FederFauna scrive una lettera aperta alle Associazioni animaliste: No a scontro su etica ma collaborazione su progetti che portino vantaggio alla collettività.

Si può anche definire l'etica personale come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà che, credo oramai sia condiviso da tutti, finisce dove comincia quella degli altri: essa è perciò una considerazione razionale di ciascuno dei limiti entro cui la libertà umana si può estendere e, legando quindi indissolubilmente il concetto di etica a quello di libertà, vien da sé che voler imporre la propria etica ad altre persone sia, di fatto, limitarne la libertà.

03/nov/2008 16.19.57 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : FederFauna scrive una lettera aperta alle

Associazioni animaliste: No a scontro su etica ma

collaborazione su progetti che portino vantaggio alla

collettività.

Data : Mon, 03 Nov 2008 16:05:23 +0100



Il recente lancio da parte degli associati di FederFauna

dell’idea di sacrificare una parte dei propri profitti

destinando, dopo gli opportuni studi di fattibilità ed

approntando le idonee strategie di attuazione, animali da

loro allevati in cattività per la riimmissione in natura a

salvaguardia e riintegro della biodiversità e la condanna

incondizionata di questo proposito da parte di alcune

Associazioni animaliste, hanno acceso, penso non solo in me,

alcuni interrogativi: se la biodiversità è di tutti e

gli animali detenuti in cattività morissero senza generare

progenie, siete convinti che sarebbe una perdita solo per

gli attuali detentori? O sarebbe invece una perdita per

tutta la comunità? Non sto parlando di cani randagi nei

canili che, comunque, non rischiano l’estinzione ed è

giusto sterilizzare perché non generino altri animali di

difficile gestione; sto parlando di quelle specie che si

sono ben adattate all’ambiente artificiale creato

dall’uomo e in esso sono in grado di riprodursi in modo

soddisfacente mentre, da qualche parte del Mondo,

dell’Europa o proprio della nostra Italia, sono scomparsi

o gravemente minacciati d’estinzione. Quale sentimento

può muovere qualcuno a condannare un’idea che, se

realizzabile, porterebbe indubbi vantaggi anche a lui? Penso

che la risposta più plausibile sia “l’etica”. Alcuni

esseri umani condannano altri esseri umani perché questi

allevano, commerciano o detengono animali traendone un

profitto e la loro etica non li fa accettare da questi

nemmeno idee che andrebbero a vantaggio addirittura degli

animali stessi dei quali si proclamano paladini. Ma

cos’è l’etica? Secondo le più aggiornate

enciclopedie, l'etica è quella branca della filosofia che

studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di

distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o

moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti

cattivi o moralmente inappropriati, tuttavia, il termine

etica, dal greco “ἦθος”, significa

“condotta”, “carattere” o “consuetudine” e

questo la dice lunga su quanto essa possa essere soggettiva,

soprattutto quando si occupa del soggetto che agisce

indipendentemente da azioni od intenzioni e, solo in pochi

casi, oggettiva, quando l'azione è relazionata ai valori

comuni ed alle istituzioni. Si può anche definire l'etica

personale come la ricerca di uno o più criteri che

consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria

libertà che, credo oramai sia condiviso da tutti, finisce

dove comincia quella degli altri: essa è perciò una

considerazione razionale di ciascuno dei limiti entro cui la

libertà umana si può estendere e, legando quindi

indissolubilmente il concetto di etica a quello di

libertà, vien da sé che voler imporre la propria etica

ad altre persone sia, di fatto, limitarne la libertà.

Qualcuno obbietterà certo che l’etica sia in continua

evoluzione e che comportamenti ritenuti eticamente

accettabili poco tempo fa, ora non lo siano più; tuttavia

rimane inconfutabile l’assunto che un’etica soggettiva

non possa in nessun caso limitarne un’altra anche

perché, come disse già Albert Schweitzer, Premio Nobel

per la pace nel 1952, “il primo passo nell'evoluzione

dell'etica è un senso di solidarietà con altri esseri

umani” e non sicuramente il porsi in conflitto gli uni

contro gli altri solo per opinioni divergenti

sull’accettabilità morale di determinati comportamenti.

