Comunicato stampa: FederFauna scrive a Francesca Martini, ad ANMVI e LAV sull’importazione di cuccioli in riferimento al caso di rabbia scoperto in Friuli il 20/10, alle pratiche di controll

27/ott/2008 16.18.07 FederFauna Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.



----- Messaggio Inoltrato -----

Da : "info@federfauna.org"

A :

ansa.ancona@ansanet.it,ansa.aosta@ansanet.it,ansa.bari@ansanet.it

,ansa.bologna@ansanet.it,ansa.bolzano@ansanet.it,ansa.cagliari@ansanet.it

,ansa.catania@ansanet.it,ansa.catanzaro@ansanet.it,ansa.firenze@ansanet.it

,ansa.genova@ansanet.it,ansa.milano@ansanet.it,ansa.napoli@ansanet.it

,ansa.palermo@ansanet.it,ansa.perugia@ansanet.it,ansa.torino@ansanet.it

,ansa.trento@ansanet.it,ansa.trieste@ansanet.it,ansa.venezia@ansanet.it

,ansa.roma@ansa.it,cuccioli@stracani.com

Oggetto : Fwd: Comunicato stampa: FederFauna scrive a

Francesca Martini, ad ANMVI e LAV sull’importazione di

cuccioli in riferimento al caso di rabbia scoperto in Friuli

il 20/10, alle pratiche di controllo ado

Data : Mon, 27 Oct 2008 15:41:20 +0100



----- Messaggio Inoltrato -----

Da : "info@federfauna.org"

A :

ufficiocentrale@ansa.it,cultura@ansa.it,cronache@ansa.it

,dea@ansa.it ,fotografico@ansa.it,internet@ansa.it

,multimedia@ansa.it,network@ansa.it ,politico@ansa.it

,salute@ansa.it,scienza@ansa.it,ambiente@ansa.it

,segreteria.bologna@dire.it,ambiente@dire.it,welfare@dire.it

,politico@dire.it,segreteria.roma@dire.it

,segr.direzione@dire.it ,web@dire.it

,relazioniesterne@dire.it,n.perrone@dire.it

,direzione@dire.it ,presidenza@dire.it,info@sestopotere.com

,redazione@sestopotere.com ,cultura@sestopotere.com

,cronaca@ilgiornalenuovo.it,direttore@ilgiornalenuovo.it

,misna@misna.org ,direttore@misna.org,condirettore@misna.org

,gianfranco@misna.org ,francesca@misna.org,celine@misna.org

,alessia@misna.org,barbara@misna.org ,vincenzo@misna.org

,niels@misna.org,nadler@misna.org,veronique@misna.org

,zaurrini@misna.org,ahmed@misna.org,segreteria@misna.org

,info@sudnews.it ,r.sorace@agenziaarea.it

,a.costanzo@agenziaarea.it,news@ilvelino.it

,ambiente@italpress.com,info@emmegipress.it

,redazione@emmegipress.it ,press@immedia.it,

Oggetto : Comunicato stampa: FederFauna scrive a Francesca

Martini, ad ANMVI e LAV sull’importazione di cuccioli in

riferimento al caso di rabbia scoperto in Friuli il 20/10,

alle pratiche di controllo adottate

Data : Mon, 27 Oct 2008 15:37:50 +0100



Dopo una riunione domenicale dei vertici di FederFauna, alla

luce alle recenti operazioni condotte dalle forze

dell’ordine contro il fenomeno del traffico illegale di

cuccioli, il servizio de LE IENE e la recentissima scoperta

di un caso di rabbia in Friuli, i rappresentanti delle

maggiori associazioni di categoria che radunano gli

importatori nazionali registrati presso il Ministero della

Salute, hanno deciso di scrivere una lettera al

Sottosegretario Francesca Martini per denunciare la

particolare situazione legislativa italiana che sfavorisce

l’introduzione e il commercio legale degli animali a tutto

vantaggio delle pratiche illegali.

ANCA ed ANCAD, confederate a FederFauna, sottolineano che

l’Italia non ha ancora adottato parametri oggettivi per

determinare l’età minima affinché i cuccioli possano

essere commercializzati, come invece hanno fatto altri

Paesi, ma lasciando tale stima ad interpretazione di ogni

singolo veterinario. Inoltre, gli importatori italiani

regolari lamentano che si eseguano prelievi del sangue e

titolazioni anticorpali per la rabbia, anche su animali

provenienti da Paesi dove la rabbia non c’è più, a

destinazione e solo su animali introdotti regolarmente

quando il Regolamento (CE) N. 998/2003 del Parlamento

Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003 prevede che

vengano eseguiti, solo per certe destinazioni, prima della

movimentazione e non dopo. Tale pratica viola, tra

l’altro, il principio della fiducia tra Paesi membri che

la Comunità Europea si sforza di sostenere, e qualcuno

comincia già a chiedersi cosa penserebbero oggi gli

Ungheresi se sapessero del caso di rabbia scoperto il 20/10

dall’ASL3 in Friuli perché, se ragionassero col nostro

metro, probabilmente, potrebbero iniziare a sottoporre a

titolazione anticorpale tutti i cani dei turisti Italiani

che si recano nel loro Paese non fidandosi, come facciamo

noi con loro, della certificazione fatta dai nostri

veterinari.

