Guardia di Finanza scopre traffico di cani. Coinvolti Veterinari e Allevatori.

17/feb/2009 22.48.13 FederFauna Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Appresa oggi dal Tg5 delle 13.00 la notizia dell’indagine

della Guardia di Finanza di Prato che ha portato alla

scoperta di un traffico illegale di cani e alla denuncia per

frode in commercio, maltrattamento di animali e falso

ideologico dei titolari di 4 allevamenti, di 2 punti vendita

e di diversi veterinari, FederFauna, la Confederazione delle

Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di

Animali, si complimenta con le Fiamme Gialle.

Il servizio giornalistico di Massimo Canino evidenzia che

questa volta non si parla di ipotesi di reato basate sulla

differenza di opinione tra un veterinario ed un altro nella

determinazione dell’età di un cucciolo ma, anzi, che

sono stati denunciati medici veterinari italiani

compiacenti, che hanno rilasciato a venditori scorretti,

certificazioni in bianco. La condotta fraudolenta ha

danneggiato, oltre agli animali vittime del traffico, agli

acquirenti in buona fede, anche gli Allevatori ed i

Commercianti che svolgono onestamente il loro lavoro. Non

possiamo esimerci dal rimarcare le difficoltà che questo

clima di sfiducia genera nelle famiglie a livello nazionale:

leggere ogni giorno di sequestri e denunce, porta sconforto,

sospetto e blocca la gente che vorrebbe un buon cane per

sè.

FederFauna, che si riserva di costituirsi parte civile

contro gli autori dei reati, esprime grande soddisfazione

per l’operato degli agenti, sperando che la "pulizia" del

settore da abusivi e maltrattatori sia il più rapida e

definitiva possibile, evitando lo stillicidio continuo e la

confusione da parte dei media fra vere operazioni

anticrimine come questa ed altre spettacolarizzate come tali

ma poi tradottesi in tribunale in semplici violazioni

amministrative o addirittura in archiviazioni.

L’unico neo da segnalare nella comunicazione rilasciata

nell'intervista dal Maggiore Demetrio Conti è relativa

alle sue dichiarazioni che: "solo gli allevatori con

affisso ENCI offrono garanzie".

FederFauna in proposito sottolinea che gli operatori che

offrono garanzie agli acquirenti sono coloro che operano in

modo trasparente, quelli che rilasciano regolare fattura a

corredo dei documenti che accompagnano il cane, segno

inequivocabile che l'ASL ha dato il proprio benestare. Fanno

eccezione i soli privati che allevano un numero esiguo di

cani.

FederFauna invita gli acquirenti a richiedere sempre i

seguenti documenti a propria tutela: libretto sanitario o

passaporto, certificato anagrafe canina, fattura o ricevuta

fiscale. Ricordiamo che il pedigree che certifica la

genealogia, è un documento importante per chi intende

allevare o esporre, ma non è una garanzia per la salute e

la lecita provenienza del cane. Molte truffe nel presente e

nel recente passato hanno tratto origine proprio dal

pedigree italiano, che veniva spacciato per garanzia quando

in realtà è una certificato anagrafico del cane o del

gatto, rilasciato da un Ente privato che ha dimostrato di

non avere poteri di controllo diretto sugli allevamenti.

Attenti dunque a chi vi propone un animale a prezzo troppo

basso, o troppo alto, il figlio del campione non sempre è

un affare.



FederFauna

Confederazione Europea delle Associazioni di

Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali

European Confederation of Associations of Animals Farmers,

Traders and Holders

Via Goito, 8 - 40126 Bologna - Tel. 051/6569625 - Fax

051/2759026 www.federfauna.org







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