Comunicato LAV. CANI ADDESTRATI CON SCARICHE ELETTRICHE, SEQUESTRATO CANILE (MASSA CARARRA). LAV: CHIUDERE LA STRUTTURA E IMPEDIRE ACCESSO A ULTERIORI ANIMALI.

Comunicato stampa LAV 21.6.2007 CANIADDESTRATI CON SCARICHE ELETTRICHE, SEQUESTRATO CANILE (MASSA CARRARA).

21/giu/2007 18.30.00 LAV - Ufficio Stampa nazionale Contatta l'autore

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Comunicato stampa LAV 21.6.2007

 

CANIADDESTRATI CON SCARICHE ELETTRICHE, SEQUESTRATO CANILE (MASSA CARRARA).

APPELLOLAV A PREFETTO E SINDACO: CHIUDERE LA STRUTTURA E IMPEDIRE ACCESSO A ULTERIORIANIMALI

 

In seguito alnuovo sequestro del canile di Calamazza di Aulla (Massa Carrara), utilizzatoper l'allevamento e l'addestramento di cani, operato dai Carabinieri diPontremoli che hanno rinvenuto due collari elettrici e denunciato il titolareper maltrattamenti agli animali, minacce e resistenza a pubblico ufficiale edetenzione abusiva di munizionamento, la LAV chiede al Prefetto e al Sindaco diordinare la chiusura della struttura e di impedire l’accesso a ulteriorianimali, quale misura preventiva in attesa che siano accertate le ipotesi direato.

 

Negli ultimianni, più volte sono state trovate irregolarità sia nella struttura sianell’attività svolta in essa, che hanno portato a procedimenti penali acarico del titolare. Nel 2001, a seguito di un intervento della LAV, dopoun'iniziale condanna emessa per le ipotesi di reato di maltrattamento dianimali (art. 727 c.p.) e detenzione di una trappola per la cattura di animaliselvatici (art. 21 comma 1 lettera V e Z H della L 157/92), successivamente ilgestore è stato assolto dal Tribunale di Massa rispetto al reato dimaltrattamento animale ed è stato condannato a un'ammenda per la detenzionedella gabbia-trappola. Contro la stessa persona nel 2004 l'associazione S.O.S.randagi di Sarzana sporse denuncia per maltrattamento di animali - perché"il titolare e gestore del canile sottoponeva a maltrattamento i cani ivicustoditi con modalità di allevamento particolarmente dolorose" -, accusadalla quale è stato assolto.

 

La LAV ricorda che una recente sentenza della Corte di Cassazione(Sezione terza penale, n.15061/2007) statuisce che L’usodel collare antiabbaio, a prescindere dalla specifica ordinanza ministeriale edalla sua efficacia, rientra nella previsione del codice penale che vieta ilmaltrattamento degli animali (…). In proposito questa Corte ha precisatoche costituisce incrudelimentosenza necessità nei confronti di animali, suscettibile di dare luogo quantomeno al reato di cui all’articolo 727 Cp ogni comportamento produttivonell’animale di sofferenze che non trovino giustificazionenell’insuperabile esigenza di tutela non altrimenti realizzabile divalori giuridicamente apprezzabili, ancorché  non limitati a quelliprimari cui si riferisce l’articolo 54 Cp, rimanendo quindi esclusa dettagiustificazione quando si tratti soltanto della convenienza ed opportunità direprimere comportamenti eventualmente molesti dell’animale che possanotrovare adeguata correzione in trattamenti educativi etologicamente informati equindi privi di ogni forma di violenza o accanimento (v. per tutte Cassazione,Sezione terza, sentenza 43230/02).

21.6.2007

Ufficio Stampa LAV06.4461325 - 339.1742586 www.lav.it

 

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