Comunicato Stampa: "CARDIDDARU" CINESE A SAN CATALDO (CL): DETENEVA UCCELLI PROTETTI, DENUNCIATO COMMERCIANTE CINESE

17/lug/2008 14.20.00 Ufficio Stampa LAV Sicilia Contatta l'autore

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C O M U N I C A T O    S T A M P A
 

“CARDIDDARU” CINESE A SAN CATALDO (CL)

 

DETENEVA UCCELLI PROTETTI,  SCATTA IL BLITZ

DI CARABINIERI E LAV: DENUNCIATO COMMERCIANTE

CINESE E SEQUESTRATI TRE CARDELLINI

 

 

In Siciliano “lu cardiddaru” è colui che si dedica all’uccellagione (cattura di volatili vivi con reti e trappole) per vendere l’avifauna selvatica ai cosiddetti “appassionati” (allevatori e collezionisti); la specie più ricercata, per il canto melodioso ed il piumaggio variopinto, è il cardellino (“cardiddu”) da cui, per antonomasia, il termine “cardiddaru”.

 

La cattura illecita di cardellini (specie protetta) è purtroppo una pratica diffusissima in Sicilia, ma adesso a fare “concorrenza” ai “cardiddari” locali arrivano quelli... cinesi! A San Cataldo (Caltanissetta), infatti, la LAV ha scoperto un commerciante cinese che nel proprio negozio di abbigliamento orientale deteneva per la vendita (10 euro ad esemplare) alcuni cardellini selvatici. Così ieri pomeriggio il responsabile provinciale della LAV, Ennio Bonfanti, nella veste di ausiliario di polizia giudiziaria, ed una pattuglia dei Carabinieri della locale Tenenza, si sono recati nell’esercizio commerciale sito in pieno centro ed hanno sequestrato tre cardellini detenuti illecitamente, segnalando all’Autorità giudiziaria il titolare del negozio, residente a San Cataldo ma nato a Shanghai.

 

I Carabinieri hanno inviato la notizia di reato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta perché sia aperto un procedimento penale a carico del titolare del negozio per il reato di detenzione di specie protette ai sensi della legge sulla caccia n.157 del 1992, che prevede sanzioni quali l’arresto fino ad un anno e l’ammenda fino a 1.549,00 euro. “Ieri mattina avevamo notato in corso Vittorio Emanuele un insolito concentramento di passanti che si fermavano presso il negozio di prodotti cinesi, davanti al quale era posta sul marciapiede una gabbia piena di cardellini – spiega Ennio Bonfanti, responsabile LAV -; alcuni passanti si fermavano per guardarli e per conoscere il prezzo dei poveri uccelli che si dibattevano nel tentativo di scappare. Osservando la scena, abbiamo poi constatato che la gabbia era stata trasferita dentro l’esercizio commerciale, seminascosta da scatole di scarpe. Così abbiamo allertato i Carabinieri – conclude Bonfanti – concordano un intervento nello stesso pomeriggio.

 

Secondo la LAV la cattura e la vendita di uccelli selvatici è, purtroppo, una pratica diffusissima in tutta la Sicilia ma nel Nisseno si sta rivelando una vera piaga. E’ noto che questo produce un giro d'affari di notevoli dimensioni: un “buon esemplare” di cardellino può arrivare a costare anche centinaia di euro. Già negli scorsi anni i Carabinieri della Compagnia di Caltanissetta e gli esperti della LAV, in stretta collaborazione, avevano scoperto un vero e proprio “racket” dei cardellini con diversi blitz e la denuncia di diversi uccellatori. Per bloccare questo lucroso quanto crudele commercio, la LAV invita la cittadinanza a non acquistare cardellini od altri uccelli selvatici, che la legge qualifica come “patrimonio indisponibile dello Stato”, ed incoraggia a segnalare casi di vendita o detenzione di uccelli protetti alle Forze dell'Ordine o al numero della segreteria telefonica della LAV 178.2256188 (attivo h24) oppure via email all’indirizzo lav.caltanissetta@email.it

 

 

17.07.2008      

            

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