[Comunicato Stampa LAV] SAN CATALDO (CL). RANDAGISMO, LA LAV AL SINDACO: IL COMUNE NON PERDA I FINANZIAMENTI REGIONALI

23/feb/2008 12.20.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

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SAN CATALDO (CL). RANDAGISMO, LA LAV AL SINDACO:

“IL COMUNE NON PERDA I FINANZIAMENTI REGIONALI

PER LE STERILIZZAZIONI”

 

Documento della LAV alla Giunta ed ai Consiglieri comunali: “subito

nuove  politiche di lotta al randagismo che tutelano gli animali

ed abbattono i costi per l’Amministrazione”

 

 

 

La LAV Onlus - Associazione animalista ed ambientalista riconosciuta Ente Morale dai Ministeri della Salute e dell’Ambiente, iscritta all'Albo regionale a cura dell'Ispettorato Veterinario - ha consegnato un lungo ed articolato documento tecnico-giuridico al Sindaco di San Cataldo (Caltanissetta), Giuseppe Di Forti, agli Assessori comunali all’Ambiente ed ai Servizi Sociali, Adriano Nicosia e Salvatore Fulco, al Presidente del Consiglio Comunale, Gaetano Vullo ed a tutti i Consiglieri comunali, relativo alle politiche ed interventi per il controllo e la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali vaganti.

 

La LAV chiede l’immediata attivazione del Comune per sfruttare i bandi regionali - di prossima scadenza - in materia di contributi per le sterilizzazioni dei randagi. Nel documento l’Associazione ricorda che “L’Assessorato regionale alla Sanità, al fine di contenere il problema del randagismo, ha emanato con Decreto dell’Assessore n. 2825 del 13 dicembre 2007 delle Linee guida nelle quali sono state individuate le attività che devono essere svolte prioritariamente da tutti gli operatori che sono parte attiva nella gestione del randagismo (Comuni, Aziende USL, Enti pubblici, Associazioni per la protezione degli animali) e le competenze che ciascun Ente è tenuto ad osservare in applicazione della normativa statale e regionale in materia (Legge 281/1991, Legge regionale 15/2000 e Decreto Presidenziale 7/2007).


In particolare, la LAV sollecita il Sindaco di San Cataldo a richiedere quei “contributi che verranno erogati dall’Assessore per la Sanità, in misura non superiore al 50% della spesa complessiva, sulla base di progetti conformi ai bandi allegati al citato Decreto, per la realizzazione delle diverse attività fra le quali:

  1. Risanamento di rifugi esistenti e costruzione di rifugi sanitari;
  2. Progetti di sterilizzazione: i destinatari sono i Comuni singoli o associati per l’attuazione di piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi, da sviluppare di concerto con i Servizi Veterinari delle Aziende USL o avvalendosi di medici veterinari liberi professionisti”.

 

La pubblicazione di tali linee guida e dei relativi bandi - sostiene la LAV - costituisce l’occasione per avviare una riflessione sulle politiche di lotta al randagismo nel territorio comunale di San Cataldo ed avanzare proposte e suggerire azioni d’intervento concreto e fattivo, in collaborazione con l’Amministrazione comunale recentemente rinnovata. Negli anni trascorsi abbiamo tentato più volte - ma sempre con esito negativo - di intraprendere un rapporto di collaborazione con la precedente Giunta; anche da parte degli uffici non vi è stato alcuno spirito collaborativo, tant’è che i rapporti (sostanzialmente unilaterali!) sono stati di prevalente tenore formale se non giudiziale (diffide, esposti, ecc.)”.

