FederFauna sui tagli alle spese per il randagismo: Bravo Tremonti! È giusto cambiare rotta.

Da Bologna, il Sindacato commenta in modo positivo la manovra: "l'AACI aveva già denunciato che lo Stato italiano dal 1991 si occupa solo di finanziamenti per gli animali di seconda mano" dice il Segretario Generale Massimiliano Filippi, "non ci sono più le risorse per permettere questo tipo di assistenzialismo e anche se le associazioni animaliste, che hanno sicuramente contribuito negli ultimi decenni a creare una maggior coscienza sociale e sono pure gli artefici di un apprezzabile rinnovamento normativo giunto a sanzionare penalmente l'abbandono, devono comunque ammettere che il fenomeno del randagismo è tuttaltro che in calo e che quindi non si può continuare su questa strada.

15/gen/2009 22.48.41 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : FederFauna sui tagli alle spese per il randagismo:

Bravo Tremonti! È giusto cambiare rotta.

Data : Thu, 15 Jan 2009 22:40:59 +0100



Secondo le notizie diramate dall’ANSA sulla nuova manovra

finanziaria, sembra che il taglio nel 2009 alla spesa per i

randagi sia di 1.126.000, di 1.486.00 per il 2010 e per il

2011 di 2.611.000 per un totale di 4.873.000 in meno

rispetto al triennio della manovra 2008. Le associazioni

animaliste, logicamente, gridano allo scandalo ma così non

è per FederFauna, la Confederazione delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori. Da Bologna, il

Sindacato commenta in modo positivo la manovra: “l’AACI

aveva già denunciato che lo Stato italiano dal 1991 si

occupa solo di finanziamenti per gli animali di seconda

mano” dice il Segretario Generale Massimiliano Filippi,

“non ci sono più le risorse per permettere questo tipo

di assistenzialismo e anche se le associazioni animaliste,

che hanno sicuramente contribuito negli ultimi decenni a

creare una maggior coscienza sociale e sono pure gli

artefici di un apprezzabile rinnovamento normativo giunto a

sanzionare penalmente l'abbandono, devono comunque ammettere

che il fenomeno del randagismo è tuttaltro che in calo e

che quindi non si può continuare su questa strada. Quando

sono i numeri a dire che l'assistenzialismo e l'animalismo

di Stato hanno fallito nel raggiungimento degli obiettivi

prefissati , è necessario cambiare rotta.” E quindi:

“i volontari facciano i volontari e bravo Tremonti!” Il

Presidente dell’AACI, Veronesi, ha già precisato che

“le proposte sulle quali le nostre Associazioni possono

confrontarsi sono quelle tese a garantire fondi strutturali

per l'adeguamento degli allevamenti alle normative sul

benessere, la riduzione delle aliquote IVA sulle cure

veterinarie al 10%, aumentando nel contempo la

deducibilità fiscale delle stesse fino ad un tetto di 1500

euro con franchigia di 200, l’adozione di incentivi e

costi calmierati per le improrogabili sterilizzazioni, la

promozione delle attività di addestramento e comportamento

idonee al miglioramento del rapporto uomo - cane, il

miglioramento della selezione degli animali di razza

incrementando nel contempo la loro iscrizione a registri

pubblici per ottenerne una vera tracciabilità degli

animali, l’ incentivo dell'acquisto consapevole

compensando quegli operatori che offrono assistenza e

supporto post vendita, il riconoscimento della riproduzione

animale quale atto responsabile e non più un libero

arbitrio, il favorire l'utilizzo delle moderne tecnologie ed

il contribuire alla nascita di fondazioni in partecipazione

con i Ministeri competenti per la gestione delle attività

e dei servizi connessi allo sviluppo e alla certificazione

degli operatori del settore degli animali d'affezione.

Bisogna dare garanzie di maggior visibilità ed accesso a

veterinari, allevatori , addestratori ed educatori ai mezzi

di comunicazione ed incentivare l'educazione dei giovani

verso il giusto valore e considerazione per la vita e il

benessere degli animali da compagnia perché, in assenza di

un nuovo e moderno progetto politico in favore di un

animalismo vero, virtuoso, efficace ed economicamente

sostenibile, il nostro Paese sarà sempre succube delle

emergenze, vere o presunte che siano e, anzichè risolvere

i problemi del randagismo, del maltrattamento e

dell'abusivismo, rafforzerà con sempre maggiori contributi

economici le lobby che su questi problemi fondano la propria

sussistenza.”





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Confederazione Europea delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali

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