Veronesi (FederFauna) sul randagismo: una raccolta indifferenziata da 2 miliardi di euro

12/nov/2008 14.12.06 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : Veronesi (FederFauna) sul randagismo: una raccolta

indifferenziata da 2 miliardi di euro

Data : Wed, 12 Nov 2008 14:00:48 +0100



In un comunicato stampa emanato ieri da Alberto Veronesi,

Presidente dell'Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani

e Consigliere di FederFauna, viene lanciato un nuovo

appello, rivolto sia alle Istituzioni che alle Associazioni

animaliste, per tentare di risolvere gli ormai cronici

problemi legati all'abbandono degli animali d'affezione e al

randagismo. Veronesi, che definisce il fenomeno come una

raccolta indifferenziata da 2 miliardi di euro, parte dal

fatto che l'animale da compagnia come il cane o il gatto,

per la legge italiana, sono a tuttoggi ancora considerati

alla stregua di "merce" e che esiste di fatto un mercato del

"nuovo" (cuccioli di razza) e uno dell'usato (cani in

adozione dalle strutture di pubbliche) con lo Stato italiano

che, dal 1991, si accupa solo di finanziamenti per gli

animali di "seconda mano".

Il paradosso è forte ma altrettanto reale, continua

Veronesi: il "riciclo" del cane abbandonato è corredato

anche da una serie di incentivi comunali che arrivano e

superano i 250 euro all'anno in favore di chi adotta.

Lo Stato pare abbia creato un nuovo business: la fabbrica

dei randagi!!!!!

I numeri sono eloquenti: 149.424 cani ospitati nelle

strutture pubbliche e addirittura 441.125 presunti cani

randagi (dati del Ministero della salute anno 2006 ).

Mezzo milione sarebbero quindi i cani in giro per le strade

(soprattutto del Sud), in attesa di una cuccia, pasti e cure

garantiti dalla collettività ???

Numeri che fanno rabbrividire, se pensiamo che l'insieme di

tutti gli allevatori e commercianti di cani italiani non

superano le 250.000 cessioni annue.

Pare impossibile, ma i cani da assistere sarebbero il doppio

di quelli che la gente acquista ogni anno? Ci sono le

risorse per permettere questo tipo di assestenzialismo?

Veronesi si rivolge quindi alle associazioni animaliste che

hanno sicuramente contribuito negli ultimi decenni a creare

una maggior coscenza sociale e sono pure gli artefici di un

apprezzabile rinnovamento normativo che è giunto a

sanzionare penalmente il maltrattamento animale e

l'abbandono, tuttavia, continua: i numeri ci dicono che il

fenomeno "randagismo" è in aumento, e le cronache

quotidiane riferiscono addirittura di branchi di cani

rinselvatichiti in aumento ai margini delle città, che

rappresentano un pericolo per l'incolumità delle persone

e un serbatoio di diffusione di gravi malattie

Una società civile non può continuare su questa strada.

Una società civile ha l'obbligo di operare delle scelte,

la politica deve intervenire e riportare ordine al fenomeno.

Quando l'assistenzialismo e l'animalismo di Stato hanno

fallito nel raggiungimento degli obiettivi prefissati , è

necessario cambiare rotta, tuona il Presidente di AACI: la

"fabbrica nazionale dei randagi assititi" non può e non

deve essere finaziata ad oltranza, in assenza di risultati

certi.

La politica ha il dovere di recuperare capacità

decisionali perdute e liberarsi dall'asservimento dei

proclami pubblicati sistematicamente dai mezzi

d'informazione.

Il Governo non può ignorare che esiste un "partito degli

animalisti", che cavalca il potere, ma non sposta da

un'origine ideologica voti e consensi

Gli allevatori, molti medici veterinari pubblici e privati

ed etologi propongono altrentive concrete per arginare il

fenomeno.

Le proposte sulle quali l'AACI intende confrontarsi sono

succintamente le seguenti:

- garantire fondi strutturali per l'adeguamento degli

allevamenti alle normative sul benessere (accesso ai fondi

di sviluppo rurale dal quale gli animali d'affezione sono

aggi esclusi)

- riduzione delle aliquote IVA sulle cure veterinarie al

10%, aumentando nel contempo la deducibilità fiscale delle

stesse fino ad un tetto di 1500 euro con franchigia di 200

- incentivi e costi calmierati per le improrogabili

sterilizzazioni

- promozione delle attività di addesteramento e

comportamento idonee al miglioramento del rapporto uomo -

cane

- miglioramento della selezione degli animali di razza

incrementando nel contempo la loro iscrizione a Libri

genalogici e registri pubblici, per ottenerne una vera

tracciabilità degli animali.

- incentivo dell'acquisto consapevole compensando quegli

operatori che offrono assistenza e supporto post vendita

- riconoscimento della riproduzione animale quale atto

responsabile e non più un libero arbitrio, organizzando

corsi di educazione e formazione obbligatori.

- favorire l'utilizzo delle moderne tecnilogie (collari

satelitari) per il recupero dei cani da caccia

- contribuire alla nascita di fondazioni in partecipazione

con i Ministeri competenti per la gestione delle attività

e dei servizi connessi allo sviluppo e alla certificazione

degli operatori del settore degli animali d'affezione.

- garanzie di maggior visibilità ed accesso a veterinari,

allevatori , addestratori ed educatori ai mezzi di

comunicazione.

L'educazione dei giovani verso il giusto valore e

considerazione per la vita e il benessere degli animali da

compagnia è fondamentale.

In assenza di un nuovo e moderno progetto politico in favore

di un animalismo vero, virtuoso efficace ed economicamente

sostenibile, conclude Veronesi: il nostro Paese sarà

sempre succube dell'emergenze, vere o presunte che,

anzichè risolvere i problemi del randagismo, del

maltrattamento e dell'abusivismo, rafforzeranno sempre con

maggiori contributi economici la lobby che su questi

problemi fonda la proria sussistenza.

Ci auguriamo di poter contribuire allo sviluppo di propostre

alternative nelle sedi istituzionali al pari degli

animalisti.





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