La conclusione in breve è che, dal momento che è

innegabile che ci sia la richiesta e che la produzione

nazionale non è in grado di sopperirvi, se si normasse in

modo chiaro e semplice il settore, ci sarebbe più spazio

per un commercio regolare e garantito e sarebbero più

facilmente individuabili gli irregolari a tutto vantaggio di

consumatori, animali ed operatori onesti.

FederFauna ha inviato copia della lettera anche all’ANMVI

e alla LAV che sta organizzando una manifestazione contro il

traffico illegale di cuccioli per il 29 e 30 novembre.

Questa volta potrebbero scendere in piazza assieme e con

obbiettivi comuni.



Di seguito il testo integrale della lettera:



Al Sottosegretario On. Francesca Martini

c/o Ministero della Salute

Lungotevere Ripa, 1

00153 - Roma







P.C. Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

Palazzo Trecchi

26100 - Cremona







P.C. Gianluca Felicetti - Presidente LAV

c/o sede nazionale LAV

Via Piave, 7

00187 - Roma





Bologna, 26/10/08





OGGETTO: scambi intracomunitari di cuccioli di cane / caso

di rabbia in Friuli del 20/10 / pratiche

di controllo adottate dal Ministero / manifestazione LAV del

29-30/11





Esimino Sottosegretario,

già, secondo il Regolamento (CE) N. 998/2003 del

Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003 che

norma gli scambi intracomunitari degli animali

d’affezione, sarebbe stato necessario armonizzare le

condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti di

animali da compagnia tra gli Stati membri con disposizioni,

in particolare quelle relative alla rabbia atte a proteggere

la salute pubblica ed altre che riguardino esclusivamente la

salute degli animali.

Nello stesso Regolamento si fa presente che, nell'ultimo

decennio, la situazione sanitaria in materia di rabbia è

straordinariamente migliorata sulla totalità del

territorio comunitario grazie all'attuazione di programmi di

vaccinazione orale delle volpi nelle regioni colpite

dall'epidemia di rabbia della volpe, epidemia che ha

imperversato nell'Europa nordorientale a partire dagli anni

'60: infatti, la maggior parte dei casi di rabbia osservati

in animali carnivori da compagnia sul territorio della

Comunità riguarda ormai solo animali originari di paesi

terzi e ciò ha indotto addirittura il Regno Unito e la

Svezia ad abbandonare il sistema della quarantena semestrale

in vigore da alcuni decenni e ad adottare il sistema

alternativo della titolazione anticorpale prima

dell’introduzione, meno vincolante e con un grado di

sicurezza equivalente.

Nel nostro Paese purtroppo, in questi anni, la pratica

dell’introduzione irregolare di animali da compagnia a

fini commerciali è aumentata in modo esponenziale e gli

organismi deputati al controllo, complice la normativa

nazionale che lo consente, non sembrano accorgersene e

continuano invece a porre ostacoli obbiettivamente non

necessari alle forme legali di introduzione con la tragica

conseguenza di lasciare ancor più spazio d’azione agli

illegali.

Ancora oggi, solo su partite di cuccioli introdotte in modo

regolare, quindi con segnalazione preventiva agli uffici

UVAC competenti, vengono imposti, a destinazione, controlli

che prevedono il vincolo sanitario, il prelievo del sangue e

la titolazione anticorpale nei confronti della rabbia.

A nulla sono serviti i ripetuti incontri tra i

rappresentanti di ANCA, ANCAD e FederFauna con i tecnici del

Ministero per rimarcare loro che l’ultimo caso di rabbia

in Italia su animali domestici provenienti dall’Ungheria

risale al 1992 e che, anche all’interno di detto Paese,

non ci sono stati casi segnalati su domestici dal 2003. Si

è sottolineato anche che nessun fabbricante di vaccini

garantisce che dopo 21 o 30 giorni dalla pratica sugli

animali questo garantisca il raggiungimento di un

determinato titolo in anticorpi ma unicamente l’immunità

verso la malattia e che la titolazione, anche in Paesi come

il Regno Unito o la Svezia che la richiedono, è

eventualmente praticata prima della movimentazione e non

sugli animali già giunti a destinazione.

