FederFauna: contro il maltrattamento genetico bisogna imparare dagli Ungheresi!

22/dic/2008 12.09.18 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : FederFauna: contro il maltrattamento genetico

bisogna imparare dagli Ungheresi!

Data : Mon, 22 Dec 2008 11:59:21 +0100



Era già da un bel po’ che il Presidente

dell’Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani e

Consigliere Nazionale di FederFauna, Alberto Veronesi,

aveva lanciato l'allarme finalmente oggi richiamato anche

dagli esperti del Comitato bioetico per la veterinaria (Cbv)

sul "maltrattamento genetico". Secondo una mentalità

radicata soprattutto negli Stati Uniti e qui in Italia,

nella selezione delle razze canine, “il più bello” è

“il più strano” ovvero l’animale in cui vengono

portate all’esasperazione alcune caratteristiche fisiche

che, se da una parte lo rendono unico nell’aspetto,

dall’altra lo rendono anche debole e soggetto a

problematiche legate alla salute ed alla riproduzione.

“È verissimo” ribatte il Segretario Generale del

Sindacato di Allevatori, Commercianti, Circhi e Zoo,

Massimiliano Filippi: “ci sono razze canine che soffrono

di patologie tipicamente legate alle caratteristiche

fisiche, tuttavia, è possibile eliminare gran parte dei

problemi proprio con la selezione. In Ungheria, per esempio,

dove per rimanere sotto una determinata soglia di costi,

l’allevatore non può permettersi che tutte le

fecondazioni siano assistite o che tutti i parti necessitino

dell’intervento del veterinario, si producono dei bulldog

o dei carlini ugualmente tipici ma in grado di riprodursi in

modo naturale e questo vale anche per i chihuahua dove si

cerca di accoppiare un maschio piccolo con una femmina un

po’ più grande. Sono felice che alcuni veterinari

abbiano portato a conoscenza del grande pubblico anche

questo aspetto che mi consente di rivalutare i cani

importati, troppo spesso denigrati ingiustamente in modo

generalizzato negli ultimi tempi. L’Ungheria è la

dimostrazione che si può tener conto sia degli interessi

economici in gioco che dell'interesse culturale che

avanzano alcuni per queste razze senza però condannare gli

animali ed i loro detentori ad inutili sofferenze. Concordo

in pieno con Pasqualino Santori sulla necessità di

istruire l’acquirente circa le caratteristiche e le

necessità del cane che si sta portando a casa e sottolineo

che, su questo fronte, FederFauna si sta già dando da fare

tramite i propri associati; sono decisamente meno

d’accordo con chi condanna la selezione in modo

indiscriminato per proprie posizioni etiche dimenticando che

è proprio grazie a questa e agli interessi economici

dell’essere umano che moltissime specie non rischiano

l’estinzione.”





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