Comunicato LAV. SOSTANZE CHIMICHE: DA OGGI IN VIGORE REGOLAMENTO UE "REACH". LAV: SVILUPPARE TEST SENZA ANIMALI, SACRIFICATI FINO A 12 ML DI ANIMALI.

01/giu/2007 09.30.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 1 giugno 2007

 

SOSTANZE CHIMICHE: REGOLAMENTO UE REACH IN VIGORE DA OGGI.

LA LAV A MINISTERO DELLA SALUTE E ISTITUZIONI SCIENTIFICHE:INDISPENSABILE MAGGIORE SVILUPPO E DIFFUSIONE DI METODI SENZA USO DI ANIMALI,ETICI E SICURI. SACRIFICATI FINO A 12 ML DI ANIMALI.

 

Entra oggi in vigore il Regolamentoeuropeo Reach, la normativache racchiude in un corpus unico 40 direttive riguardanti il settore chimicoeuropeo e che disciplinerà la registrazionedi sostanze chimiche (vernici, pesticidi, colle, plastica, benzene,disinfettanti, ecc.) prima della loro immissione sul mercato.

L’obiettivo del Reachè anche quello di stabilire il rischio e la pericolosità delle sostanzechimiche sull’ambiente e sull’uomo, a partire da 30.000 sostanze chimiche già esistenti sul mercato, per le quali siritiene non siano diffuse sufficienti notizie riguardanti la loro tossicità.

 

La discussione del Regolamento ha mobilitato associazioniambientaliste e animaliste di tutta Europa, inclusa la LAV, dal momento chesolo per testare le 30.000 sostanze già esistenti si presagiva l’utilizzodi circa 50 milioni di animali. Nei mesi scorsi la LAV aveva raccolto molte migliaia di firmeaffinché il Regolamento potesse prevedere:

- la completa sostituzionedell’uso di animali conavanzati test sostitutivi, etici e sicuri, incentivandone la ricercae lo sviluppo;

- rendere obbligatoria la condivisione,tra le industrie, di dati riguardanti la tossicità;

- tenere fuori dal Reach gli ingredienti cosmetici,salvando così la già esistente Direttiva UE sui cosmetici (2003/15) che prevedeil bando totale di test su animali a fini cosmetici entro il 2013.

 

“Il provvedimento Reach approvato avrebbepotuto essere un significativo passo verso la sostituzione dell’uso dianimali nei test di tossicità – dichiaraRoberta Bartocci, Responsabile Nazionale LAV Settore Vivisezione-  ma i principi enunciati in favore del ricorso ai metodi alternativi nonhanno trovato poi conferma nelle procedure di test che saranno utilizzati aifini della verifica delle sostanze. Chiediamo al Ministero della Salute e alleistituzioni scientifiche chiamate a dare piena attuazione della normativa Reachin Italia, che vi sia un forte e inequivocabile impegno a sostituire i testanimali in favore dei metodi alternativi e che i dossier relativi ai test sianovalutati ricorrendo anche a specifiche professionalità nel campo dei metodialternativi.” 

 

Allo stato attuale non è possibile stimare con precisione ilnumero di animali che saranno utilizzati a scopo sperimentale per testare lesostanze chimiche, sicuramente non la cifra inquietante prevista, ma comunquesi pensa a un totale tra i 5 ed i 12 milioni secondouna stima della Coalizione Europea Contro gli Esperimenti su Animali. La sperimentazione animale è estremamente crudele e nonpermette di ottenere risultatiapplicabili all’uomo, con potenziali gravissimi rischi per lasalute collettiva, perché ogni specie animale risponde in modo diverso allesostanze con cui entra in contatto, così quello che risulta innocuo per unratto, un coniglio, un cane o per una scimmia può essere nocivo per l’uomo.Molte sostanze sperimentate sugli animali, ritenute sicure e immesse sulmercato, si sono rivelate pericolose per l’uomo. Di seguito si riportanoalcuni esempi:

  • Amianto : il ratto si è dimostrato 300 volte meno sensibile dell’uomo all’insorgenza del cancro per inalazione delle fibre d’amianto, ma nonostante questo rimane la specie più utilizzata nei test di inalazione.
  • Benzene: impiegato nei combustibili, nelle plastiche e nelle vernici è innocuo per il ratto mentre è altamente tossico per l’uomo.
  • Metanolo: rende cieche le persone ma non gli animali su cui è stato sperimentato.

Leindustrie saranno obbligate acondividere i dati sulla tossicità in loro possessoe questo eviterà l’uso di migliaia di animali. Se due o più industriedovranno testare la stessa sostanza, dovranno rendere pubblici i dati in loropossesso e, qualora non sufficienti, dovranno consorziarsi per eseguire i test,evitando che essi vengano ripetuti. Purtroppo, però, le sanzioni previsteper chi non rispetterà l’obbligo di condivisione dei dati nonrappresentano un deterrente sufficiente.

 

Sebbene il Reachpreveda che non ci sarà alcuna invasione di campo della Direttiva UE sui cosmetici (2003/15), va sottolineato peròche questa Direttiva copre solo quei test volti a garantire la sicurezza aiconsumatori, e non, ad esempio, la tossicitàambientale, così è possibile in teoria che un ingrediente cosmeticopossa essere testato a questo scopo secondo il Reach.

 

Il Reach saràgestito dalla nuova Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche ad Helsinki,supportata da Agenzie nazionali - quella italiana è presso l’IstitutoSuperiore di Sanità ed è stata nominata CSC, Centro delle Sostanze Chimiche - eavrà il compito di controllare le domande di registrazione delle sostanzeinviate dalle industrie chimiche.

 

1 giugno 2006

Ufficio stampa LAV 06.4461325 -339.1742586 www.lav.it

 

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