ZONE UMIDE MINORI A RISCHIO: RICERCA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

ZONE UMIDE MINORI A RISCHIO: RICERCA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE Zone Umide Minori (ZUM) a rischio: allarmante lo scenario che emerge dall'ultima ricerca commissionata dal Ministero dell'Ambiente Roma, 19 novembre 2008 Si è svolta stamattina a Roma la conferenza di presentazione della ricerca "Zone Umide Minori: un patrimonio da tutelare" commissionata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare alla Link Campus University of Malta.

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19/nov/2008 12.19.07 C&T Comunicazione Contatta l'autore

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Zone Umide Minori (ZUM) a rischio: allarmante lo scenario che emerge dall'ultima ricerca commissionata dal Ministero dell'Ambiente

Roma, 19 novembre 2008

Si è svolta stamattina a Roma la conferenza di presentazione della ricerca “Zone Umide Minori: un patrimonio da tutelare” commissionata dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare alla Link Campus University of Malta.

Si tratta di aree “minori” solo per estensione in quanto svolgono, analogamente alle maggiori, un ruolo fondamentale sotto il profilo geoambientale, vegetazionale, faunistico, paesaggistico e della biodiversità. 

L'indagine ha censito ben 305 ZUM italiane, naturali (stagni, piccoli laghi, foci fluviali, torbiere etc…) ed artificiali (risaie, saline, fossati difensivi di edifici storici, vasche per l'ittocoltura etc..) ed è stata condotta da un team di ricercatori guidati dal Direttore Scientifico Prof. Raniero Massoli- Novelli, uno dei più eminenti esperti internazionali del settore.
In particolare è stato realizzato un focus su cinque Regioni campione (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lazio, Sardegna e Sicilia) appositamente scelte in quanto rappresentative per la loro distribuzione geografica sul territorio nazionale e per le loro diverse caratteristiche geomorfologiche e di biodiversità. L'estensione totale delle ZUM inventariate e valutate risulta essere di 12.332 ettari con una estensione media per ogni singola ZUM di 40.4 ettari. 

Tra gli aspetti di maggiore rilevanza e novità della ricerca la creazione e l'utilizzo di un indice di vulnerabilità: ciascuna delle ZUM censite ed analizzate, infatti,  ha visto attribuirsi un fattore da 1 a 5  dove 1 rappresenta la minima vulnerabilità, quindi una ottima previsione di conservazione, e 5 un rischio estremo di degrado o sparizione dell'ambiente umido valutato. 
L'indice medio di vulnerabilià riscontato è risultato molto basso: 2,9 per le ZUM del Friuli Venezia Giulia, 2,4 per quelle del Veneto, 2,7 per quelle del Lazio e 3,3 per Sicilia e Sardegna.

E' facile, quindi, evincere quanto allarmante sia lo scenario ai fini della conservazione di queste importanti aree: le ZUM italiane sono gravemente  minacciate da seri fattori di rischio di tipo naturale (riscaldamento globale, quindi maggiore siccità e tendenza al prosciugamento di molte ZUM) e da disturbi antropici  (bonifiche agricole,  inquinamenti, nuove strade, nuovi insediamenti industriali e edilizia, fenomeno, quest'ultimo, particolarmente preoccupante in Sardegna).
Questa grave situazione comporta una pesante ricaduta anche sull'economia, provocando mancate possibilità di sviluppo delle aree nelle quail sono inserite le ZUM che svolgono una determinante funzione sociale, culturale, turistica.

Claudia Carrescia & Alessandra Thomas
C&T Comunicazione
Tel. 3407995090 - 3926948693




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