norme per la dismissione dell’uso di animali dei circhi. Dell’Ovvietà Perduta.

A oltre quarant'anni dall'entrata in vigore della norma, tra qualche settimana, in occasione delle solennità natalizie, i più importanti e maestosi complessi italiani si esibiranno assestati alla meglio a Milano in un'area privata, a Firenze dentro il Palazzo dello Sport, a Roma in un terreno demaniale, a Napoli presso un Parco di divertimento permanente a testimonianza inconfutabile di un palese disinteresse, di una censurabile sottovalutazione culturale, in determinate manifestazioni di un'inaudita avversione che hanno contrassegnato in questi decenni l'effettiva posizione del Sistema-Repubblica nei confronti del Circo.

05/dic/2008 08.39.31 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : norme per la dismissione dell’uso di animali dei

circhi. Dell’Ovvietà Perduta.

Data : Fri, 05 Dec 2008 08:30:27 +0100



Lunedì 24 novembre ho assistito, peraltro attivamente,

alla conferenza stampa di presentazione della proposta di

legge d’iniziativa dei deputati Gabriella Giammanco e

altri “Norme per la graduale dismissione dell’uso di

animali da parte dei circhi e per il sostegno dello

spettacolo circense” presentata il 30 luglio 2008.

Una summa della più infelice produzione parlamentare in

materia generata negli ultimi vent’anni e riconducibile

desolatamente al seguente teorema: le attività circensi

verso le quali il Sistema-Repubblica ha tanto profuso devono

spogliarsi, con una gradualità il cui ritmo compete con il

record mondiale ed olimpico di Bolt, del proprio patrimonio

di animali, da affidare ad apposite strutture di ricovero

gestite da animalisti e dintorni, nel nome di una nuova

sensibilità ed attesa la fuga del pubblico che non

sopporta più la loro presenza negli spettacoli e negli zoo

al seguito.

I connotati obbiettivamente grotteschi di una serie di

argomentazioni a sostegno impongono una serena ma

inesorabile analisi di contesto e di merito al riguardo.

Valga il vero.



Contesto



Il Sistema-Repubblica avvilisce, in alcune circostanze

concreta l’umiliazione dello Spettacolo Italiano. La

previsione dei programmati stanziamenti triennali della

Legge163/85 si è fermata con l’esaurirsi

dell’esercizio 1987. E’ noto a tutti, o quantomeno

così dovrebbe essere, che l’attuale importo del F.U.S.

risulta assolutamente lontano, in termini reali, da quello

originario così come spettrale appare agli operatori dello

spettacolo nazionale il quadro che scaturisce dalla lettura

delle previsioni della Legge Finanziaria 2009 in materia.

Il tutto in radicale contrasto con quanto contemplato a

favore, nei termini finanziari come nell’ambito di

provvidenze e facilitazioni, da aree giuridico-culturali

prossime alla nostra (la Francese innanzitutto).

Trasferita sul pianeta Circo la circostanza sopra ricordata

assurge ingloriosamente alle vette di un poco dignitoso

dramma.

L’1,5% della iniziale previsione della Legge Lagorio va

distribuito, sostanzialmente in parti uguali, con il settore

dello spettacolo viaggiante: serve cioè con riferimento a

quest’ultimo in buona sostanza, per chi ancora non lo

avesse correttamente inteso, a finanziare l’acquisto di

Montagne Russe o di Ruote Panoramiche, il ripristino

post-sinistro di Autoscontri o di Padiglioni danneggiati.

Sulla quota residua, che nel 2008 è ammontata alla

“stratosferica cifra” di circa 3,5 milioni di euro (pari

all’1,48%:2 del F.U.S., record negativo financo

nell’indecoroso importo percentuale) insiste

l’attività di circa 120 complessi, quella

dell’Accademia, quella della Casa di Riposo, quella

promozionale ed editoriale. Lascio alla competenza del

lettore il giudizio circa la dipendenza del proseguo

dell’attività di una impresa circense dalla circostanza

della sopravvivenza dell’autentica elemosina targata

F.U.S. e lo invito a parametrare il deprimente quadro

correttamente dipinto con quanto in essere oltralpe.



