sequestro cani a Brescia e Padova: allevatori vittime

06/nov/2008 20.30.18 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : sequestro cani a Brescia e Padova: allevatori

vittime

Data : Thu, 06 Nov 2008 20:14:56 +0100



In riferimento alla notizia diffusa alle 14.20 del

06/11/2008 da ANSA COM-BOS, riferita al sequestro di cani

importati con documenti falsi, eseguito a Brescia e a Padova

dal Corpo Forestale dello Stato, FederFauna, la

Confederazione Europea degli Allevatori, Commercianti e

Detentori di Animali, non può che ribadire ciò che ha

già sottolineato al Sottosegretario Francesca Martini,

oltre che all’ANMVI e alla LAV, ovvero, che se non vengono

stabiliti dati oggettivi per determinare l’età dei

cuccioli, rimarremo sempre in queste condizioni che

svantaggiano si i consumatori, acquirenti finali degli

animali, ma anche gli operatori che si rivolgono ai canali

ufficiali per rifornirsi.

Nell’articolo dell’ANSA si ipotizza il reato di truffa

perché, secondo quanto stabilito da veterinari italiani,

la data reale di nascita dei cuccioli era incongruente con

quella riportata sul passaporto e, unicamente da questo

fatto, si desume la falsità dei documenti. Gli allevatori

però, dimostrano con regolare fattura di aver acquistato i

cuccioli da una ditta Ungherese ed i passaporti in loro

possesso sono compilati e firmati da un veterinario che

certifica che i cani hanno quell’età. Due degli indagati

quindi, hanno espresso rimostranze sul fatto che se un

veterinario ufficiale di un altro Stato Membro dell’Unione

Europea certifica per iscritto che un cane è nato in una

determinata data ed ha subito determinate vaccinazioni, loro

non possono assolutamente sindacare su questo e, se

effettivamente si dovesse riuscire a dimostrare la truffa,

loro non sono i colpevoli ma, eventualmente vittime,

esattamente come gli acquirenti finali. Sembra, tra

l’altro, che il cane deceduto, versasse già in questa

condizione prima dell’operazione della Forestale e sia

stato posto sotto sequestro quando già era nel congelatore

che ogni allevatore legalmente autorizzato, deve usare per

conservare le carcasse prima che l’USL ne certifichi la

morte e ne consenta l’affidamento ad un impianto di

smaltimento. FederFauna quindi si rammarica per i fatti

accaduti ma tiene a precisare che l’operazione è stata

possibile solo perché i cuccioli erano dotati di

passaporto e microchip e ceduti registrando tutti i passaggi

il che esclude la malafede da parte dei propri associati. Si

rammarica invece di più per il fatto che si continui a

criminalizzare gli allevatori e i commercianti italiani

anche per fatti assolutamente indipendenti dal loro modo di

operare.

Dal momento che i cani non parlano e che l’unico essere

parlante che può dare informazioni sulla loro data di

nascita è l’allevatore presso cui sono nati e, ad oggi,

l’unica certificazione è quella data dal veterinario che

ha compilato i documenti, troviamo ingiusto colpevolizzare

tutte le figure che prendono in mano gli animali dopo la

spedizione, anche se sono loro a commercializzarli. Speriamo

che presto il Ministero adotti sistemi di verifica che

mettano in grado anche l’allevatore o il commerciante, che

non sono veterinari, di valutare oggettivamente, prima di

acquistarli, se gli animali o i documenti siano o meno

conformi agli standard richiesti.

Per qualsiasi eventuale chiarimento è possibile contattare

l’Avv. Bacillieri presso la sede di FederFauna.



FederFauna

Confederazione Europea delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali

European Confederation of Associations of Animals Farmers,

Traders and Holders

Via Goito, 8 - 40126 Bologna - Tel. 051/6569625 - Fax

051/2759026 www.federfauna.org /.eu







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