comunicato stampa: FederFauna risponde a LAV su critiche progetto tutela biodiversità

31/ott/2008 19.43.09 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : comunicato stampa: FederFauna risponde a LAV su

critiche progetto tutela biodiversità

Data : Fri, 31 Oct 2008 19:31:41 +0100



Il responsabile legale di FederFauna Avv. Massimiliano

Bacillieri, ha risposto oggi con una lettera a Nadia Masutti

della LAV in merito alle critiche mosse da quest'ultima sul

progetto lanciato dalla Confederazione per tutelare la

biodiversità.

FederFauna, precisa Bacillieri, è si nata recentemente

come Confederazione ma le Associazioni che vi aderiscono

sono esistenti in Italia da ben più tempo e, pur

concordando queste in pieno con LAV sul fatto che sia

l’uomo ad essere il principale concorrente di molte specie

e che, se in passato la protezione si è concentrata

unicamente sulle specie stesse, oggi sia imprescindibile

dalla salvaguardia dei loro spazi vitali, tengono comunque a

ricordare che l'Unione Europea o l'Unione Mondiale che hanno

promosso le iniziative per la Conservazione della Natura

(IUCN), hanno promosso anche gli EEP (programmi europei di

riproduzione in cattività) perché, pur favorendo la

riproduzione in natura tramite la salvaguardia degli

habitat, non è certo reprimendo la riproduzione in

cattività che si garantisce l’aumento numerico degli

animali.

Sappiamo anche, continua l'avvocato, che molti animali

selvatici detenuti in cattività non sono adatti alle

reintroduzioni e che, anche per quelli adatti, operazioni di

questo tipo non sono mai semplicissime…."siamo una

Confederazione giovane ma non siamo nati ieri!"...tuttavia,

FederFauna lamenta, ad esempio, il fatto che per

un’interpretazione tutta italiana di alcune norme

internazionali, alcune specie definite “pericolose” da

noi, non lo siano in nessun altro Paese europeo. Lamenta

anche che per molte specie non si possano commercializzare i

soggetti di prima generazione cioè figli di animali

provenienti da cattura ma nati in cattività perché,

fatto anche questo che avviene solo da noi, fa si che i

detentori non abbiano alcun interesse a far riprodurre gli

animali che possiedono i quali, una volta diventati vecchi,

moriranno senza aver lasciato progenie. Tra l’altro, non

è una novità l’uso di animali d’allevamento per il

ripopolamento in natura perchè, se fatto con gli opportuni

accorgimenti, ha già dimostrato più volte di poter

funzionare.

Sulla base di ciò, fermo restando che è stata FederFauna

la prima a dire che bisognerebbe studiare bene prima ogni

singolo caso, la Confederazione ritiene che anche il

parlare, da parte della Masutti, di stravolgimento completo

del significato del percorso intrapreso dall’Unione

Europea per arrestare la perdita della biodiversità,

riferendosi a questa proposta, sia solo l’ennesima

interpretazione dettata più da prese di posizione di tipo

etico piuttosto che da un sano senso pratico.

Per quanto riguarda la necessità della collaborazione con

questi grandi laboratori naturali che sono i parchi,

FederFauna si scusa con la stessa Masutti e con quanti non

avessero capito perché, rincalza Bacillieri, "ritenendola

noi una cosa ovvia ed avendo parlato al momento solo di

studi e progetti, non abbiamo pensato necessario

specificarla." ed aggiunge, come ultima precisazione, che

FederFauna non fa parte di quei maligni che pensano che la

continua spinta da parte di molte associazioni animaliste

perché gli animali detenuti negli zoo, nei circhi o presso

gli allevamenti vengano trasferiti presso strutture da loro

gestite, sia dettata solo dalla possibilità di poter

chiedere ulteriori finanziamenti o donazioni per poterli

mantenere ma, pur confidando nella buona fede di queste,

ritiene che certe prese di posizione non prendano in

considerazione il fatto che anche da ciò che loro

considerano negativo si possa tirare fuori qualcosa di

positivo per tutti.











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