Come noto la Legge 377/1968 prevedeva entro l’anno di

emanazione da parte di tutti i Comuni italiani la

predisposizione di almeno un’area attrezzata, degna di

detta aggettivazione (dotata cioè degli indispensabili

allacci elettrici, idrici, del gas, ubicata in un contesto

urbano facilmente raggiungibile anche da mezzi pubblici)

destinata all’installazione periodica delle attività

circensi e dello spettacolo viaggiante, delle carovane

abitazione, dei mezzi di trasporto al seguito.

A oltre quarant’anni dall’entrata in vigore della norma,

tra qualche settimana, in occasione delle solennità

natalizie, i più importanti e maestosi complessi italiani

si esibiranno assestati alla meglio a Milano in un’area

privata, a Firenze dentro il Palazzo dello Sport, a Roma in

un terreno demaniale, a Napoli presso un Parco di

divertimento permanente a testimonianza inconfutabile di un

palese disinteresse, di una censurabile sottovalutazione

culturale, in determinate manifestazioni di un’inaudita

avversione che hanno contrassegnato in questi decenni

l’effettiva posizione del Sistema-Repubblica nei confronti

del Circo.



Merito



Nel susseguirsi ciclico delle epoche, nell’affermarsi e

nell’esaurirsi delle più diverse e lontane civiltà

immutato, eccezionalmente immutato nella sostanza , si è

rivelato nei millenni il rapporto tra uomo e animale

(rectius essere vivente). Servizio, nell’accezione più

lata risulta l’espressione che meglio si presta a

caratterizzare la inesorabile dipendenza del secondo nei

confronti del primo.

Costituisce progresso realizzare le migliori effettive

condizioni affinché nell’”espletamento” di esso

venga garantita una sorta di “dignità”.

Finché l’uomo, ai fini della propria sopravvivenza, non

potrà fare a meno di alimentarsi di altri esseri viventi

(dai vitelli alle spighe) la sua preoccupazione in termini

di positiva evoluzione dovrà essere rivolta a concretare

condizioni di allevamento e/o di semina, di macello e/o di

mietitura via via sempre più “dignitose”.

Il circo, nel particolare il circo italiano, ha perseguito

nei decenni e persegue tutt’ora l’omologo obiettivo: ha

dismesso gli ormai mitologici serragli che ne accompagnavano

il cammino ancora negli anni ’50; ha rinunciato alla

presenza negli spettacoli e nell’ambito della comunità

di numerosi generi quali i primati e gli orsi bianchi; ha

selezionato le partecipazioni dotandosi di strutture di

ricovero e di trasporto quanto mai costose e confortevoli;

ha in una parola percorso la gran parte della strada oggi

invocata, senza sollecitazioni esterne, nell’ambito di un

autentico processo di autodeterminazione. E’ in grado di

gestire il proprio futuro razionalizzando ulteriormente in

materia e sempre nel rispetto delle rigorose normative già

in vigore, senza dover subire una inutile ed odiosa

punizione legislativa da parte di un sistema da sempre

additato negativamente per la propria ipertrofica vocazione

a normare.







Considerazioni conclusive



Alla splendida Licia Colò (non pensi che il mondo del

circo possa non amarla, non si può che amare una ragazza

così!) do assicurazione che, essendone ormai da anni

vietata l’importazione, non sussiste più un problema

relativo all’addestramento degli elefanti.

A Giorgio Panariello, artista di razza che ho molto

apprezzato nei suoi contributi al successo delle iniziative

AGISCUOLA, invio un invito a recarsi presso uno dei nostri

prestigiosi complessi: le performances dei primati con

abbigliamento a mo’ di umano costituiscono ormai una

pagina di storia lontana.

Alla deliziosa, direi incantevole, on.le Gabriella

Giammanco, da gattopardo privo ahimè di qualsiasi

illusione, mi permetto rivolgere una affettuosa

raccomandazione: ascolti, nel proseguo della propria

attività di legislatore, le ragioni di ogni parte e, quale

fresca e determinata debuttante parlamentare, faccia proprie

le istanze del circo e di tutto lo Spettacolo Italiano che,

per la propria storia e per i luminosi prodotti che continua

a regalare all’umanità, merita la considerazione

recentemente tributatagli dal Capo dello Stato.



Antonio Buccioni

Vicepresidente ENC

Consigliere Nazionale FederFauna













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