei mercati abusivi di fauna selvatica, come quello di Ballarò aPalermo e di Via Brecce a Sant’Erasmo di Napoli, dove ogni settimana sonovenduti centinaia di uccelli per un introito per mercato di circa 250.000 eurol’anno) che morti (la vendita di animaliimbalsamati e il traffico di fauna per l’alimentazione umana, muovono un giro d’affari di circa 5 milionidi euro).

 

Moltofiorente il trafficoillecito di fauna esotica protetta, cheinteressa circa un terzo di quello legale, con un business quantificabile in circa 500 milioni di euro l’anno:avorio, pappagalli, tartarughe, ma anche caviale e farmaci cinesi contentisostanze derivanti da animali protetti. In tre distinte operazioni il CorpoForestale dello Stato ha sequestrato più di 23.000 confezioni di cerotti cinesipreparati con parti di leopardo e cervo, per un valore commerciale di circa50.000 euro,  277 borse e portafogli di pelle di pitone e varano, per unvalore commerciale di circa 10.000 euro, oltre centopelli intere di coccodrillo, alligatore, tegu argentino e varano, nonché circatrecento chili di pezzi di pelli delle stesse specie, per un valore complessivodi circa 50.000 euro.

 

Cresceil traffico di cani importati dai Paesidell’Est: circa 30 milacuccioli importati illegalmente ogni anno in Italia. Stabile masempre allarmante il business legato alla gestione di canili“lager” (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sottol’aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi che garantisce aglisfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno, grazie aconvenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili.

 

Ilfenomeno della cinomachia èanimato da nuovi e pericolosi intereressi comel’esportazione dei cani verso i Paesidell’Est dove le leggi su tale materia sono meno severe. 8 le persone denunciate in Italia nel 2006, tracui un pregiudicato per reati specifici e 3 minorenni, per organizzazione di combattimenti tra animali o allevamento-addestramento di animali ai combattimenti,e 3 interventi delle forze di Poliziache hanno portato al sequestro di 7 pit bull.Rispetto ad alcuni anni fa il fenomeno della cinomachia sembraridimensionato, come confermerebbe anche la diminuzione delle segnalazioni dilotte tra cani giunte al numero LAV SOSCombattimenti 848.588.544: pocomeno di 30 (e di scarso rilievo) quelle ricevute nel 2006. Ciò èdovuto in parte alla riforma del Codice penale in materia di maltrattamenti(Legge 189/04) che prevede per tali reati la reclusione fino a 3 anni e multafino a 160.000 euro, “costringendo” coloro che gestiscono lescommesse sulle lotte tra cani a una maggiore precauzione.

 

Ilmare, saccheggiato dalle organizzazioni criminali, muove un giro di affariannuo di circa 300 milioni di euroattraverso il traffico di datteri di mare, o di ricci, destinato al mercatoclandestino di ristoratori compiacenti, all’uso delle“spadare” (reti lunghe anche 20 chilometri, al bando dal 2002, chefanno strage di pescespada e di specie protette come delfini, tartarughe,capodogli, usate ancora a centinaia): nel 2006 sono state sequestrate più di 800 chilometri di retispadare (parialla distanza tra Milano e Napoli). Senza sosta la“guerra” che si combatte nella laguna veneta tra “caparozzolanti” (pescatori divongole) e forze dell’ordine, che ha portato all’arresto di circa 50 persone in un anno, coinvolte in un girod’affari che frutta a una sola barca circa 500 euro a notte, e presuppone un’organizzazione capacedi gestire la commercializzazione del pescato. Introiti notevoli: basti pensare che in un anno, una solasocietà di pescatori è stata capace di immettere sul mercato un milione e 500 mila chili di vongole avvelenate,per un valore commerciale di 10 milioni dieuro.

 

"I traffici criminali contro gli animali sono una verae propria ‘industria’ dello sfruttamento e della violenza,realizzata con modalità spesso sofisticate ed elaborate – sostiene Ciro Troiano, responsabiledell’Osservatorio Zoomafia della LAV – Uno degli aspettipiù preoccupanti è rappresentato dal fatto che i delitti contro gli animalisono sempre più spesso reati associativi, ovvero perpetrati da gruppi diindividui legati da vincolo associativo finalizzato alla commissione di criminiconnessi allo sfruttamento economico e materiale di animali o di parte di essi.Non ci riferiamo - continua Troiano -esclusivamente ai reati zoomafiosi classici come i combattimenti tra animali ole corse clandestine, ma anche a forme di maltrattamento meno rozze e menosospette come il commercio e l’importazione di animali, il racketdell’accattonaggio con animali, la gestione di canili, la vendita dianimali imbalsamati, gli allevamenti abusivi. Anzi, alcune tipologie dimaltrattamento sono intrinsecamente consociative e trovano la loro consumazionesolo sotto forma di evento programmato e organizzato. Sotto questo aspetto, ilsodalizio diventa il presupposto necessario per concretare il maltrattamento.Per questo sono necessari l’attenzione, il contrasto el’intensificazione delle attività investigative di tutti gli organi dipolizia”.

 

EMBARGO TASSATIVO FINO ALLE ORE 12 DI OGGI MERCOLEDI’ 30 MAGGIO

 

Disponibile a richiesta il “Rapporto Zoomafia 2007”della LAV

 

30maggio 2007

Ufficiostampa LAV 064461325 - 3391742586 www.lav.it

 

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