In ogni caso, l’evoluzione porta a mutare i nostri usi e

costumi e a premiare determinate pratiche e ad abbandonarne

progressivamente altre, senza bisogno di forzature. Anche

per questo motivo FederFauna, per prima, ha cercato di

coinvolgere le Associazioni di consumatori con il proposito

di indirizzare i propri sforzi verso quelli che sono i reali

desideri di tutti gli esseri umani e questi ci confermano

che ciò che rimane comunque sempre immutato è solo

quell’insieme di necessità biologiche e psicologiche che

ci inseriscono tra gli animali anziché tra i vegetali o i

minerali. Quello che vorrei riuscire a chiarire è che

l’essere umano che mangia la bistecca, che copre il suo

corpo col vello dell’animale, che ama accudire un canarino

nella gabbia o che va a caccia non fa nessuna prevaricazione

etica come non la fa il famoso leone che preda la gazzella;

la farebbe solo se volesse imporre al vegetariano di

mangiare un succulento spezzatino. Così non è

all’inverso perché, purtroppo molto spesso, numerosi

animalisti, pur mossi da ideali a grandi linee condivisibili

da tutti, vogliono imporre agli altri la “loro” etica e

quindi limitarne la libertà. So già che ci sarà

comunque chi rimarrà convinto che anche il cibarsi di un

altro animale equivalga a limitarne la libertà e il

diritto alla vita ma, a queste persone, consiglio di

informarsi sulle ultime scoperte di Stefano Mancuso del

laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale presso

l’università di Firenze il quale ha dimostrato, in

breve, che anche i vegetali provano le stesse emozioni e

sentimenti degli animali e si differenziano dai secondi solo

per i tempi di trasmissione degli stimoli e di risposta a

questi. E quindi che fare?! O passiamo tutti alla dieta

dell’astronauta o ci rassegnamo al fatto che l’uomo sia

un animale, intelligente quanto si voglia, ma comunque un

animale che quindi utilizzi gli altri organismi viventi per

la propria sopravvivenza. Ed essendo appunto intelligente,

li utilizzi anche a fini sociali, commerciali, culturali o

ludici, senza prevaricare l’etica di nessuno. Nel caso

specifico delle categorie rappresentate da FederFauna, si

potrebbe parlare di prevaricazione solo nel momento in cui,

allevare, commerciare o esibire, compromettesse le

popolazioni naturali perché queste sono un bene di tutti:

ma così non è. E non si può nemmeno condannare intere

categorie per maltrattamento di animali, pratica che siamo i

primi a ritenere non solo eticamente scorretta ma anche

commercialmente controproducente, perché, a meno che uno

non viva proprio su Marte, sa che un animale che vive bene,

mangia bene ed è in salute, è anche bello e

commercialmente interessante; così non è se non vengono

soddisfatte tutte le sue necessità biologiche ed

etologiche. Tutti gli studi eseguiti fino ad oggi hanno

dimostrato che l’organismo degli animali è costruito

soprattutto ai fini della conservazione della specie,

piuttosto che alla conservazione del singolo e questo

dovrebbe insegnarci molto sulla linea etica da seguire,

soprattutto alla luce delle sempre maggiori conoscenze

accumulate dall’essere umano che gli consentono di

elaborare sistemi di fruizione in grado di salvaguardare o

addirittura incrementare un capitale biologico di partenza.

Per concludere questa mia lettera, vorrei appellarmi al buon

senso che sono convinto alberghi in Voi e, secondo lo

spirito di Schweitzer, dal momento che è obbiettivo comune

la salvaguardia delle risorse naturali animali e non, dal

momento che è univoca la condanna di comportamenti lesivi

degli animali fini a se stessi e dal momento che comunque

sarà impossibile che le sfaccettature dell’etica di

ciascuno coincidano con quelle degli altri così com’è

eticamente scorretto imporre le proprie agli altri, spero

che in futuro si possa abbandonare la logica assurda del

muro contro muro e collaborare invece ad iniziative a

vantaggio di animali e di tutti gli esseri umani, anche

quelli che non ci stanno proprio simpatici!...

Un cordiale saluto.



Massimiliano Filippi

Segretario Generale



FederFauna

Confederazione Europea delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali

European Confederation of Associations of Animals Farmers,

Traders and Holders

Via Goito, 8 - 40126 Bologna - Tel. 051/6569625 - Fax

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