Crusco (FederFauna) denuncia L’ENPA

Crusco (FederFauna) denuncia L'ENPA ----- Messaggio Inoltrato ----- Da: "info@federfauna.org" A: ufficiocentrale@ansa.it,cultura@ansa.it,cronache@ansa.it,dea@ansa.it,fotografico@ansa.it,internet@ansa.it,multimedia@ansa.it,network@ansa.it,politico@ansa.it,salute@ansa.it,scienza@ansa.it,ambiente@ansa.it,redazione@voceditalia.it,segreteria.bologna@dire.it,ambiente@dire.it,welfare@dire.it,politico@dire.it,segreteria.roma@dire.it,segr.direzione@dire.it,web@dire.it,relazioniesterne@dire.it,n.perrone@dire.it,direzione@dire.it Oggetto: Crusco (FederFauna) denuncia L'ENPA Data: Fri, 14 Nov 2008 14:45:24 +0100 Con una nota emessa oggi, Francesco Crusco, Presidente GRIN e Consigliere FederFauna, rende noto di aver presentato atto di denuncia querela nei confronti di Ermanno Giudici ed altri affiliati ENPA per i fatti accaduti a Sesto San Giovanni l'11/10 durante la mostra del cucciolo da lui organizzata.

14/nov/2008 14.56.18 FederFauna Contatta l'autore

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----- Messaggio Inoltrato -----

Da : "info@federfauna.org"

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ufficiocentrale@ansa.it,cultura@ansa.it,cronache@ansa.it,dea@ansa.it

,fotografico@ansa.it,internet@ansa.it,multimedia@ansa.it,network@ansa.it

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Oggetto : Crusco (FederFauna) denuncia L’ENPA

Data : Fri, 14 Nov 2008 14:45:24 +0100



Con una nota emessa oggi, Francesco Crusco, Presidente GRIN

e Consigliere FederFauna, rende noto di aver presentato atto

di denuncia querela nei confronti di Ermanno Giudici ed

altri affiliati ENPA per i fatti accaduti a Sesto San

Giovanni l’11/10 durante la mostra del cucciolo da lui

organizzata.

Crusco fa sapere che tale mostra era stata previamente

approvata ed era corredata da tutte le autorizzazioni del

caso ma, nonostante ciò, le guardie zoofile dell’ENPA,

entrate tra l’altro senza farsi identificare al contrario

degli agenti di Polizia Municipale e Provinciale dai quali

erano accompagnate, mostrando atteggiamenti aggressivi,

prepotenti ed arbitrari, avevano fatto di tutto per

boicottare l’iniziativa.

Dalla nota si evince che, ancor prima di verificare lo stato

dei luoghi e la condizione degli animali, il responsabile

dell’ENPA aveva esordito con frasi pronunciate ad alta

voce del tipo: “qui non c’è niente di regolare” o

“la mostra va chiusa subito” o ancora “qui

sequestriamo tutto”, facendo tra l’altro fuggire alcune

famiglie che avevano l’intenzione di visitarla.

Sembra che anche dopo i controlli effettuati dal veterinario

dell’USL, che aveva verificato che i cuccioli avevano

l’età richiesta, erano in ottima salute e che il loro

benessere era garantito da temperatura costante, pulizia,

box a norma di legge, cibo ed acqua a disposizione, le

guardie ENPA, non contente, avessero chiamato un altro

veterinario di loro fiducia e, con l’ausilio di questo,

visitato e rivisitato più volte gli animali,

sballottandoli per ore, in cerca di qualcosa da poter

contestare e ciò, rilevano gli espositori, senza nemmeno

prendere precauzioni come l’uso dei calzari sterili per

spostarsi da un box all’altro.

L’episodio si chiuse solo quando, alle otto di sera e dopo

il quarto controllo, il veterinario “animalista”

riuscì a riscontrare una presunta irregolarità sul chip

di due cani e a far porre sotto sequestro le due povere

bestie con soddisfazione del suo responsabile che, a quel

punto, dice sempre la nota, sembra aver esclamato: “li

abbiamo presi, bisogna sequestrare tutto!”

In realtà la mostra ebbe poi il suo decorso normale, tra

l’altro, ci segnalano gli organizzatori, anche con un buon

afflusso, tuttavia la posizione di FederFauna, dopo

tantissime segnalazioni di questo tipo da parte di

allevatori, negozi, circhi e di quanti esercitino attività

legate agli animali, non può essere che di sostegno ai

moltissimi operatori che lavorano nell’ambito della

legalità e che troppo spesso vengono racchiusi in un unico

fascio con i delinquenti e perciò ingiustamente accusati e

vessati.

FederFauna, che riconosce sicuramente a certe associazioni

animaliste di aver contribuito negli ultimi decenni a creare

una maggior coscienza sociale e di essere loro gli artefici

di un apprezzabile rinnovamento normativo, giunto a

sanzionare penalmente fenomeni come il maltrattamento

animale o l'abbandono, non capisce perché non siano loro

le prime ad allontanare quelle persone che, animate più da

loro personali emozioni che da un reale ideale di tutela

della legalità, probabilmente, a volte, travisano il loro

ruolo ed invita il Ministro Maroni a pronunciarsi, con poche

parole chiare a tutti com’è nel suo stile, una volta per

tutte su cosa può e cosa non può una guardia volontaria.







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