Comunicato Stampa: ANIMALI, SAN CATALDO (CALTANISSETTA). EMERGENZA ABBANDONI, LA LAV: TOLLERANZA ZERO

Successivamente la LAV si è fatta carico di soccorrere i cuccioli (vedi foto) e di concordare con gli uffici comunali l'affidamento al canile privato che svolge il servizio in appalto.

07/lug/2008 14.37.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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C O M U N I C A T O    S T A M P A

ANIMALI, SAN CATALDO (CL). EMERGENZA ABBANDONI, LA LAV: “TOLLERANZA ZERO

VERSO CHI FORAGGIA IL RANDAGISMO E

MALTRATTA GLI ANIMALI”

 

 

Tolleranza zero per abbandoni e maltrattamenti di animali. Lo chiede la LAV a Comune, Polizia Municipale e Forze dell’Ordine in generale dopo l’emergenza che da settimane investe San Cataldo: numerosi cuccioli di cane, spesso dopo pochi giorni dal parto, abbandonati nei cassonetti dei rifiuti; decine le chiamate alla LAV da parte di cittadini che li ritrovano per strada; cani abbandonati nella periferia cittadini perché malati e quindi divenuti un peso per i padroni.

 

Proprio due giorni fa alla LAV è stato segnalato l’ennesimo abbandono di 3 cuccioli di appena un giorno di età dentro un cassonetto della spazzatura in corso Europa, immediatamente allontanati da un operatore ecologico prima che il cassonetto venisse svuotato nel compattatore con una orribile fine. Successivamente la LAV si è fatta carico di soccorrere i cuccioli (vedi foto) e di concordare con gli uffici comunali l’affidamento al canile privato che svolge il servizio in appalto. Qualche settimana fa, invece, i volontari della LAV sono stati chiamati ad intervenire per due mastini napoletani abbandonati probabilmente perché malati di leishmaniosi: una femmina girovagava quasi cieca in corso Sicilia ma, nonostante i solleciti della LAV, non è stato possibile recuperare l’animale perché l’intervento del canile è avvenuto con ritardo, consentendo al cane di allontanarsi. Qualche giorno più tardi un maschio, debilitato e ridotto in una stato pietoso dalla malattia che ormai aveva il sopravvento, vagava nelle campagne di contrada Babbaura; in questo caso, la LAV si è fatta carico di accudire il cane provvedendo a proprie spese ad immediate cure veterinarie che però non hanno salvato l’animale.

 

Adesso basta, l’inciviltà di certi Sancataldesi non può più essere sottaciuta – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile provinciale della LAV -; le Autorità preposte devono reagire con forza di fronte al barbaro fenomeno dell’abbandono, vietato dalla legge statale sul randagismo n. 281/1991 e dalla legge regionale di recepimento n.15/2000: i proprietari dei cani, infatti, spesso omettono di iscrivere all’anagrafe canina i propri animali e di sottoporli alla sterilizzazione, per cui le nascite dei cuccioli vengono “risolte” con simili crudeli metodi”.

 

La LAV chiede all’Amministrazione Comunale di impartire le dovute direttive affinchè la Polizia Municipale inoltri apposito notizia di reato – anche a carico di ignoti – all’Autorità giudiziaria per ogni segnalazione che giunge in Municipio (e sono tante ogni settimana!) di cani abbandonati o cuccioli ritrovati, visto che l’abbandono costituisce reato ex art. 727 C.P. e maltrattamento di animali ex L.189/2004. “Relativamente a tale ultimo aspetto, benché sia difficile risalire ai colpevoli di tali reati è comunque doveroso ed opportuno rendere palese anche dal punto di vista giudiziario questo fenomeno illecito – prosegue Ennio Bonfanti -; inoltre andrebbero fatti controlli ad hoc verso i proprietari dei cani per verificare la loro iscrizione (obbligatoria) all’anagrafe canina e le modalità di detenzione. Spesso nelle zone periferiche ed agricole della città i cani vengono lasciati incustoditi così come non viene controllata la loro riproduzione; appena nascono i cuccioli, quindi, i proprietari si dirigono verso il primo cassonetto…”.

 

07.07.2008       

 

                      

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