Il Ministero Italiano, interpretando prima che la

vaccinazione antirabbica dovesse essere praticata anche

all’estero dopo che i cuccioli avessero compiuto tre mesi

d’età come avviene in Italia, all’ottenimento del

chiarimento richiesto a livello Comunitario che specificava

appunto che ciò non è necessario ma che, dove il

Ministero del Paese speditore autorizza la pratica prima dei

tre mesi, i 21 giorni canonici decorrono da quella data, ha

ulteriormente interpretato prevedendo un richiamo a

completamento del protocollo vaccinale e la decorrenza dei

21 giorni a partire dalla data di pratica del richiamo,

alzando ulteriormente l’età minima dei cuccioli

affinché possano essere introdotti regolarmente. Continua

inoltre ad imporre vincoli, prelievi e titolazioni a

destinazione, in palese contrasto con i principi comunitari

che prevedono la fiducia tra i Paesi membri e la validità

della certificazione emessa da un Paese in un altro Paese.

Ci chiediamo cosa penserebbero oggi gli Ungheresi se

sapessero del caso di rabbia scoperto il 20/10 dall’ASL3

in Friuli : se ragionassero col nostro metro, probabilmente,

potrebbero iniziare a sottoporre a titolazione anticorpale

tutti i cani dei turisti Italiani che si recano nel loro

Paese non fidandosi, come facciamo noi con loro, della

certificazione fatta dai nostri veterinari.

Riteniamo che, l’obbligare l’allevatore Italiano a far

inserire il microchip prima che il cucciolo raggiunga i 2

mesi d’età e consentirne la cessione solo dopo tale

data, sia stato un primo passo importante per combattere il

mercato clandestino ma, dal momento che la produzione

Italiana non è sufficiente per sopperire alla richiesta di

mercato e che, con buona pace di Associazioni come ENPA o

LAV, comunque chi vuole un cucciolo di razza, non si

adatterà mai ad adottare un adulto meticcio proveniente da

un canile, se non si cercherà di uniformare il più

possibile le caratteristiche richieste per i cuccioli

introdotti da altri Paesi comunitari a quelle richieste per

i cuccioli nati in Italia, sarà sempre maggiore il

ricorso, da parte dei commercianti impossibilitati ad

approvvigionarsi tramite i canali regolari, ad animali

introdotti irregolarmente e messi sul mercato come italiani

perché questi, una volta passata la frontiera, non

richiedono vincoli, non richiedono titolazione per la

rabbia, anzi, nemmeno la vaccinazione e possono essere

ceduti a due mesi anziché a quasi quattro.

Visto che il nostro ricorso agli amministrativi non è

servito a molto, riteniamo ora che solo la politica possa

fare qualcosa: perciò, abbiamo deciso di rivolgersi a Lei

che tanta sensibilità ha dimostrato in questo senso anche

perché, nel sopraccitato Regolamento si prevede, a livello

comunitario, l'applicazione di un regime specifico per i

movimenti di animali da compagnia verso gli Stati membri per

un periodo transitorio di cinque anni, ormai scaduti, e che

la Commissione, alla luce dell'esperienza acquisita e del

parere scientifico dell'autorità europea per la sicurezza

alimentare, presenti per tempo una relazione corredata delle

opportune proposte.

La proposta è semplicissima: rispettare il Regolamento

esattamente come è scritto, il che vuol dire cuccioli

introducibili a tre mesi (non tre mesi e 21 giorni),

microchip, passaporto, una vaccinazione antirabbica (non una

più un richiamo) effettuata 21 giorni prima della

movimentazione e, solo nei casi di effettivo rischio, la

titolazione anticorpale e, comunque, mai a destinazione. Per

completare il tutto, a vantaggio anche di chi effettua i

controlli, prevedere dei parametri certi e non

interpretabili per determinare l’età dei cuccioli: ad

esempio, come è stato già fatto in Francia, stabilire il

peso minimo per ciascuna razza al di sotto del quale gli

animali non possono essere commercializzati o, più

semplicemente, rendere ufficiale il parametro del “primo

premolare” che, a seconda che sia o meno spuntato, offre

la possibilità oggettiva di verificare se il cucciolo sia

più vicino ai 3 mesi o a 1,5 mesi. Se quest’ultimo

criterio venisse poi applicato a tutti i cani, nazionali

compresi, ne gioverebbero tutti, anche gli animali stessi.

Riteniamo che la legge debba, assieme al porre dei limiti,

anche dare delle certezze e che, per combattere il mercato

nero, sia necessario semplificare quello legale.

La informiamo fin d’ora che invieremo copia della presente

per conoscenza anche all’ANMVI e a Gianluca Felicetti,

Presidente della LAV che sappiamo stia organizzando una

manifestazione contro l’importazione illegale di cuccioli

per il 29 e 30 novembre che, se condividerà quanto da noi

scritto, ci vedrà al suo fianco in tale occasione.

Certi di un Suo cortese sollecito e positivo riscontro, La

salutiamo cordialmente.





per FederFauna, ANCA, ANCAD

Massimiliano Filippi

Segretario Generale FederFauna









blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl