FederFauna sulla nota del Ministero della Salute sui rischi dell’importazione.

22/gen/2009 00.21.49 FederFauna Contatta l'autore

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Oggetto : FederFauna sulla nota del Ministero della Salute

sui rischi dell’importazione.

Data : Thu, 22 Jan 2009 00:10:56 +0100



Complimenti al Ministero! Citiamo testualmente: “Un

cucciolo senza microchip, senza attestazione sanitaria, e se

proveniente dall’estero privo di passaporto deve sempre

destare sospetto.” Infatti, è noto a tutti gli operatori

onesti, ma anche ai normali acquirenti, che chi vende

cuccioli senza microchip e senza attestazione sanitaria ne

dichiara sempre, e senza mentire, la provenienza!?!....

E complimenti anche ad ANMVIOGGI, per il titolo "Adozioni

cani: informazioni per informare”: l’acquisto, infatti,

lo escludiamo a priori in un momento così “animalista”

in cui un Sottosegretario di Stato dichiara in TV, davanti a

milioni di Italiani,: “Non comprate cani di razza!

Adottateli in canile”!... Ma se l’ENCI che dovrebbe

tutelare le razze la applaude sempre, forse andrà bene

anche questo…

FederFauna, la Confederazione delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali, che tra i

propri associati annovera alcuni (superstiti) importatori

regolarmente iscritti all’UVAC che tentano di rispettare

le leggi, riconosce la professionalità dei Medici

Veterinari ed apprezza di per sé l’idea dell’ANMVI di

fare, tramite questi informazione, solo non capisce perché

“i rischi”, per loro, debbano essere solo legati

all'acquisto.

FederFauna ritiene innanzitutto, che l’informazione

pre-acquisto (e pre-adozione per par condicio), debba

rivolgersi alla sensibilizzazione del futuro detentore

sull’impegno che si dovrà assumere quando entra in

famiglia un animale. Bisogna prima informare su quali sono

le esigenze biologiche ed etologiche del nuovo componente

della famiglia e sugli obblighi da parte del padrone che

queste comportano, visto che i tristemente noti fenomeni

dell’abbandono e del randagismo non dipendono certo dalla

data di nascita riportata sul passaporto, a meno che

qualcuno non si arrabbi perché non può festeggiare il

compleanno del proprio beniamino quando vuole lui.

Oltre al periodo delle “cure parentali” che, per legge,

in Italia dura 60 giorni e all’estero 90, non si sa bene

perché, chi meglio dei veterinari conosce il significato

di parole come “periodo di socializzazione”?...ed è su

spiegazioni di questo ed altri aspetti a questo legati che

secondo FederFauna si dovrebbe concentrare l’attenzione.

Il resto della nota, prosegue il Sindacato di Allevatori e

Commercianti, elenca una serie di irregolarità, denunciate

dal Ministero, come la non corrispondenza tra l’età

degli animali indicata nella documentazione di scorta e

quella riscontrata all’esame clinico, situazione questa,

segnala FederFauna, che ha creato in Italia diversi

contenziosi per i quali però non è a conoscenza di

nessuna sentenza che la confermi. Si parla di animali

dichiarati vaccinati ma con risultati non favorevoli

all’esame di titolazione degli anticorpi perché

inferiore a 0,5 UI/ml, quando questa, nella normativa, è

una condizione per l’introduzione solo in alcuni Paesi

della Comunità e quando nessuna casa farmaceutica

produttrice di vaccini garantisce, con la somministrazione,

il raggiungimento di tale titolo ma bensì

dell’immunità. Si parla di effettuazione della

vaccinazione nei confronti della rabbia prima

dell’applicazione del microchip per la corretta

identificazione, quando, sempre secondo le informazioni in

possesso di FederFauna, l’obbligo di inserimento del

microchip entro i 60 giorni, sia contenuto nella legge

nazionale ma non in quella di altri Paesi membri.

In questi giorni l’ufficio legale di FederFauna sta

esaminando il documento riservandosi di chiedere chiarimenti

anche ai Ministeri di Ungheria, Slovacchia, Polonia e

Repubblica Ceca che sono i Paesi maggiori esportatori.





FederFauna

Confederazione Europea delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali

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