Tra cappone sulla tavola e cuccioli sotto l’albero, come vivranno il Natale gli animalisti?

Tra cappone sulla tavola e cuccioli sotto l'albero, come vivranno il Natale gli animalisti?

26/dic/2008 00.06.55 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : Tra cappone sulla tavola e cuccioli sotto

l’albero, come vivranno il Natale gli animalisti?

Data : Thu, 25 Dec 2008 23:58:50 +0100



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Quando, l’altro giorno, il Papa, davanti alla Curia

riunita per gli auguri di Natale, ha affermato in un nuovo

capitolo della sua visione dell' ecologia che la Chiesa ha

responsabilità del creato ma deve proclamare una "ecologia

dell'uomo", cioè, non solo difendere "le foreste

tropicali" e la natura ma "proteggere l'uomo contro la

distruzione di se stesso", si sono accese in me numerose

riflessioni sulla pericolosità delle visioni distorte del

rapporto uomo-animali così fortemente proclamate da alcuni

durante questi ultimi anni. Ha spiegato Benedetto XVI che

l’ordine della creazione deve essere rispettato perchè

si tratta, di fatto, della fede nel Creatore e dell'ascolto

del linguaggio della creazione, il cui disprezzo sarebbe

un'autodistruzione dell'uomo e quindi una distruzione

dell'opera stessa di Dio". Ma come vivranno il Natale gli

“animalisti”? Lo festeggeranno anche loro?

Secondo la tradizione, Gesù viene alla luce in una

grotta dove un bue ed un asinello lo riscaldano con il loro

fiato…capito?!...non ci sono Maria e Giuseppe impegnati ad

accudire gli animali, dimenticandosi del

bambinello!....sono gli animali che vengono utilizzati per

accudire il cucciolo umano più importante dell’Universo!

Inoltre, i pastori gli offrono in dono gli agnelli: agnelli

che diventano simbolo del sacrificio in tutte le tradizioni

religiose, cattoliche e non!... Già nella Genesi 1, 24 Dio

disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro

specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la

loro specie» e vide che era cosa buona, ma perché ciò

fosse veramente cosa buona, doveva avere un fine, così,

all’1, 26 Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine,

a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli

uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie

selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla

terra» e all’1, 28 «Siate fecondi e moltiplicatevi,

riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del

mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che

striscia sulla terra», decretando in modo assoluto che è

diritto e dovere dell’uomo utilizzare gli animali. Più

tardi, Gesù, gli Apostoli e i Santi, mediante le parabole

e attraverso le loro opere, ci hanno insegnato a non

sperperare i doni del buon Dio ma, comunque, ad usarli: in

modo coscienzioso, ma ad usarli! Cosa c’è? Da Voi,

l’altra sera, non è venuto Gesù bambino ma il più

recente e nordico Babbo Natale? Nessun problema! Il buon

vecchio con la barba guida una slitta trainata da renne ed

il suo vestito, dal fondo verde tradizionale o rosso post

CocaCola, è bordato da ricchi e morbidi inserti in

pelliccia!...

Credo che i sani insegnamenti impartiti dalla Chiesa non

siano interpretabili e vogliano un uomo che ami e rispetti

gli animali ma non un uoma che perda il giusto raffronto con

un’evoluzione umana dovuta soprattutto ai rapporti

extraspecifici; i principi cristiani vogliono un uomo non

certo sfruttatore, ma utilizzatore cosciente dei doni del

buon Dio: perciò, secondo un buon cristiano, utilizzare le

altre specie per mangiarle, per vestirsi con le loro

spoglie, catturarle e trattenerle o allevarle ed

addomesticarle per goderne la compagnia o la semplice vista,

non possono che essere considerati comportamenti naturali,

biologicamente ed eticamente corretti. È vero che gli

esseri umani hanno maturato con gli anni la coscienza di non

essere i soli viventi sulla Terra ma, se ciò ha portato

all’elaborazioni di leggi per tutelare gli animali da

maltrattamenti fine a se stessi, non credo che questo abbia

nulla a che fare con gli isterismi di coloro che mettono

sullo stesso piano un bambino ed un cucciolo di cane,

ignorando tutte le conoscenze scientifiche sull’evoluzione

acquisite proprio grazie a quegli animali dei quali

vorrebbero essere riconosciuti quali unici difensori.

Costoro, capaci di affermare che un animale destinato a

vivere in cattività per soddisfare i bisogni dell’essere

umano è meglio che non nasca nemmeno, non si sono mai

schierati contro l’aborto. Credo che queste persone

travisino i messaggi cristiani e, cercando di accendere odio

e conflitti tra esseri umani per dividere anzichè unire,

vadano inesorabilmente nella direzione di

quell’autodistruzione, frutto della visione di un uomo che

si sostituisce a Dio pretendendo di non ascoltare o, peggio,

di interpretare a proprio piacimento, i Suoi insegnamenti.

Questa mia lettera vuole condannare tutti questi conflitti e

non vuole certo accenderne nuovi; vuole bensì essere un

monito ad interpretare bene i messaggi di “falsi

profeti” e “cattivi consiglieri”. Lettera firmata.









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