  

E questo a fronte di una situazione grave - dichiara Alessio Riggi, esponente dell’Associazione -: aumento esponenziale delle spese annualmente sostenute dal Comune per una convenzione con un canile privato (che assicura lauti guadagni all’imprenditore interessato ma che ha effetti nulli sulla presenza di randagi sul territorio); nessun intervento di controllo demografico delle popolazioni vaganti; crescente zoofobia in alcune fasce della cittadinanza; totale abbandono del volontariato animalista organizzato (volontari della LAV in tutti questi anni si sono prodigati a loro spese per curare gli animali trovati in difficoltà, abbandonati, feriti, ecc.); palese inadempimento dei compiti spettanti al Sindaco” ecc.

 

Adesso la LAV si attende una totale e rapida inversione di rotta: “Auspichiamo che la nuova Giunta voglia e sappia condividere politiche e programmi di ampio respiro con lo scrivente Ente, unica Associazione animalista riconosciuta presente in provincia. L’interesse della P.A. all’efficienza ed all’economicità è perfettamente conciliabile con quello alla tutela e benessere degli animali di cui è portatrice la LAV; l’accostamento di questi interessi, però, può avvenire solo mediante processi partecipativi ed inclusivi tra l’Ente pubblico e l’Associazionismo animalista”.

 

E da subito la LAV avanza alla Giunta Di Forti una serie di proposte pratiche finanziabili con i bandi regionali: “il randagismo va affrontato con una rosa di interventi - si legge nel documento tecnico - certamente canili e rifugi, ma per garantire una accoglienza degna e limitata nel tempo ai randagi in difficoltà e non una detenzione a vita; la sterilizzazione degli animali, soprattutto quella dei vaganti; la sistemazione dei randagi presso le famiglie resta un impegno prioritario, assieme alla educazione per un corretto rapporto tra uomo ed altro animale; l'istituzione della "figura" del cane di quartiere”.  Il cane di quartiere é previsto espressamente dalla legge siciliana 15/2000: dopo una permanenza al canile sanitario, necessaria per le operazioni di eventuali cure sanitarie, identificazione, tatuaggio, trattamenti profilattici, sterilizzazione, il randagio può essere reimmesso nel quartiere di provenienza affidato alle cure di un tutore (in effetti lo/gli stesso/i che già ne avevano cura prima) ovvero in collaborazione con un’Associazione animalista. Va rilevato che il cane di quartiere costa alla collettività decisamente meno che non la detenzione "a vita" degli stessi cani nei canili”.

 

Per debellare la piaga del randagismo la sterilizzazione si configura l'unica soluzione possibile. Qualcuno - prosegue Alessio Riggi - sostiene che sia un intervento "contro natura", ma anche allontanare i piccoli dalla madre, sopprimerli o destinarli ad una vita di sofferenze e di stenti lo è. In realtà, sterilizzare gli animali è una scelta consapevole e civile, e non arreca loro nessun danno né sotto il profilo psicologico-caratteriale nè fisico. Non è pensabile - infatti - risolvere questo endemico problema costruendo (quando? dove? con quali finanziamenti?) dei canili che costituiscono solo l’estrema ratio, diversamente da quella che è l’opinione comune”.

 

La LAV ritiene che il modello di (non) gestione del randagismo applicato da anni dall’Amministrazione comunale (che consiste solo nella convenzione con ditta privata per il mantenimento di un limitato numero di cani) è oltremodo dispendioso per le già esigue casse pubbliche e privo di efficacia se rimane l’unico intervento. Con le stesse somme, viceversa, possono essere realizzati (come si fa nel resto della Sicilia e dell’Italia con risultati ottimi!) programmi di sterilizzazione che comportano, anche nell’immediato, un vistoso decremento numerico degli animali vaganti ed un minore livello di preoccupazione e di intolleranza nei cittadini che vivono ansiosamente il fenomeno del randagismo.

 

La LAV rinnova ancora una volta la propria offerta di disponibilità per progettare e realizzare con l’Amministrazione comunale immediati interventi di contrasto del randagismo. In conclusione, la LAV auspica che dalla Giunta e dal Consiglio comunale vengano presto segnali di attenzione e di volontà di fattivo impegno.

 

23.02.2008

 

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